Iris di Van Gogh: la storia di uno dei quadri più costosi del mondo

Come avrai intuito dal titolo, oggi voglio farti scoprire un quadro dall’altissimo valore di mercato, dipinto dal grande Vincent Van Gogh. Sfortunatamente, il pittore olandese, non ha avuto successo durante la sua vita, e soltanto dopo la sua morte, tutti i suoi lavori hanno ottenuto un più che meritato riconoscimento. Comunque, il quadro (o meglio, la serie di lavori), di cui voglio parlarti oggi è intitolato Iris.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, oltre a scoprire tutto quello che devi sapere a proposito di quest’opera, scoprirai anche il perché questi fiori di Van Gogh sono così famosi oggi; inoltre capirai anche il motivo per cui sono nella classifica dei quadri più costosi del mondo, diversamente da altri lavori di Van Gogh.

Scoprirai tutte queste cose senza tralasciare ovviamente data di realizzazione, dimensioni, luogo di conservazione delle varie tele e la storia che ha portato alla nascita di ciascun lavoro appartenente a questa serie.

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Anno di produzione: 1889

Dimensioni: 71×93 cm

Dove si trova: J. Paul Getty Museum, Los Angeles

Prima di tutto, devi sapere che gli Iris di Van Gogh sono stati concepiti in un momento molto difficile per il pittore.

Era stato ricoverato da pochissimo all’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy-de-Provence a causa di un tracollo nervoso.

Cosa ci faceva in un manicomio? Qualche tempo prima Vincent aveva avuto un brutto litigio con il suo amico Gauguin, e dopo un’accesa discussione, in un impeto di rabbia, Van Gogh si è tagliato un orecchio di netto.

I vicini di casa, allertati dal frastuono e dalla folle azione del pittore, hanno cominciato ad avere paura ed hanno cercato di far rinchiudere Van Gogh in un ospedale facendo firmare addirittura una petizione riguardo il suo ricovero (che però, poi, non è andata in porto).

Passato un breve periodo e dopo che si sono calmate le acque, Vincent si rende conto che non può farcela da solo a reggere il forte stress degli ultimi eventi, ed allora decide di farsi ricoverare volontariamente nell’ospedale di Saint-Rémy-de-Provence.

Durante il suo soggiorno nella struttura, la pittura è una fedele compagna di Vincent che non l’abbandona mai, e parallelamente, non smette di scrivere a suo fratello Theo, aggiornandolo sul suo stato d’animo e facendogli sapere come si trovava con gli altri pazienti.

Onestamente, all’inizio Vincent pensava di non farcela, ma con tenacia riesce a resistere, fino ad avvertire una certa “sintonia” con gli altri pazienti, e matura l’idea che non è solo a dover affrontare problemi psichici.

Come ti ho già detto, la pittura lo accompagna anche in questo periodo difficile ed a provare questo non c’è un solo disegno di Van Gogh, ma innumerevoli serie di quadri diversi che nascono proprio a Saint-Rémy-de-Provence.

Come tanti altri capolavori, anche la serie Iris Van Gogh nasce durante la degenza del pittore, e per essere precisi, proprio tra il 1889/1890, poco tempo prima della sua prematura morte.

Mentre il Van Gogh paziente segue le indicazioni date dai medici, il pittore Van Gogh capisce che è ora di mettersi al lavoro (non era passata nemmeno una settimana dal suo ricovero), e dopo aver acquistato familiarità con l’ambiente, il suo occhio cade immediatamente sulla natura che circonda l’ospedale e nota la presenza di fiori, alberi e scorci naturali: non poteva chiedere niente di meglio per i suoi nuovi quadri!

Aveva tutto quello di cui aveva bisogno e così si mette immediatamente al lavoro.

Grazie ai molteplici stimoli presenti, la tecnica pittorica di Van Gogh matura e si trasforma durante questo periodo, trovando sempre dei nuovi spunti per testare approcci mai testati in precedenza sulla tela.

I fiori di Van Gogh sono un perfetto simbolo che rispecchiano il suo stato mentale durante la sua vita, ed in particolare gli Iris li ha definiti in una lettera:

Il parafulmine per la mia malattia”.

Molto probabilmente ti starai chiedendo: perché scegliere proprio gli iris e non degli altri fiori?

Prima di tutto questi fiori si trovavano nel giardino dell’ospedale psichiatrico, e poi dedicarsi alla pittura di dettagli della natura così colorati erano un elemento ideale per non impazzire del tutto in quell’ambiente fatto di routine e di cure.

Sempre nelle lettere dirette a Theo, Vincent racconta della sua ossessione per gli iris e gli anticipa che molto presto sarebbero stati i protagonisti assoluti di una serie di nuovi lavori, che avrebbero contenuto al loro interno, oltre che tante novità stilistiche, anche piccoli particolari derivati dallo studio dello stile di altri pittori.

A proposito della relazione tra Vincent ed altri pittori, devi sapere che il primo, durante il suo ricovero in ospedale, ha dipinto delle sue personalissime reinterpretazioni di alcuni quadri di artisti che stimava: tra le più importanti ti suggerisco la sua versione della Pietà di Delacroix ed il riposo di Millet.

Non voglio portarti troppo fuori strada, quindi torniamo a parlare di iris. Oltre alle lettere, Vincent invia anche delle bozze dei suoi lavori al fratello Theo, il quale, quando riceve una di queste, rimane senza parole ammirando la bellezza e l’intensità dei suoi lavori.

Deciso a far conoscere il talento di suo fratello al grande pubblico, Theo mostra la bozza a critici ed esperti, così che possano essere materiale per le nuove esposizioni.

Come avrai potuto capire, Vincent è sempre stato un grande ammiratore di altri stili e pittori, ed anche queste tele di Van Gogh Iris, mostrano palesemente l’influsso di altri stili artistici.

Ma quali sono questi stili, in particolare?

Per darti una risposta, dobbiamo fare un passo indietro.

Sul finire dell’800, il Giappone e tutto l’Oriente stava aprendo le sue porte all’Europa, e la loro iconica tradizione appariva come un “posto ricco di meraviglie da scoprire”.

L’arte giapponese era così affascinante e lontano dal tradizionale mondo in cui vivevano i pittori moderni.

Molti di loro (compreso Van Gogh) cominciarono a collezionare tante stampe, copie e disegni su tavolette di legno, per apprendere tutti i segreti e le novità di questi stili pittorici nuovi.

Avendo a disposizione così tanti esempi, le caratteristiche ridondanti dei maggiori maestri d’arte giapponesi sono state facili da apprendere, e non c’è voluto molto prima che in molti quadri di Van Gogh fiori e di natura, cominciano a mostrarsi tutti quei particolari appartenenti al mondo giapponese.

Ora, giustamente potresti pensare: cosa c’entra tutto questo con Iris? Te lo spiego subito.

Guarda con attenzione il quadro: i contorni dei fiori sono abbastanza sottili e poco definiti, e, se conosci anche altri quadri di Vincent, questo dovrebbe suonarti strano; in tante altre sue opere i contorni degli oggetti e dei protagonisti sono ben delineati, e la novità di iris è tipico della scuola orientale.

Particolare Iris fiori Van Gogh

Particolare dei fiori

Le somiglianze con il mondo giapponese non terminano qui.

Vincent, infatti, sceglie di utilizzare un punto di vista molto più ravvicinato del normale, mettendo da parte una visione centrale, eliminando qualsiasi accenno di tensione; di solito, la pittura di Van Gogh è caratterizzata da delle scene coinvolgenti ed intense.

Per via delle molteplici novità inserite in questo quadro, Vincent avverte il fratello che questo lavoro è solo una bozza in elaborazione e non un quadro finito al 100%.

Nel titolo ho scritto che è “uno dei quadri più costosi del mondo”: ed allora, quale è il valore di Iris?

Al giorno d’oggi, la tela dovrebbe valere attualmente circa 113 milioni di dollari.

GLI ALTRI IRIS

Spesso, durante l’articolo ho fatto riferimento agli iris con il plurale, e non si tratta di un errore. Ci sono altri quadri con protagonisti questi fiori, e tutti mostrano esplicitamente l’influenza dello stile giapponese: ripetuto utilizzo della prospettiva ravvicinata, colori brillanti e la straordinaria grandezza dei fiori che sembrano quasi devastare i contorni della tela.

Van Gogh Iris National Gallery of canada Ottawa analisi

“Iris” di Van Gogh (National gallery of Canada, Ottawa)

C’è una piccola eccezione: solo nel dipinto qui sopra c’è un iris posto al centro del dipinto, protagonista indiscusso della tela; le pennellate di Vincent, qui si estendono fuori dalla pianta, ed i fiori, poi, sono stati aggiunti, molto probabilmente in un secondo momento.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. Narciso_art ha detto:

    Grazie mille le tue analisi alle opere sono sempre molto utili

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