Vocazione di San Matteo di Caravaggio: analisi completa del quadro

Voglio parlarti del capolavoro assoluto di Caravaggio. Sicuramente avrai già sentito parlare del quadro di cui voglio raccontarti oggi; sai anche che Caravaggio, il cui vero nome è Michelangelo Merisi, è stato uno dei pittori del Seicento più attivi e conosciuti. In questo articolo voglio parlarti della tela intitolata la Vocazione di San Matteo.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, conoscerai tutto quello che è necessario sapere a proposito del quadro sulla chiamata di Matteo: la data di realizzazione, chi fu il committente di questa tela, le dimensioni, il luogo di conservazione del quadro e la minuziosa descrizione dei dettagli che compongono la scena.

Vocazione di San Matteo Caravaggio analisi descrizione breve riassunto

“Vocazione di San Matteo” Michelangelo Merisi da Caravaggio

Data di produzione: 1599-1600

Dimensioni: 322 x 340 cm

Dove si trova: San Luigi dei Francesi, Roma

Comincio con il raccontarti la storia de la chiamata di san Matteo: il quadro venne commissionato nel 1565 dal cardinale francese Mathieu Cointrel; quest’ultimo desiderava che venissero realizzati dei quadri sui fatti fondamentali della vita di san Matteo, da porre poi nella chiesa di san Luigi dei Francesi.

Devi sapere che questo non è il solo dipinto del Caravaggio presente in tale chiesa: oltre a questo capolavoro, infatti, c’è anche un’altra grandissima tela, intitolata il Martirio di San Matteo.

I dipinti Caravaggio san Luigi dei Francesi sono tre in totale: il Martirio di san Matteo, San Matteo e l’Angelo e la vocazione di Matteo; quest’ultimo, si trova sulla parete sinistra della cappella.

Adesso voglio parlarti dei dettagli di questo capolavoro: si tratta di un dipinto di Caravaggio di grande importanza, nel quale l’artista dipinge l’istante in cui Cristo sta effettuando la chiamata di Matteo per fargli abbandonare la sua attuale vita e convertirlo in un suo apostolo.

Secondo la tradizione, Matteo prima di diventare discepolo di Cristo, era un pubblicano, ovvero colui che si occupava di riscuotere le tasse ed imposte nella società romana; dovendo prendere denaro dalle persone, non era benvisto ed il suo non era un lavoro molto felice.

Caravaggio conosceva bene la tradizione ed aveva studiato la storia di questo apostolo, e così ha studiato nei minimi dettagli la vocazione di san Matteo; se guardi un attimo l’ambiente che circonda i personaggi, puoi notare un’atmosfera poco ospitale: un piccolo tavolo, una finestra socchiusa e l’oscurità che domina tutta la scena.

Devo dirti che a rendere eccezionalmente realistica la vocazione di san Matteo di Caravaggio sono soprattutto i protagonisti: ci sono tante persone diverse, tutte ritratte con costumi del Seicento e che si fanno gli affari loro, quando improvvisamente entrano Cristo e Pietro.

Sai che Pietro è stato aggiunto da Caravaggio? La storia della chiamata di Matteo nei Vangeli non cita proprio il nome di Pietro, ed inoltre nemmeno il committente dell’opera aveva richiesto la sua presenza.

Cosa c’entra allora? Il pittore lo inserisce all’ultimo momento, come simbolo della Chiesa nell’atto della Conversione: nel quadro è proprio lui che sta a metà tra Cristo e Matteo, ed allo stesso modo, è il Papa che fa da intermediario tra Dio e gli uomini.

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Particolare di Cristo e san Pietro

Ora voglio parlarti proprio di Cristo e san Pietro: avrai notato che sono ben lontani dal gruppo che sta attorno al tavolo; entrambi sono giunti all’interno di questa stanza per cercare Matteo.

Anche senza parlare, Cristo, tendendo semplicemente il braccio sembra quasi voler dire “Eccolo lì Pietro, è lui Matteo”.

Guarda con attenzione la mano di Cristo. Non ti sembra di aver già visto da qualche parte questo gesto? In effetti, nella Creazione di Adamo, la mano dell’uomo è identica a quella del Cristo di Caravaggio.

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Particolare della mano di Cristo (in alto)/particolare della mano di Adamo e Dio (in basso)

Questo piccolo particolare, ci suggerisce l’interesse (e la stima) di Michelangelo Merisi per l’eccezionale talento del Buonarroti.

San Pietro guarda perplesso Gesù e sta cercando di capire a chi si sta rivolgendo il Salvatore, non credendo che in un luogo del genere si potesse trovare un futuro apostolo.

Voglio ancora che tu guardi la coppia di destra: se guardi i loro abiti, ti sarai reso conto che c’è qualcosa che non va.

Perché Cristo e Pietro hanno degli abiti antichi ed il gruppo a sinistra ha un abbigliamento seicentesco? Si tratta di una scelta volontaria di Caravaggio, il quale, per mezzo di questo artificio, voleva rendere la scena molto più realistica e vicina alla sua realtà.

Possibile san Matteo Caravaggio analisi

Particolari dei possibili san Matteo

Adesso ti starai chiedendo: ma nel gruppo di sinistra, chi è Matteo? È davvero una bella domanda. A questo proposito, i critici discutono ancora attivamente su chi possa essere san Matteo, e ci sono due teorie in proposito:

  1. Il futuro apostolo potrebbe essere l’uomo con la barba al centro del gruppo, con la mano rivolta verso di sé, come a voler dire “Io? Stai indicando me?”, ed inoltre, è uno dei pochi del tavolo a non essere interessato al denaro posto sulla tavola, insieme ai due ragazzi al centro della tela, arrivati presumibilmente poco prima.
  2. San Matteo potrebbe essere anche l’uomo sull’estrema sinistra della tela, quello con la testa abbassata a contare il denaro: se ricordi quello che ti ho detto prima, sai che Matteo era un esattore e quindi potrebbe stare a contare il denaro incassato nella giornata di lavoro; inoltre, la sua espressione triste e pensierosa indicherebbe che non è felice di fare quel lavoro, ignorando completamente che di lì a poco la sua vita sarebbe cambiata completamente.

Chiunque sia il protagonista della conversione di san Matteo, ora voglio farti partecipe di un ultimo particolare: hai notato la finestra sopra la testa di Pietro?

Devi sapere che, nonostante sia spalancata, la luce non proviene da lì, anzi, giunge da in alto a destra, fuori dalla scena, accompagna il gesto di Cristo e secondo vari studiosi, simboleggia la Luce Divina.

Potete utilizzare tutti questi accorgimenti per una tesina vocazione di San matteo Caravaggio.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

13 Risposte

  1. Mariateresa ha detto:

    Anch’io penso che il futuro prescelto sia il giovane che con la testa china è intento a contare le monete! Sono convinta che il vecchi con la barba non indichi se stesso ma proprio
    Il giovane che ha davanti a se la vita!!!Comunque il Caravaggio è grande e fantastico.Studiare le sue opere mi è sempre piaciuto e lo trovo moderno nell’uso dei personaggi comuni,del popolo in tutte le sue opere.Era un giovane del nostro tempo!UNICO

  2. MARIO ha detto:

    Le dita del vecchio mi danno l’impressione di qualcuno che stia pagando mentre IL pubblicano triste osserva . il raggio di luce colpisce tutti ma San matteo non e ancora nella grazia divina e sta nella stessa penombra di Cristo e Paolo. La Luce Divina viene per gli ammalati non per i sani come dice il Cristo.

  3. milyana ha detto:

    San Matteo è quello che conta i danari,il vecchio assomiglia ial Re di Francia,protestante, diventato cattolico.Sua
    frase famosa Parigi vale bene una messa.

  4. Antonio Strigari ha detto:

    L’uomo con la barba non ha il dito piegato verso il proprio petto ma indica il ragazzo che conta le monete, inoltre se veramente vuoi sapere chi sta chiamando il Signore, sappi che questa persona sei TU.

  5. Anna ha detto:

    l’uomo barbuto sembrerebbe indicare non se stesso ma il giovane che conta i soldi-lo rileverebbe la postura della mano ed il dito indice (piuttosto teso a vedersi ) L’uomo barbuto sembrerebbe colto nell’atto di deporre il denaro , mentre il giovane lo raccoglie ed è provvisto di un sacchetto_- L’enigma rimarrà sempre- MICHELANGELO MERISI da CARAVAGGIO

  6. Gianluca ha detto:

    Secondo me, che comunque ammetto di non capirne molto, è il raggio di luce che indica chi è il Santo, quindi l’anziano e non il giovane che forse è intento a contare i soldi che deve all’esattore.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Può darsi che sia come dici tu, Gianluca. Il raggio di luce potrebbe essere un valido suggerimento per identificare San Matteo.

  7. elisabetta ha detto:

    Grazie mille Dario per questo contributo che ci doni per l’analisi sul dipinto,mi ha sempre interessato molto conoscere le opere d’arte soprattutto a questo livello mi emoziona entrarci dentro. Non sono competente come te ma la mia intuizione mi dice che San Matteo e’ quello seduto,perche’ guardando molto attentamente la figura di Gesu’ mi sembra che indica lui. Un caro saluto. Elisabetta.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Elisabetta, grazie per i complimenti e per la tua opinione. È difficile capire chi sia veramente San Matteo in questo caso perché i 2 papabili hanno delle caratteristiche che li rendono entrambi dei validi San Matteo.

  8. Lucio ha detto:

    Infatti Sabrina hai perfettamente ragione! il vero Matteo che Caravaggio intendeva rappresentare con il gesto del Cristo, copia speculare della mano che rappresenta la creazione di Adamo nel Giudizio universale della Cappella Sistina, è proprio il giovane seduto che sta contando i soldi… Matteo era appunto un esattore delle tasse. Poi ditemi… una persona che indica se stessa pone l’indice della mano in quel modo? provatelo su voi stessi! Il personaggio che per secoli si è presunto che intendesse dire col gesto della mano: “io”? in realtà diceva “lui”? indicando il ragazzo bello e giovane che si trovava più distante nella rappresentazione del quadro, e quindi allegoricamente, dalla Grazia del Cristo. La conversione cristiana sottolinea quanto sia più meritevole l’avvicinamento alla Verità da parte delle persone che ne sono più lontane.; ancora, il giovane rappresentato ha davanti a se la vita per poter essere un discepolo fruttuoso della dottrina, non altrettanto la persona anziana che verosimilmente rientra già nella Grazia divina. Non lo sapremo mai con assoluta certezza quali ruoli attribuì ai personaggi del dipinto ma…

    • ENo Mammato ha detto:

      Matteo è il giovane a capotavolo che conta se nn, addirittura, cela parte delle monete come nasconde il borsellino nella mano sx sotto il braccio dx…Lo si deduce dallo sguardo fisso in avanti e indicativo di Gesù e di Pietro, dal conteggio delle monete stando seduto su un tronetto che sta trasversalmente rispetto al tavolo, mentre tutti gli altri usano, presumibilmente, sgabelli come il personaggio che da le spalle all’osservatore, dall’indice diritto dell’anziano con la barba folta ritenuto erroneamente il futuro apostolo. E poi nn sarebbe opera del Caravaggio quest’opera se nn racchiudesse un alone di mistero!

  9. Sabrina ha detto:

    Per me Matteo è quello seduto. L’unico che non ti aspetti venga colpito dalla Grazia Divina. Un pubblicano..Invece Gesù sceglie proprio lui..

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Sabrina, non sarebbe una lettura sbagliata, sai? In effetti, ritratto in quel modo, con la testa china e lontano dal resto del contesto, potrebbe essere tranquillamente san Matteo. Molti studiosi però hanno riconosciuto san Matteo nell’uomo al centro del gruppo, quello con il dito alzato verso di sè, come a dire “Proprio io?”, come se non capisse se Gesù si stia rivolgendo proprio a lui o meno. 🙂

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