La persistenza della memoria di Salvador Dalì: la fine del tempo

Voglio farti conoscere un capolavoro famosissimo in tutto il mondo. Te lo dico fin da subito. Si tratta di una tela difficile con un significato complesso. Gli elementi presenti in questa scena sono passati alla storia e l’hanno resa uno dei migliori esempi della storia dell’arte contemporanea. L’autore di questo lavoro è Salvador Dalì, un pittore surrealista vissuto in pieno ‘900. Oggi voglio farti conoscere una delle sue tele più belle, intitolata La persistenza della memoria.

Ci sono un po’ di cose che devi sapere a proposito di questa opera d’arte.

E per spiegarti tutto chiaramente – e nel dettaglio – ho deciso di scrivere questo articolo.

Una volta che avrai finito di leggerlo tutto, ti assicuro che:

  • Conoscerai tutta la storia de la persistenza della memoria di Dalì e di come la tela è arrivata a New York
  • Capirai perché ci sono tanti orologi molli in questo strano paesaggio desolato
  • Scoprirai perché questo lavoro ha avuto così tanto successo e perché viene considerato una delle opere più importanti di Dalì

E molto altro ancora.

Sei pronto per conoscere questo lavoro? Cominciamo.

Persistenza della memoria analisi

“La persistenza della memoria” Salvador Dalì

Data di realizzazione: 1931

Dimensioni: 24,1 x 33 cm

Dove si trova: Museum of Modern Art, New York

STORIA

Lascia che ti racconti per bene la storia che riguarda La persistenza della memoria Dalì.

Siamo negli anni ’30 del ‘900.

Dalì è già un pittore abbastanza conosciuto.

Fino a quel momento ha realizzato alcuni lavori che lo hanno reso noto.

Ha una compagna.

Si chiama Elena Ivanovna Diakonova.

I due poi si sposeranno nel 1934 ed Elena cambierà il suo nome.

Diventerà Gala Dalì.

Fatta questa breve introduzione, lascia che ti racconti qualcosa in più su gli orologi molli.

Devi sapere una cosa.

Probabilmente questa tela è stata realizzata a Port lligat, un borgo spagnolo.

Port Lligat Persistenza della memoria Salvador Dalì

Port Lligat

Perché proprio qui?

Perché Salvador e Gala si sono trasferiti qui dopo aver acquistato una casetta nel paese nel marzo del 1930.

E devo proprio dirtelo.

L’artista non si è mai preso un attimo da pausa.

Ha utilizzato tutte le sue energie.

Infatti, oltre a questo quadro orologi sciolti, Dalì ne ha realizzati molti altri che sono passati alla storia.

E non è tutto.

Cioè?

Negli anni ’30 tutta la Spagna è in grande fermento.

Per quale motivo?

Nel 1931 nasce la Seconda Repubblica Spagnola.

Si tratta di un evento molto importante perché questa vede la luce dopo l’abolizione della monarchia.

E tutto questo cosa c’entra con Dalì?

È un dettaglio da non sottovalutare soprattutto perché questo nuovo “governo” darà una grande spinta anche alla cultura.

In questi anni – infatti – tanti artisti realizzeranno innumerevoli opere d’arte.

E Salvador è uno di questi.

Ma voglio dirti di più.

In questo periodo è “immerso” nel Surrealismo.

È alla ricerca di nuovi metodi per introdurre dei soggetti innovativi nelle sue opere d’arte.

In questo periodo ha realizzato La persistenza della memoria Salvador Dalì?

C’è una curiosa storia legata alla nascita di questo capolavoro.

Ora te la racconto.

È il 1931.

L’artista spagnolo non ha impiegato anni per concludere questo lavoro, credimi.

Non è come facevano i pittori antichi che realizzavano bozzetti, studi e modificavano continuamente la propria opera d’arte.

No?

Assolutamente no.

Pensa che Dalì ha avuto l’ispirazione per dipingere questi orologi flosci nel giro di una serata.

Che vuol dire?

Ecco, ora ti spiego meglio.

Una sera l’artista ha deciso di andare al cinema con Gala e con alcuni amici.

Ma alla fine non si fa più nulla.

E per quale motivo?

Salvador rinuncia al film a causa di un improvviso (e forte) mal di testa.

Così resta a casa ma non vuole che anche Gala sia costretta a cambiare i suoi programmi.

Così la donna esce con gli amici.

Dalì invece rimane a casa e pensa alla cena che aveva appena terminato.

Cosa?

Sì, lo so che ti sembra una cosa assurda.

Ma se non mi credi, leggi cosa ha scritto lo stesso artista nella sua autobiografia intitolata Vita segreta:

E il giorno in cui decisi di dipingere orologi, li dipinsi molli. Accadde una sera che mi sentivo stanco e avevo un leggero mal di testa, il che mi succede alquanto raramente. Volevamo andare al cinema con alcuni amici e invece, all’ultimo momento, io decisi di rimanere a casa. Gala, però, uscì ugualmente mentre io pensavo di anadare subito a letto. A completamento della cena avevamo mangiato un camembert (un formaggio) molto forte e, dopo che tutti se ne furono andati, io rimasi a lungo seduto a tavola, a meditare sul problema filosofico dell’ipermollezza posto da quel formaggio. Mi alzai, andai nel mio atelier, com’è mia abitudine, accesi la luce per gettare un ultimo sguardo sul dipinto cui stavo lavorando.”

Visto?

Ma devo dirti un’altra cosa.

La citazione non è completa.

Per quale motivo?

Ti farò leggere il testo quando parleremo della descrizione del quadro orologi molli di Dalì.

E come continua la storia di quest’opera?

Dopo aver completato il lavoro Salvador lo tiene per sé.

Vuoi saperla una curiosità?

Il titolo originale del quadro di Salvador Dalì la persistenza della memoria è un altro.

Cosa?

Proprio così.

Subito dopo averlo completato l’artista l’ha chiamato Gli orologi molli.

Poi cosa è accaduto?

L’ha portato con sé a Parigi.

Lo espone per un po’ di tempo alla Galerie Pierre Colle e poi l’omonimo gallerista decide di acquistarlo.

Nel 1934 (tre anni dopo) Pierre lo rivende ad un altro collezionista.

Chi?

Julien Levy.

E questo è un dettaglio molto importante.

Per quale motivo?

È Julien a cambiare il nome de Gli orologi molli di Dalì.

Il collezionista – dopo aver acquistato l’opera di Salvador Dalì Persistenza della memoria – decide di dargli un altro titolo.

Così diventa il capolavoro che tutti oggi conosciamo.

Ma la storia non finisce qui.

Sempre nel 1934 Julien rivende ad un “amico anonimo” del Museum of Modern Art di New York la tela di Dalì.

E sai a quanto ammontava il valore di quest’opera al tempo?

Non ci crederai mai.

Il MoMA ha acquistato il capolavoro di Dalì pagandolo 350 dollari.

Sembra incredibile.

Ma è così.

Pensa che oggi questo è un capolavoro che vale milioni.

E lo puoi ammirare al Museum of Modern Art di New York.

DESCRIZIONE

Guarda con attenzione quest’opera.

Persistenza della memoria analisi

“La persistenza della memoria” Salvador Dalì

In questa sezione dell’articolo voglio parlarti de La persistenza della memoria analisi.

Ma prima di spiegarti il significato di ogni oggetto nei minimi particolari, voglio mostrarti la parte dell’autobiografia di Dalì che riguarda proprio quest’opera.

E perché?

Perché si tratta di un testo molto importante in cui c’è una descrizione degli orologi molli Dalì fatta dallo stesso artista.

Eccola qui:

[…] Il quadro rappresentava una veduta di Port Lligat; gli scogli giacevano in una luce alborea, trasparente malinconica e, in primo piano, si vedeva un ulivo dai rami tagliati e privi di foglie. Sapevo che l’atmosfera che mi era riuscito di creare in quel dipinto doveva servire come sfondo a un’idea, ma non sapevo ancora minimamente quale sarebbe stata. Stavo già per spegnere la luce, quando d’un tratto, vidi la soluzione. Vidi due orologi molli uno dei quali pendeva miserevolmente dal ramo dell’ulivo. Nonostante il mal di testa fosse ora tanto intenso da tormentarmi, preparai febbrilmente la tavolozza e mi misi al lavoro. Quando, due ore dopo, Gala tornò dal cinema, il quadro, che sarebbe diventato uno dei più famosi, era terminato”.

Quella che hai appena letto è la descrizione originale dei Dalì orologi.

In origine – come avrai capito – doveva trattarsi di una semplice tela riguardante uno scorcio di Port Lligat.

Ma poi è arrivato il mal di testa.

Quel dolore era talmente forte da dare le “allucinazioni” a Salvador.

In quel delirio ha trasformato il suo lavoro, dando vita al capolavoro che conosciamo oggi.

Ma una cosa è certa.

Cioè?

Il protagonista di questo lavoro non è soltanto un orologio sciolto, ma ce ne sono addirittura 4 (uno di questi però è ancora solido e dopo te ne parlerò).

Lo stile artistico di Dalì è sempre stato sopra le righe.

Le sue opere assomigliano moltissimo a delle fotografie di scene irreali.

In questo caso tutto diventa fluido, il tempo si piega e non segue il suo tradizionale andamento.

Il metallo perde consistenza e diventa una prelibatezza a cui le formiche non riescono a resistere.

Ma andiamo con calma e lascia che ti parli di tutti i dettagli.

Gli orologi molli di Salvador Dalì si trovano in un ambiente desolato.

Particolare ambiente Persistenza della memoria Salvador Dalì

Particolare dell’ambiente

Esiste davvero questo luogo?

No.

Ma ci sono alcuni elementi che meritano attenzione.

Si tratta di un’immensa zona desertica.

Ma dà un’occhiata in secondo piano sulla destra.

Particolare montagne Persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare delle montagne

Le vedi quelle montagne?

Quelle esistono per davvero.

Ah si? Dove si trovano?

Dalì si è ispirato liberamente alla Costa Brava, parte del paesaggio costiero della Catalogna.

Costa Brava Persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Costa Brava

E perché ha scelto questo scorcio?

Perché si tratta di una zona vicina a Port Lligat, il paese in cui abita l’artista.

Oltre a ciò non ci sono altri dettagli del paesaggio riconoscibili.

È vero.

Gli orologi deformati sono sicuramente gli elementi che saltano all’occhio se guardi la tela per la prima volta.

Se sposti la tu attenzione in primo piano sulla sinistra, noterai un solido molto strano.

Particolare parallelepipedo Persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare del parallelepipedo

Quello è un parallelepipedo.

Ed il suo colore ricorda molto quello della terra.

Sopra questa superficie ci sono un paio di orologi.

Uno di questi è pieno di formiche.

Particolare orologio solido formiche Salvador Dalì Persistenza della memoria analisi

Particolare dell’orologio solido

Dietro ce ne è un altro (sciolto) con una mosca sul quadrante.

Particolare orologio sciolto parallelepipedo mosca Persistenza della memoria Salvador Dalì analsii

Particolare dell’orologio sciolto con la mosca

Più in fondo ce ne è un altro appoggiato su un albero d’ulivo (lo stesso descritto nell’autobiografia) privo di foglie.

Particolare albero ulivo orologio sciolto persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare dell’ulivo con l’orologio sciolto

A differenza del primo, questo è un orologio squagliato.

Ma andiamo avanti.

In secondo piano, sul lato opposto a dove si trova quella specie di scogliera puoi vedere un’altra strana superficie.

Particolare plinto persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare del plinto

Sai cos’è?

Assomiglia molto alle fondamenta di una struttura.

In gergo questa sezione viene chiamata plinto.

Un po’ più a destra – sopra il plinto e sotto la scogliera – si estende il mare.

Particolare mare persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare del mare

Ma non è tutto.

Al centro della composizione c’è un “oggetto” dalla forma strana.

Particolare occhio ciglia terra Persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare dell’ “occhio”

Che cos’è?

A prima vista sembrerebbe un gigantesco occhio chiuso deforme.

E poi sopra c’è un orologio Dalì.

Particolare orologio sciolto occhio ciglia Dalì Persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare dell’orologio sciolto sull’ “occhio”

Vediamo di tirare le somme.

In questo lavoro di Salvador Dalì orologi molli ci sono 3 contatori liquefatti.

Soltanto uno è rimasto allo stato solido.

Particolare orologi persistenza del tempo Salvador Dalì analisi

Particolare di tutti gli orologi

E fa bene attenzione.

Ciascun orologio molle di Dalì è diverso.

In che senso?

Che il pittore non si è limitato a “copiare ed incollare” questi oggetti, ma li ha resi tutti differenti.

Mi spiego meglio.

Sul primo orologio sciolto c’è una grande mosca appoggiata.

Particolare orologio sciolto parallelepipedo mosca Persistenza della memoria Salvador Dalì analsii

Particolare dell’orologio sciolto con la mosca

E come se non bastasse, sta scivolando sul bordo del parallelepipedo.

L’altro orologio è sgonfio ed appoggiato su un ramo dell’ulivo ormai secco che affonda le sue radici nella figura geometrica.

Il terzo invece?

Quello sta sopra a quello strano occhio a cui ti accennavo prima.

Nella lista degli orologi dali rimane soltanto uno di cui devo parlarti.

Particolare orologio solido formiche Salvador Dalì Persistenza della memoria analisi

Particolare dell’orologio solido

L’unico esemplare a non essere un orologio sciolto.

Ma – come ti dicevo prima – c’è qualcosa di strano.

Cioè?

Ci sono un sacco di formiche che si accalcano tra loro per divorare l’oggetto in metallo.

Le formiche mangiano orologi?

Assolutamente no.

Ma nel luogo inventato da Dalì sembrerebbe di sì.

E sai perché ha scelto le formiche e non qualche altro animale feroce?

Devi sapere che Salvador ha sempre avuto paura di questi insetti.

Una volta – da piccolo – le ha viste mentre si avventavano su un coleottero morto e lo divoravano.

Da quel momento ha sviluppato una fobia per le formiche.

SIGNIFICATO

Voglio spiegarti una cosa.

Sai per quale motivo questo lavoro che rappresenta l’orologio sciolto Dali è intitolato la Persistenza della memoria?

Perché è impossibile – una volta aver visto questa scena – dimenticare.

Si tratta di un’immagine che rimane impressa nel nostro cervello.

Ci sono troppi elementi “strani”.

E gli orologi molli Salvador Dalì sono soltanto una piccola parte di questa bizzarra composizione.

Stiamo osservando una realtà in cui gli oggetti duri e resistenti perdono tutta la loro consistenza.

Il metallo diventa commestibile e le formiche non si fanno sfuggire questa occasione per mangiare.

Ma c’è anche spazio per dei riferimenti a luoghi reali.

Ti ho già parlato delle scogliere in secondo piano che ricordano la Catalogna, il luogo di nascita di Salvador.

E poi gli orologi di Dalì assomigliano molto ad un formaggio maturo, come quello che il pittore ha mangiato la sera che ha avuto l’idea per questo capolavoro.

Pensa che l’ha ribattezzato chiamandolo il camembert del tempo.

A questo proposito devi sapere una cosa.

Cioè?

Il tempo – nel “mondo” creato dall’artista – non ha alcuna importanza.

Ed a testimoniarlo è proprio l’orologio deformato su cui stanno banchettando le formiche.

Ormai si tratta di un concetto inutile.

E voglio dirti un’altra cosa sulle formiche.

Salvador le ha inserite in molti dei suoi lavori.

Sono insetti che lo terrorizzano.

E per questo motivo le ha trasformate in simboli del decadimento.

Qual è il ruolo della strana figura a terra?

Particolare occhio ciglia terra Persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare dell’ “occhio”

Ti dirò la verità.

La prima volta che l’ho vista, sono rimasto un po’ inquietato.

Ed è proprio questa la sensazione che il pittore vuole dare.

Particolare profilo Dalì persistenza della memoria Salvador Dalì analisi

Particolare del “profilo” di Dalì

Si tratta di un elemento che deve assomigliare a qualcosa di familiare (ricorda il profilo del volto di Dalì) e qualcosa di “alieno”.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

5 risposte

  1. Martina ha detto:

    Sono una studentessa, mi hai appena salvato la vita.
    Grazie milleeeeeeee

  2. Corrado ha detto:

    Anche per me l’input che dai è sicuramente positivo. Eliminerei tutti gli intercalare come: e sai perhè? … te lo racconto!, NO?.
    Ok la narrazione, ok creare l’attesa, ecc. ma questo è un articolo e non una storia, inoltre è destinato ad un pubblico adulto.
    Non ti nascondo che anch’io mi aspettavo un epilogo più esaustivo.

    • Gabriele ha detto:

      Perché dovrebbe essere destinato ad un pubblico adulto? Sicuramente è un articolo molto ricercato ed apprezzato dai ragazzi. Io sono uno studente e vorrei ringraziare il creatore di questo sito. Mi hai aiutato molto

  3. Angela ha detto:

    Lo spunto è interessante, ma penso sia meglio rielaborare il testo; lo trovo un po’ lungo e ripetitivo, senza una conclusione concreta della descrizione dell’opera.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *