Morte della Vergine di Caravaggio: analisi completa dell’opera

Oggi voglio parlarti di un quadro di Caravaggio. Come ben saprai, Michelangelo Merisi è stato uno dei più grandi pittori di tutti i tempi, ed i suoi quadri sono dei capolavori indiscussi. Adesso voglio parlarti approfonditamente di un suo quadro, intitolato la Morte della Vergine.

Leggendo questo articolo, conoscerai tutto a proposito della morte della Vergine di Caravaggio: storia del quadro, analisi completa dell’opera, dimensioni, luogo di conservazione e tutto quello che devi sapere a proposito della morte della Madonna.

Morte della Vergine Caravaggio analisi

“Morte della Vergine ” Caravaggio

Data di produzione: 1604

Dimensioni: 369 x 245 cm

Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

Prima di tutto, voglio parlarti della storia de la morte della Vergine Caravaggio: la tela venne commissionata al pittore dall’ordine religioso dei Carmelitani Scalzi, i quali facevano parte della Chiesa di Santa Maria della Scala a Roma.

Nonostante l’incarico gli venga affidato nel 1599, Caravaggio, prima di mettersi al lavoro sulla tela, preferisce aspettare ben 5 anni, il tempo necessario per il completamento della cappella di Santa Maria della Scala, così per avere un’idea precisa dell’illuminazione che colpirà la sua opera.

Quando completa il suo lavoro, Caravaggio lo mostra ai committenti, i quali però rimangono scandalizzati davanti allo squallore e l’eccessiva povertà dell’opera: non si capisce nemmeno che la donna morta è la Vergine se non per il titolo.

Spinto dal suo forte animo provocatorio, Caravaggio vuol far vedere a tutti una scena estremamente povera, proprio secondo l’ideale che seguono l’ordine dei Carmelitani.

Sentendosi quasi insultati dal lavoro di Caravaggio, i committenti rifiutano il suo quadro ed esortano il pittore a fare un’altra opera che fosse più adatto al contesto.

Il pittore però non può rimettersi a lavorare su questa tela, poiché appena terminato il suo lavoro è stato costretto a scappare per via dell’omicidio di Ranuccio Tomassoni; così i Carmelitani incaricano Carlo Saraceni di rimpiazzare il lavoro di Caravaggio.

Carlo Saraceni morte della Vergine

“Morte della Vergine” Carlo Saraceni

Nonostante il rifiuto della tela, il quadro di Caravaggio viene poi acquistato dal Duca di Mantova, per poi passare al re d’Inghilterra Carlo I e dopo la morte di quest’ultimo, il capolavoro, molto tempo dopo, viene acquistato da un banchiere parigino, che poi che lo porta alla corte di Luigi XIV, andando a riempire la collezione del Louvre.

Per quanto riguarda la Caravaggio analisi, devi sapere che il titolo del quadro è fondamentale, poiché sulla tela l’artista dipinge proprio il momento in cui la vita della Vergine termina.

Nel quadro di Caravaggio morte della Vergine, puoi capire immediatamente che Maria è la donna vestita di rosso, sul lato destro della scena; accanto a lei, puoi scorgere alcuni uomini, tutti disposti attorno al suo cadavere.

Particolare Maria Maddalena morte della Vergine Caravaggio analisi

Particolare di Maria Maddalena

Questo gruppo di uomini sono gli Apostoli, disperati per la morte di Maria. Se fai attenzione, in primo piano, seduta su una sedia, c’è Maria Maddalena, anche lei ritratta triste per la perdita della Vergine.

Si tratta di una delle immagini morte più rivoluzionarie di tutta la storia dell’arte: diversamente da altre opere, in questa scena è assente ogni riferimento al sacro, e non c’è alcun indizio che possa suggerire il riconoscimento della Vergine.

Allo stesso modo, anche gli altri protagonisti, Caravaggio li ritrae come dei semplici popolani, privi di aureola o di qualche particolare che li renda identificabili.

Perché Caravaggio fa questa scelta? Prendendo in considerazione i committenti, combinando la scarsa illuminazione con l’assenza di gioielli o particolari dettagli, puoi dedurre che abbia scelto tale soluzione per avvicinarsi alle correnti pauperistiche tipica degli ordini monastici (il pittore ha adottato questo sistema anche nel quadro Madonna dei Pellegrini).

Adesso voglio parlarti delle tonalità del quadro: il rosso è il colore che salta immediatamente all’occhio; il vestito della Vergine e l’arazzo nella parte alta della stanza (visibile grazie alla luce che arriva dall’esterno) sono dipinti con questo colore.

Non solo il colore rosso, ma anche il gioco di luci è fondamentale in questo quadro: se fai attenzione, puoi vedere che i personaggi illuminati, in linea con il corpo ed il braccio di Maria, formano una croce perfetta.

Particolare cadavere Vergine Caravaggio analisi

Particolare del cadavere della Vergine

Adesso guarda la Vergine: è completamente diversa da come l’hanno dipinta altri artisti in passato; ti basta guardare il suo ventre, stranamente gonfio.

A proposito di questo elemento, i critici pensano che Caravaggio abbia scelto di introdurre questo “gonfiore” per simboleggiare la grazia divina che riempie la Vergine.

Secondo le scritture, Maria sarebbe morta anziana: guardando la donna ritratta di Caravaggio, sembra che sia proprio il contrario; è una donna molto giovane e probabilmente allegoria della Chiesa immortale.

Devi sapere che c’è una leggenda a proposito della Vergine del quadro: si narra che Caravaggio abbia utilizzato il cadavere di una prostituta annegata nel Tevere qualche anno prima come modello per Maria.

Forse è proprio questo l’elemento più interessante del quadro di Caravaggio: scegliendo una prostituta per il ruolo di Maria, Caravaggio realizza un quadro in perfetto equilibrio tra religiosità, quotidianità e provocazione.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

4 risposte

  1. Chiara ha detto:

    Volevo domandare se quel particolare sul capo della vergine è effettivamente un’aureola dorata leggerissima che costituisce l’unico rimando alla sua natura divina?

  2. Loredana ha detto:

    Articolo veramente illuminante e ricco di particolari.
    Abbiamo apprezzato la critica dell’opera e le argute osservazioni.

  3. eli ha detto:

    sei proprio bravo a descrivere le opere, molto meglio di come fa la mia prof, mi stai salvando da una cultura sulla storia dell’arte imbarazzante. continua così:)

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