Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti: analisi completa dell’affresco

Andiamo a conoscere uno dei lavori più famosi in assoluto appartenenti al mondo dell’arte moderna. Il creatore di questo capolavoro è stato Michelangelo Buonarroti, artista, scultore, architetto e grande genio, passato alla storia per aver realizzato tantissimi lavori che poi sono divenuti dei punti fondamentali nella storia dell’arte universale; tra i più importanti realizzati dal Buonarroti, possiamo ricordare la Creazione di Adamo, un’opera conosciutissima e spettacolare. Oggi andremo a conoscere e scoprire tutto sul giudizio universale .

Qui potrete leggere la storia e la descrizione del Giudizio Universale Michelangelo, partendo prima da alcuni dati tecnici, quali data di realizzazione, dimensioni del lavoro ed il luogo dove si trova questo mastodontico affresco per poi passare all’analisi artistica de il giudizio universale.

Giudizio Universale Michelangelo Buonarroti analisi

“Giudizio Universale” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1536-1541

Dimensioni: 1379 x 1200 cm

Dove si trova: Cappella Sistina, Città del Vaticano

Il Giudizio Universale Michelangelo è stato un progetto commissionato (in un primo momento) da Papa Clemente VII, il quale incontrò Michelangelo nel 1533.

Il Papa manifestò fin da subito l’intenzione di voler vedere un giudizio universale Cappella Sistina, per andare a completare il grande schema di decorazioni preesistente nella struttura, così che anche il suo nome sarebbe stato ricordato nell’elenco dei fautori della decorazione della celebre cappella.

Altri grandi artisti avevano realizzato dei grandi lavori prima del giudizio universale di Michelangelo come gli arazzi progettati e creati da Raffaello Sanzio per Leone X.

Nel 1534, mentre Michelangelo era ancora impegnato in altri importanti progetti (come la tomba di Giulio II), si diresse a Roma per cominciare ufficialmente a realizzare nella Cappella Sistina giudizio universale.

Nello stesso anno, Papa Clemente VII morì, ed il Buonarroti pensava che il suo lavoro sarebbe terminato ancor prima di cominciare.

Con la nomina del nuovo Papa Paolo III, il progetto nella cappella venne confermato nuovamente, costringendo Michelangelo a continuare questo complesso lavoro.

Prima di poter dipingere il Giudizio finale, la Cappella Sistina richiedeva alcune sostanziali modifiche, tra cui la tamponatura di due finestre e l’alterazione di uno spazio con l’ausilio di alcuni mattoni, che avrebbero reso questa zona idonea per la realizzazione dell’affresco.

Purtroppo, proprio a causa di queste modifiche, alcuni affreschi realizzati dal Perugino in precedenza, andarono perduti definitivamente.

Terminate le difficili modifiche tecniche, il progetto della Cappella Sistina di Michelangelo poteva finalmente continuare, ma ci fu un altro problema legato ad una controversia che nacque con Sebastiano del Piombo, artista ed amico del Buonarroti: Sebastiano, volendo evitare un lavoro troppo faticoso e complesso, aveva intenzione di far preparare una sorta di incrostatura su cui avrebbe potuto dipingere successivamente ad olio la grande scena.

Michelangelo, disgustato dalla bassissima qualità finale che alla fine il lavoro avrebbe avuto, ripudiò il suggerimento dell’artista e preferì realizzare un grande dipinto a fresco, che avrebbe visto l’inizio solo nel 1536.

Dopo aver montato i ponteggi preparatori per questo dipinto giudizio universale, Michelangelo si fece aiutare unicamente da Francesco di Bernardino d’Amadore da Casteldurante, conosciuto anche come Urbino, rifiutando categoricamente altri aiuti ed arrivando così a completare il lavoro nel 1541.

Lo straordinario capolavoro di Michelangelo venne amato e criticato ancor prima del suo completamento per diversi motivi: era rivoluzionario poiché, differentemente dalla tradizione, non era presente solo la cerchia dei beati che ascendeva al cielo, ma anche un gran numero di personaggi che impegnati in combattimento ed aggrovigliati, con l’Inferno li risucchiava.

In origine, tutti i protagonisti erano completamenti nudi, e questo aspetto suscitò non poche critiche. Nel 1564, Daniele da Volterra, dato che le proteste diventavano sempre più costanti, venne incaricato di censurare completamente ogni elemento osceno presente nel quadro Giudizio Universale.

L’intervento di censura da parte di Daniele da Volterra non fu massiccio, soprattutto perché quest’ultimo era grande ammiratore di Michelangelo e non voleva rovinare il capolavoro del Buonarroti.

Queste grandi modifiche, realizzate dopo la morte di Michelangelo, continuarono anche dopo la dipartita di Daniele da Volterra, passando il testimone nelle mani di Girolamo da Fano e Domenico Carnevale.

Nonostante le vistose coperture introdotte nell’affresco, le critiche comunque, non accennavano a diminuire, e così nel 1825 venne concluso un vastissimo lavoro di copertura che eliminò qualsiasi elemento osceno rimasto.

Infine, per via di alcuni restauri effettuati negli anni Novanta, le ultime coperture introdotte negli interventi più recenti vennero eliminate, lasciando visibili solo quelle realizzate nel Cinquecento.

IL GIUDIZIO UNIVERSALE DESCRIZIONE

L’affresco, data la sua complessità, è suddivisibile in varie sezioni. Noi procederemo descrivendo generalmente ogni parte del capolavoro di Michelangelo. Ecco la suddivisione che seguiremo:

  • Angeli di Michelangelo rappresentati nelle lunette in alto
  • Cristo Giudice e la Vergine nella parte centrale
  • Angeli di Michelangelo che annunciano l’Apocalisse, permettendo l’ascesa dei giusti e la caduta dei peccatori all’inferno

ANGELI MICHELANGELO NELLE LUNETTE

Nelle due lunette superiori del Giudizio Universale, sono presenti due gruppi di angeli: questi stanno trasportando la Croce ed altri simboli della Passione di Cristo; tali elementi alludono al sacrificio di quest’ultimo per garantire la salvezza degli uomini.

Nella lunetta sinistra sono presenti degli angeli senza ali, chiamati angeli apteri, esteticamente perfetti, e ritratti in un momento di grande azione e movimento, che ricorda da vicino l’impeto presente nella battaglia di Cascina, sempre di Michelangelo.

Giudizio Universale Lunetta sinistra angeli Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Lunetta sinistra) Michelangelo Buonarroti

Nella lunetta destra, è presente un altro gruppo di angeli che sta trasportando, con molta difficoltà, la colonna dove Gesù venne legato e frustato.

Il movimento di questo gruppo di angeli è simmetrico a quello della lunetta di sinistra; sulla destra, accorre un angelo che regge tra le mani il bastone su cui venne posta la spugna con l’aceto utilizzata per Gesù, e spostando ancor più dietro lo sguardo, si intravede anche la scala utilizzata per inchiodarlo sulla croce.

Giudizio Universale Lunetta destra angeli Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Lunetta destra) angeli Michelangelo Buonarroti

CRISTO GIUDICE E MARIA

Al centro del grande Giudizio Universale viene rappresentato Cristo e la Vergine circondati da profeti, sibille, apostoli e patriarchi.

Spostando lo sguardo sopra Gesù, proprio dove inizia la volta della Cappella Sistina, Michelangelo ha realizzato la figura del profeta Giona.

La scelta di accostare Giona e Gesù è stata volontaria: la volta della Cappella Sistina dove si trova il profeta, rappresenta il mondo del Cristianesimo prima della venuta di Cristo.

La scena del Giudizio Universale con Cristo al centro, invece, rappresenta il cristianesimo dopo la nascita di Gesù; inoltre, secondo il Vangelo, Giona, tre giorni dopo essere stato inghiottito da un pesce, riuscì a salvarsi tre giorni dopo, e allo stesso modo, Cristo, tre giorni dopo essere morto sulla croce, risorse.

Cristo Giudice Giudizio Universale Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (dettaglio del Cristo Giudice e Giona) Michelangelo Buonarroti

Differentemente dalla tradizione, Michelangelo sceglie di non rappresentare Gesù su un trono, ma decide di affrescarlo mentre sta avanzando, coperto unicamente da un velo; questa scelta rende Cristo molto somigliante a delle rappresentazioni pittoriche di Giove.

La posizione delle braccia di Cristo è molto importante: con l’arto sollevato, secondo gli studiosi, Gesù starebbe chiamando a se i beati e gli eletti, mentre con quello abbassato invece potrebbe star condannando gli empi ed i peccatori.

Lo sguardo di Cristo è rivolto verso lo scenario circostante, con un’espressione molto concentrata; Maria è al fianco di Gesù e sta guardando i beati, mentre si trova seduta da parte, sapendo di non poter interferire con l’operato di suo figlio.

PRIMO ANELLO DI FIGURE

Attorno a Cristo e la Vergine, Michelangelo dipinge una cerchia di cinquanta persone, composta prevalentemente da apostoli, santi e patriarchi.

L’artista ha studiato i movimenti di questo folto gruppo di persone cercando di conferire un equilibrio e simmetria alla scena; le espressioni di questi protagonisti sono altrettanto varie: c’è chi è angosciato, chi guarda la catastrofe, chi è sconvolto davanti all’apocalisse e così via.

Primo anello di figure Giudizio Universale Michelangelo

“Giudizio Universale” (Primo anello di figure) Michelangelo Buonarroti

Tra i personaggi identificati in questo primo anello, c’è la figura di san Lorenzo e quella di san Bartolomeo: il primo ha una graticola appoggiata sulla spalla, mentre il secondo regge nella sua mano la propria pelle.

Ci sono varie letture riguardanti la pelle di san Bartolomeo di Michelangelo: c’è chi pensa che questo particolare attributo del santo possa essere un autoritratto del Buonarroti, ma c’è anche chi sostiene che si tratti di un’allegoria della privazione del peccato.

Alla destra di Gesù sono presenti sant’Andrea con una croce in mano e san Giovanni Battista, con un perizoma aggiunto successivamente da Daniele da Volterra e con un manto di pelo di cammello.

Alla sinistra di Cristo emerge la figura di san Pietro, che sta restituendo le chiavi del Paradiso al figlio di Dio, poiché, essendo arrivato il giorno del giudizio, non sono più necessarie.

Accanto al santo ci sono altre figure la cui identità ancora è oggetto di discussione: tra le ipotesi più papabili, spiccano i nomi di Giovanni evangelista, san Paolo e san Marco.

SECONDO ANELLO DI FIGURE

Questo vasto gruppo è suddiviso in due parti a sinistra ed a destra; fondamentalmente ci sono martiri, confessori della Chiesa e beati.

Nel gruppo di sinistra ci sono donne, vergini e personaggi fondamentali dell’Antico Testamento: tra queste, spiccano una donna con il seno scoperto in primo piano, e l’altra più in basso che la sta abbracciando cercando protezione; secondo alcune letture critiche, entrambe potrebbero simboleggiare la Chiesa Misericordiosa e la Chiesa Devota.

Giudizio Universale Secondo anello di figure Gruppo a sinistra Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Secondo anello di figure: Gruppo a sinistra) Michelangelo Buonarroti

Nel gruppo di destra ci sono degli uomini, e nel vasto gruppo, salta all’occhio il vigoroso uomo appoggiato sulla croce: secondo alcuni si tratta dell’uomo che aiutò Cristo sulla via Crucis, mentre per altri sembrerebbe Disma, uno dei ladroni crocifissi con Gesù.

Giudizio Universale Secondo anello di figure Gruppo a destra Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Secondo anello di figure: Gruppo a destra) Michelangelo Buonarroti

In questo gruppo sulla destra dell’affresco, sono presenti diversi martiri:

  • San Biagio con i pettini chiodati
  • Santa Caterina d’Alessandria, con la ruota dentata spezzata
  • San Filippo con la croce
  • Simone Zelota con la sega
  • Adamo ed Eva
  • Abramo o Giobbe e la moglie
  • Mosè
  • Santi Cosma e Damiano

FASCIA INFERIORE

Mentre nella parte superiore di questo straordinario affresco sono rappresentati i Santi e gli eletti, nella sezione inferiore c’è una grande sezione dedicata alla rappresentazione della fine dei tempi, suddivisa in varie parti, con:

  • Gli angeli con delle trombe che annunciano l’arrivo della fine dei tempi
  • Il risveglio dei morti
  • L’ascesa degli eletti
  • La cacciata dei dannati
  • La rappresentazione dell’Inferno

Michelangelo, nella descrizione Caronte e delle altre creature infernali e quelle demoniache, trae liberamente ispirazione dalla Divina Commedia di Dante Alighieri (protagonista anche di un celebre quadro di Bouguereau).

Sotto la figura di Cristo, si trova un gruppo di angeli senza ali che stanno suonando con molta forza le trombe per annunciare l’arrivo dell’Apocalisse; alcuni di loro trasportano i libri delle Sacre Scritture e contemporaneamente, svegliati dalle trombe degli angeli, riprendono vita i morti.

Giudizio Universale Angeli Apocalisse Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Angeli dell’Apocalisse) Michelangelo Buonarroti

Spostando lo sguardo più in basso, si notano i cadaveri dei morti che stanno risorgendo, come se stessero riprendendo i sensi dopo un lungo sonno: alcuni stanno letteralmente sgusciando fuori dai propri sepolcri, mentre altri stanno riacquistando pian piano tutte le proprie facoltà fisiche.

Poco più a destra dei morti appena risorti, si notano altri cadaveri appena risvegliati che sono contesi tra angeli e demoni.

Per quanto riguarda l’identificazione di alcuni personaggi in questo gruppo, la critica ipotizza la presenza di un autoritratto di Michelangelo forse anche il poeta Dante Alighieri.

Giudizio Universale Resurrezione dei corpi Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Resurrezione dei corpi) Michelangelo Buonarroti

Poco sopra a questo gruppo di persone, si può notare un altro piccolo gruppo che sta ascendendo verso il cielo: alcuni sono sospinti verso l’alto, altri vengono trascinati, altri issati attraverso delle corde e così via.

Nella realizzazione di questo particolare gruppo, Michelangelo ha dato sfogo alla propria fantasia, affrescando questi personaggi nelle posizioni più disparate.

Giudizio Universale Ascesa dei Beati Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Ascesa dei Beati) Michelangelo Buonarroti

In netta contrapposizione al gruppo appena descritto, sul versante opposto si contano più di venti figure che stanno cadendo verso l’inferno: si tratta dei dannati condannati agli Inferi.

Sono presenti alcuni elementi che permettono di capire di quale colpa si sono macchiati alcuni dei peccatori qui rappresentati: uno tra loro, rappresentato a penzoloni, presenta sul suo mantello un piccolo sacchetto con del denaro e delle chiavi, simboli dell’avarizia e dell’attaccamento ai beni materiali fino alla morte; un altro viene trascinato per i testicoli ed ha il volto coperto, simboleggiando il peccato di lussuria.

Giudizio Universale Discesa dei dannati Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Discesa dei dannati) Michelangelo Buonarroti

Più a sinistra del gruppo di dannati, si trova un uomo seduto su una nuvola, con altrettanti due dannati che lo stanno trascinando verso il basso, mentre un serpente lo avvolge nelle sue spire: quest’uomo, come si evince dalla sua espressione, rappresenta la disperazione.

Giudizio Universale simbolo disperazione Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (simbolo della disperazione) Michelangelo Buonarroti

GIUDIZIO UNIVERSALE INFERNO

Nella parte in fondo a destra del grande affresco, si trova la rappresentazione dell’inferno: in un ambiente dominato da un cielo rossastro colmo di fiamme, sulla sinistra si trova il traghettatore infernale Caronte, che sta utilizzando il proprio remo come arma per cacciare i dannati, obbligandoli a presentarsi davanti al giudice Minosse, facilmente riconoscibile per il serpente che lo avvolge (la descrizione di Minosse e la descrizione di Caronte sono un evidente richiamo alla Divina Commedia di Dante).

Giudizio Universale Inferno Michelangelo Buonarroti

“Giudizio Universale” (Inferno) Michelangelo Buonarroti

Michelangelo aggiunge alla scena altri demoni, i quali stanno trascinando i peccatori via dalla barca di Caronte, e l’artista, oltre che realizzare un’eccezionale istantanea dominata dal caos e violenza, dimostra una maniacale attenzione sulla descrizione dei particolari del corpo umano, dimostrando ancora una volta un’eccezionale abilità artistica.

Michelangelo, avendo ben presente la Divina Commedia, sceglie di non rappresentare i castighi inflitti ai dannati, ma preferisce concentrarsi sul terrore ed il rimorso dei colpevoli condannati all’inferno.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

11 Risposte

  1. francesca ha detto:

    sei una salvezza,grazie mille

  2. Laura ha detto:

    Ehm… come può Papa Leone X, predecessore di Clemente VII (a parte la parentesi di Adriano VI), morire nel 1534, se nel 1533 siede sul trono pontificio Clemente VII (noto tra l’altro come papa del Sacco di Roma del 1527)?

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Laura, è stato un errore di distrazione. Invece di Leone X, intendevo Clemente VII. Ho appena corretto, grazie della precisazione 🙂

  3. Paola Cenedese ha detto:

    Caro Dario, ,frequento il Liceo Artistico di Treviso e mi sto preparando per una verifica su Michelangelo. La tua relazione mi è stata utilissima e volevo farti i miei complimenti ! grazie,Paola Cenedese.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Paola, grazie per i complimenti! Sono contento che ti sia stata utile la mia relazione. In bocca al lupo per la verifica! 🙂

  4. Fulvio ha detto:

    Bravo, solo una correzione.Papa Leone decimo muore nel 1534 e non nel 1521 non commissionò lui l’opera ma Clemente VII.Morto Clemente, Paolo III confermò la commissione.

  5. Emanuele ha detto:

    Complimenti!! Ero con la mia ragazza nella cappella Sistina e grazie alla tua spiegazione è stato più chiaro che con l’audio guida!

  6. pasquale ha detto:

    finalmente ho capito grazie alla tua spiegazione complimenti

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