La Fornarina di Raffaello Sanzio: la misteriosa amante dell’artista

Voglio farti scoprire un quadro sensuale e molto particolare, dato che l’autore di questo lavoro è Raffaello Sanzio. Avrai già sentito parlare, sicuramente, di questo artista: tutti i suoi lavori hanno cambiato per sempre la storia dell’arte; la sua carriera è caratterizzata da incarichi importantissimi, ed il dipinto di Raffaello che voglio farti scoprire è un caso che merita di essere discusso. Il quadro è intitolato La fornarina.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, posso assicurarti che:

  • Saprai chi potrebbe essere stata la Fornarina di Raffaello
  • Conoscerai che rapporto c’era tra questa donna misteriosa ed il pittore
  • Capirai i motivi per cui questo lavoro è considerato uno dei quadri di Raffaello più belli e curiosi di tutta la sua carriera

Sei pronto per cominciare? Sono sicuro che quello che sto per raccontarti, ti lascerà a bocca aperta.

Cominciamo!

La Fornarina Raffaello Sanzio analisi

“La Fornarina” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1518-1519

Dimensioni: 85 x 60 cm

Dove si trova: Galleria Nazionale d’Arte Antica, Roma

STORIA

Quello che sto per dirti, potrebbe darti un’idea del rapporto tra Raffaello e Fornarina: questo lavoro è rimasto nello studio dell’artista fino alla sua morte.

Per quale motivo? Molto probabilmente era un quadro personale e forse Raffaello non voleva privarsene; inoltre, la bella fornarina protagonista di questa tela è stato uno degli ultimi quadri in assoluto prodotti dal giovane pittore, prima della sua morte inaspettata.

I misteri che circondano quest’opera sono sempre stati molti: leggiamo il suo nome per la prima volta in una lettera del vice cancelliere Corasduz indirizzata all’imperatore Rodolfo II, nel 1595 (il quadro è stato completato 60 anni prima).

10 anni dopo, la donna dipinta la troviamo nuovamente nella collezione di Giovanni Buoncompagni, duca di Sora.

Questa non sarà la sede definitiva del quadro; il lavoro di Raffaello la Fornarina, infatti, nel 1642, entra a far parte degli inventari della famiglia Barberini.

Dopo un lungo periodo di silenzio, il nome dell’opera riappare negli ultimi anni del’900, quando diventa parte della collezione della Galleria Borghese; poco tempo dopo, arriva definitivamente alla Galleria d’Arte Antica, sempre a Roma.

CHI È LA FORNARINA

I dipinti donne sensuali nella storia dell’arte sono molti, ed una delle prime domande che viene fuori quando si parla di questi è: chi è la donna ritratta?

Non c’è una vera e propria risposta a questa domanda, o meglio, non c’è una soluzione che soddisfi tutti.

Tra i tanti nomi proposti per questa donna, uno dei più discussi (ed accettati) è quello di Margherita Luti.

Margherita Luti? E chi era? Secondo gli studi effettuati, era una donna romana di modeste origini, figlia di un fornaio di Trastevere (e d qui potrebbe derivare il nome “Fornarina”), e che per un lungo periodo di tempo sarebbe stata l’amante prediletta di Raffaello.

C’è una leggenda che circola attorno alla figura di Margherita: si diceva che il rapporto tra lei e Raffaello era così intenso che dopo l’inaspettata morte di quest’ultimo, lei, non potendo amare nessun altro, abbia deciso di farsi suora.

Questa teoria sembra essere perfetta, vero? Ogni tassello sta al suo posto, ma c’è un piccolo particolare che non va: soltanto negli anni Settanta del ‘700 questo lavoro è stato chiamato “La Fornarina” e questo perché c’era una piccola didascalia incisa sotto il quadro.

Questo è soltanto uno dei misteri che circonda la fornarina dipinto e che gli ha dato un grande successo.

Come se non bastasse, a rendere ancora più intricata tale questione è il fatto che, all’inizio dell’800 c’erano addirittura 4 opere diverse intitolate “Fornarina”:

  • La Fornarina della Tribuna degli Uffizi, attribuito a Sebastiano del Piombo
  • La Dorotea, un altro lavoro di Sebastiano del Piombo
  • Una copia de La Dorotea
  • Questo quadro di Raffaello pittore
La Fornarina Dorotea Raffaello Sanzio Sebastiano del Piombo analisi

Da sinistra a destra: “La Fornarina”, “La Fornarina della Tribuna degli Uffizi”, “Dorotea”

E come si è capito che questa donna ritratta potesse essere l’amante di Raffaello e non un’altra donna?

Facendo un confronto con altri dipinti di Raffaello, puoi notare che i lineamenti di alcune delle sue protagoniste assomigliano, generalmente, a questa.

Di quali quadri di Raffaello Sanzio sto parlando?

Mi riferisco in particolare alle protagoniste del Trionfo di Galatea, della Velata e della Madonna Sistina.

Confronto Fornarina Velata Madonna Sistina Galatea protagonista analisi

In senso orario: “La Fornarina”, “La Velata”, “Madonna Sistina” e “Trionfo di Galatea”

Tu che ne pensi? Ti sembra che si assomiglino queste donne o che siano totalmente diverse tra loro?

Fammi sapere cosa ne pensi lasciando un commento in fondo a questo articolo!

Una cosa è sicura: fino ad ora non c’è una risposta certa che abbia soddisfatto tutta la critica: buona parte degli studiosi pensa addirittura che non esista una modella per questo lavoro, ma che la donna ritratta fosse frutto dell’unione dei lineamenti di tante donne diverse.

Altri ancora, guardando con attenzione la Velata e questo lavoro di Raffaello, pensano che non sia Margherita Luti la donna ritratta: le 2 protagoniste mostrano dei particolari troppo diversi tra loro ed inoltre, lo stile dei 2 quadri è totalmente differente.

A questo punto, potresti (giustamente) pensare: ma siamo certi che Raffaello abbia dipinto sia la Velata che la Fornarina?

È un’ottima domanda: da quando questo quadro è entrato in gioco, i dubbi si sono moltiplicati, ma alla fine, si è giunti ad un compromesso: la Velata è quasi sicuramente di Raffaello; la Fornarina, invece, potrebbe essere stata dipinta dal suo allievo, ed amico, Giulio Romano.

Cosa c’entra ora Giulio Romano?

Nella bottega di Raffaello era una cosa più che normale che ad uno stesso dipinto lavorassero sia il maestro che i suoi allievi.

Alla luce di questo, molti hanno cominciato a pensare se Giulio Romano abbia potuto davvero realizzare da solo questo ritratto, oppure se abbia solo corretto qualche imperfezione e completato una parte minore del ritratto.

Ma allora, chi è questa Fornarina? Volendo chiudere del tutto la questione, alcuni studiosi hanno cominciato ad andare a ritroso.

Facendo un passo indietro fino al medioevo (se non addirittura prima), con “fornarina” e termini simili (come “forno”, “infornare”) tradizionalmente si alludeva all’organo sessuale femminile.

Basandosi su questa interpretazione, la donna ritratta da Raffaello potrebbe essere la rappresentazione della Venere Terrestre, la quale è il simbolo della ellezza terrena e che ha per obiettivo, la riproduzione.

Seguendo questa ipotesi, la Velata sarebbe invece il simbolo della Venere Celeste, la quale guida gli uomini al raggiungimento della realtà attraverso la bellezza.

DESCRIZIONE

Adesso voglio dirti un paio di cose riguardo la fornarina di raffaello descrizione.

Se non hai mai visto questo lavoro, Il primo particolare che ti salterà all’occhio è l’esplicita nudità della protagonista.

Un ritratto così osé non era molto comune al tempo, e basandosi su questo particolare, molti esperti hanno ritenuto che la destinazione dell’opera sarebbe potuta essere o la casa di Raffaello o quella di qualche committente che voleva ammirarla lontano da occhi indiscreti.

Nella storia dell’arte esiste una storia “parallela” a quella della Fornarina di Raffaello: diversi secoli dopo questo quadro, Francisco Goya dipingerà la Maja desnuda, un altro lavoro che desterà scalpore per il tema osceno e per la destinazione privata dell’opera.

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“Maja Desnuda” Francisco Goya

Chiusa questa piccola parentesi, guarda con attenzione la donna disegnata da Raffaello: ha il seno scoperto ed in bella vista.

Con un po’ di imbarazzo, la protagonista sta cercando di coprirsi con un velo trasparente, reso in modo molto realistico e che lascia intravedere anche il suo ventre.

Particolare velo ventre tessuto rosso gambe Fornarina Raffaello analisi

Particolare del velo e del manto

Le sue gambe sono coperte da un manto color rosso chiaro, tenuto fermo dalla protagonista con l’altra mano, accentuando l’imbarazzo che aleggia in tutta l’opera.

Hai notato che la Fornarina non è ritratta frontalmente?

Diversamente da altri lavori, per questo ritratto Raffaello sceglie per la sua protagonista, una posizione leggermente girata di tre quarti verso sinistra, mettendo così in risalto il bracciale blu che indossa sul braccio e dove si legge scritto, a lettere cubitali “RAPHAEL URBINAS”, il nome dell’artista.

Bracciale Raphael Urbinas Fornarina Raffaello firma particolare

Particolare del bracciale con firma

È questo il piccolo ed importante particolare che ha spinto molti ad identificare la donna ritratta come l’amante di Raffaello.

Concentriamoci per un momento sul volto della Fornarina e su alcuni particolari: come puoi vedere, ha la testa coperta da un turbante di seta color oro che si intreccia a righe di colore verde ed azzurro.

Inoltre, guardando da più vicino questo turbante, si vede un piccolo gioiello che pende: era una moda del tempo e Raffaello se ne serve più di una volta nei suoi quadri, come si vede nel ritratto di Maddalena Strozzi e la già citata la Velata.

Particolare pendaglio Fornarina ritratto Maddalena Strozzi la Velata Raffaello analisi

Particolare del pendaglio nella Fornarina (sinistra), nel ritratto di Maddalena Strozzi (centro) e la Velata (destra)

Se vogliamo essere precisi, anche il turbante non è del tutto inedito: è molto simile a quello che sta nel quadro della Sacra Famiglia di Francesco I.

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Particolare del turbante della Fornarina (sinistra) e di Sant’Elisabetta nella Sacra Famiglia con Francesco I (destra)

Adesso concentrati per un momento sullo sfondo alle spalle della protagonista.

Così, a prima vista, potrebbe sembrarti totalmente nero, ma ti assicuro che non è così: nella parte alta dell’opera, infatti, si vede il contorno di un cespuglio.

Particolare cespuglio mirto Raffaello fornarina analisi

Particolare del cespuglio di mirto

Si tratta di un cespuglio di mirto, la pianta dedicata alla dea Venere.

Questi piccoli particolari che ti ho appena elencato, messi insieme, hanno “dato un freno” all’identificazione di Fornarina come l’amante di Raffaello in favore della teoria che la vede come un simbolo ideale (molto probabilmente di Venere).

I colori che Raffaello utilizza sono scuri e spenti, ma c’è una fonte di luce esterna alla sinistra dell’opera che ci permette di ammirare con chiarezza i principali dettagli dell’opera.

Gli specialisti non si sono mai arresi nel cercare di capire qualcosa in più su questo lavoro; servendosi di speciali macchinari, è stato scoperto che l’artista ha lavorato a questo quadro in 2 momenti diversi: nella prima fase, al posto del cespuglio di Venere aveva inserito un paesaggio che si ispirava liberamente ai quadri di Leonardo da Vinci; in un secondo momento, però, deve aver cambiato idea ed ha preferito inserire un cespuglio, trasformandolo nel’opera che vediamo oggi.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. FABRIZIO ha detto:

    Complimenti per l’esauriente spiegazione.
    Riguardo i volti effettivamente una certa somiglianza c’è.
    Opinione mia (da ignorante), forse la Fornarina l’ha iniziata e terminata solo nei dettagli Raffaella mentre la meravigliosità della Velata è incredibile, opera in toto di Raffaello
    Grazie Dario!

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