Madonna di Bruges di Michelangelo Buonarroti: analisi completa della scultura

Andiamo a conoscere tutto quello che riguarda uno dei lavori più conosciuti di Michelangelo Buonarroti, eclettico artista del Cinquecento, passato alla storia per la realizzazione di innumerevoli capolavori scultorei, ma anche creatore di alcuni splendidi affreschi apprezzati da tutto il mondo. Abbiamo conosciuto ed apprezzato molto dello stile di Michelangelo attraverso l’approfondimento sulla Madonna della Scala, che rappresenta senza dubbio un omaggio ad un altro grande della storia dell’arte, ovvero Donatello. Oggi andremo a conoscere tutto ciò che riguarda la Madonna di Bruges.

Qui potrete trovare tutte le informazioni fondamentali su questa Madonna col Bambino Michelangelo, trovando prima di tutto data di realizzazione, dimensioni e luogo di conservazione attuale, per poi passare successivamente alla descrizione effettiva de la Madonna di Bruges.

Madonna di Bruges Michelangelo Buonarroti analisi

“Madonna di Bruges” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1503-1505

Dimensioni: 128 cm

Dove si trova: Chiesa di Nostra Signora, Bruges

Questa statua rappresentante la donna con Bambino, è stata realizzata nei primi anni del Cinquecento, durante i quali, Michelangelo era impegnato nella realizzazione di una delle opere più importanti di sempre, ovvero il David. In molti sapevano che Michelangelo stava realizzando una statua eccezionale, ma ne ignoravano il soggetto, permettendo allo stesso Michelangelo di potersi dedicare anche ad alcuni incarichi privati.

Tra i vari lavori “extra” ci fu anche questa Madonna Michelangelo, commissionata dalla famiglia belga dei Mouscron e che venne trasportata in grandissimo segreto da uno stretto collaboratore dello scultore. La statua venne pagata circa 4000 fiorini e venne collocata nella cappella Mouscron della Cattedrale di San Salvatore, a Bruges.

Nel periodo dei furti adoperati dai francesi sotto il controllo di Napoleone, la statua venne trafugata e portata a Parigi, fino a che nel 1815 venne riportata in Belgio; un secolo più tardi, i tedeschi, durante la seconda guerra mondiale, rubarono ancora una volta questa statua, che però venne ritrovata fortunatamente in una miniera in Austria, e così venne riportata definitivamente nella Chiesa di Nostra Signora in Bruges.

Stilisticamente, l’opera è molto interessante ed originale: la statua reinterpreta il rapporto tra Gesù e Maria, dove quest’ultima ha lo sguardo rivolto verso il basso, mentre il Bambino sembra quasi che si stia calando, allontanandosi dal grembo Maria, reggendosi solo alla mano della mamma.

Differentemente da molte altre versioni di questo soggetto, la Vergine non sorride tenendo in braccio suo figlio come da tradizione, ma si può notare la donna che ha lo sguardo perso nel vuoto, mentre il figlio comincia a camminare da solo e a muovere i primi passi nel mondo. Spostando lo sguardo è possibile notare che nell’altra mano, Maria trattiene un libretto, che probabilmente sono le Sacre Scritture, dove è riportato il triste destino di Gesù, e avendo letto la prematura morte di suo figlio, la donna ha uno sguardo triste e perso nel vuoto.

Il grande panneggio della veste di Maria e allo stesso tempo, la semplicità della scultura rendono questo lavoro un vero e proprio capolavoro della produzione michelangiolesca.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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