Battaglia di Cascina di Michelangelo Buonarroti: analisi completa dell’opera

Scopriamo tutto quello che riguarda un fondamentale lavoro di Michelangelo Buonarroti, principale scultore ed artista del Cinquecento, il quale ha realizzato delle eccezionali opere che sono passate alla storia; tra queste, una delle più importanti è stata la Madonna di Bruges, oggi conservata in Belgio. Oggi andremo a conoscere l’abilità del Michelangelo pittore, andando a studiare la battaglia di Cascina.

Qui potrete leggere tutto quello che riguarda la battaglia di Cascina Michelangelo, quali data di realizzazione dell’opera, le dimensioni, le curiosità ed ovviamente la descrizione dell’opera realizzata dal Buonarroti, oggi considerata uno dei suoi lavori più importanti di sempre.

Battaglia di Cascina Michelangelo Buonarroti analisi

“Battaglia di Cascina” Michelangelo Buonarroti (copia di Aristotile di Sangallo)

Data di realizzazione: 1505-1506

Dimensioni: 76,4 x 130,2 cm

Dove si trova: Perduto

Nel Cinquecento, il gonfaloniere Pier Soderini consigliò di far decorare il salone di Palazzo Vecchio, realizzato da Savonarola dopo la grandiosa rivoluzione che portò i cittadini a governare Firenze, distaccandosi dagli antichi regimi di potere.

Per la decorazione dell’ambiente presente in Palazzo Vecchio, vennero convocati Leonardo da VinciMichelangelo Buonarroti; il tema portante dei lavori dei due grandi maestri doveva essere l’esaltazione dell’esercito fiorentino, che combatteva per la difesa della nuova Repubblica con l’aiuto di Dio.

Leonardo da Vinci si dedicò alla realizzazione della battaglia di Anghiari, un lavoro di eccezionale qualità, che però venne irrimediabilmente rovinato e successivamente abbandonato dallo stesso artista dopo aver tentato l’antica tecnica dell’encausto. La battaglia di Anghiari Leonardo si rivelò un vero e proprio fallimento, mentre Michelangelo si dedicò alla realizzazione di un altro evento bellico.

Il tema del lavoro di Michelangelo era la battaglia di Cascina, avvenuta nel 1364 e tramandata all’interno di varie fonti storiche, secondo cui i Pisani vennero sconfitti dai Fiorentini; quest’ultimi sconfissero i nemici anche non essendo adeguatamente equipaggiati, poiché in precedenza, a causa del grande caldo (la battaglia si combatté a fine luglio), le truppe cercarono di rinfrescarsi gettandosi nell’Arno.

Michelangelo completò il lavoro nei primi anni del Cinquecento, ma non lo finì in via definitiva perché dovette partire per Roma a causa dell’incresciosa situazione legata alla realizzazione della tomba di Giulio II.

Il cartone realizzato da Michelangelo venne lasciato all’interno dell’Ospedale di Sant’Onofrio, ma la popolarità di questo capolavoro crebbe in fretta, portando diversi artisti a maturare il desiderio di volerla tenere per se per studiare: tra questi Baccio Bandinelli, arrivò ad introdursi all’interno di Palazzo Medici per studiarli continuamente, al fine di poter realizzare un’opera di simile bellezza.

Appropriandosi dapprima di una parte del cartone e tentando successivamente di raggiungere la perfezione michelangiolesca (e non riuscendoci), Baccio Bandinelli distrusse una gran parte dell’opera; questo danno, sommato alla distruzione effettuata da parte di altri proprietari di altrettanti pezzi dell’opera, portarono all’eliminazione definitiva di questo lavoro.

Fortunatamente, prima di essere distrutto, fu oggetto di grandi studi l’opera di Michelangelo, e vennero create innumerevoli copie, di cui quella che si avvicina di più all’originale è quella di Aristotile di Sangallo.

Tra i probabili affreschi Michelangelo, questo costituisce senza dubbio uno dei più conosciuti e misteriosi, poiché l’originale è andato perduto, ma secondo le fonti ne è stato possibile enunciare una descrizione abbastanza generica: al centro si sarebbe dovuto trovare un soldato indossante le braghe, mentre a sinistra di quest’ultimo sarebbe dovuto esserci un gruppo di cavalieri, mentre ai lati sarebbero stati presenti degli altri soldati in corsa, rappresentati nell’atto di salire a cavallo.

Secondo degli ulteriori studi riguardanti l’aspetto del Salone di Palazzo Vecchio, i lavori della battaglia Anghiari di Leonardo e la battaglia di Cascina Michelangelo, originariamente non sarebbero dovuti essere disposti su due muri opposti, ma piuttosto sulla stessa parete, uno affianco all’altro.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *