Le tre Grazie di Antonio Canova: analisi completa della scultura

Siamo quasi giunti al termine del nostro viaggio in compagnia dello scultore dell’800 Antonio Canova, il quale nelle ultime settimane, attraverso l’analisi delle sue opere più importanti ci ha tenuto compagnia sul blog. Oggi andremo a scoprire tutti i dettagli inerenti ad una delle sue sculture più importante, ovvero “Le tre Grazie”.

Prima di tutto cerchiamo di capire com’è nata questa statua, andando a studiare la committenza e poi successivamente effettueremo un’analisi stilistica del lavoro, senza tralasciare però la storia riguardante i soggetti rappresentati da Canova.

Le tre Grazie Canova analisi

“Le tre Grazie” Antonio Canova, Museo dell’Ermitage

Data di produzione: 1813-1816

Dimensioni: 182 cm (Altezza)

Dove si trova: Museo dell’Ermitage, San Pietroburgo (Originale), Victoria and Albert Museum (copia), National Galleries di Scozia (Copia)

La committenza di quest’opera giunge fuori dall’Italia, e differentemente da altre opere, questa non ha a che fare con la famiglia napoleonica, ma dall’imperatrice Giuseppina, la quale purtroppo è morta prima di poter vedere completata tale opera. Il Duca di Bedford, John Russell, mentre si trovava a Roma, passò nello studio di Canova, dove rimase letteralmente estasiato davanti alla bellissima scultura dell’artista, e dopo la morte della committente si offrì di acquistarla, ma prima di poter completare l’affare il figlio di Giuseppina, ovvero Eugène, la reclamò e la portò al Museo dell’Ermitage dove si trova tutt’ora.

Nonostante l’acquisto da parte del Duca di Bedford non andò a buon fine, quest’ultimo non si arrese, e allora commissionò al Canova la stessa scultura che però successivamente avrebbe esposto all’interno della propria residenza a Woburn Abbey. Successivamente questo lavoro venne trasportato presso il Victoria and Albert Museum, dove risiede anche oggi.

“Le tre Grazie” fanno parte della mitologia greco-romana, e sono state identificate come figlie di Zeus, i cui nomi sono Aglaia, Eufrosine e Talia, e nella tradizione mitologica, spesso accompagnano la figura di Afrodite. Come ogni altra divinità, anch’esse hanno un significato simbolico, e difatti rappresentano lo splendore, la felicità e la prosperità.

All’interno di questo gruppo scultoreo, è molto interessante notare la presenza di una colonna sulla sinistra su cui è appoggiata una ghirlanda, che intelligentemente funge da base di appoggio per i tre soggetti.

Le tre Grazie si assomigliano molto, sia per l’acconciatura che per i lineamenti, e sono tutte e tre riunite con un abbraccio, come se fossero un’unica entità, intrecciate. È interessante notare anche che i tre soggetti seguono uno schema di sguardi chiuso tra loro tre e non coinvolgono assolutamente lo spettatore (cosa che invece accade con la scultura di Paolina Bonaparte).

Le tre versioni differiscono per alcuni piccoli particolari, come ad esempio in quella commissionata dall’Imperatrice Giuseppina infatti, i soggetti si ritrovano su un altare sacrificale ed hanno indosso una ghirlanda e delle corone di fiori, da collegare al loro abbraccio ed indicante quindi la fragilità del loro legame.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

4 risposte

  1. sara ha detto:

    non mi è servito per niente

  2. Francesco ha detto:

    Oggi mi è stato moltissimo utile perché ho approfondito la descrizione di quest’opera che domani porterò a scuola

  3. Mustapha Lekhal ha detto:

    Mi è stato molto utile questa guida per la mia ricerca di arte grazie comunque ho preso 10 !!!!

  4. Marta Bragotto ha detto:

    Buonasera !
    La mia domanda è: come è che quest’opera rappresenta con efficacia l’idea di bellezza neoclassica ? J

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