Estasi della beata Ludovica Albertoni di Gian Lorenzo Bernini: analisi completa della scultura

Scopriamo un importante lavoro di Gian Lorenzo Bernini, scultore rivoluzionario del Seicento, il cui stile, tecnica ed opere hanno completamente cambiato il mondo dell’arte dei suoi anni fino ai giorni nostri. Abbiamo potuto scoprire molto del suo stile attraverso la storia e l’analisi del Busto del Cardinale Scipione Borghese, ed ora andremo ad approfondire ulteriormente la nostra conoscenza attraverso lo studio approfondito dell’“Estasi della beata Ludovica Albertoni”.

In questo articolo potrete trovare tutte le informazioni del caso su quest’opera, quali data di realizzazione, dimensioni, tecnica utilizzata, approfondimenti ed anche l’analisi stilistica, per avere un quadro completo con tutti i dettagli su questo lavoro del Bernini.

Blessed Ludovica Albertoni Bernini

“Estasi della beata Ludovica Albertoni” Gian Lorenzo Bernini

Data di realizzazione: 1671-1674

Dimensioni: 188 cm

Dove si trova: Chiesa di San Francesco a Ripa, Roma

Questa “Estasi della beata Ludovica Albertoni” ci permetterà di conoscere al meglio lo stile di un Gian Lorenzo Bernini scultore ormai settantenne, il quale è pienamente conscio delle sue abilità e la sua fama è diffusa in tutta Roma e non solo. Il soggetto dell’opera è Ludovica Albertoni, una donna appartenente all’ordine francescano, la quale visse a Roma a cavallo tra il Quattrocento e Cinquecento, e che nel 1671 venne beatificata; le ragioni che spinsero il clero a beatificare la donna furono le esperienze mistiche della donna, le quali proprio in quegli anni erano un argomento di grande interesse e furono un appiglio più che valido per beatificare Ludovica Albertoni.

Per omaggiare la beata, la famiglia Altieri, commissionò al Bernini la realizzazione di un altare dedicato alla stessa Ludovica Albertoni. Nonostante lo spazio della cappella all’interno della quale è conservato questo altare è abbastanza piccolo, l’anziano Bernini è riuscito ad ottimizzare il lavoro, adattando la statua all’angusto spazio.

Ludovica Albertoni viene rappresentata mentre è sdraiata su un letto ricamato nel marmo, nell’atto dell’estasi cristiana, che funge da tema centrale di tutta la composizione. Studiando appositamente lo spazio, l’artista riesce a spostare la parete sul fondo, coprendo leggermente le due piccole finestre alle spalle della scultura, così da ottenere un’illuminazione perfetta per la statua, mettendo in risalto il bianco chiarore dell’opera e contribuendo a rendere ancor più d’atmosfera l’estasi della beata.

L’eccezionale resa dei panneggi delle vesti della beata Ludovica Albertoni testimoniano che, nonostante l’avanzata età del Bernini, quest’ultimo fosse sempre uno dei più efficienti ed abili scultori presenti a Roma; l’espressione della donna è il punto focale dell’opera, dove tutta la tensione contenuta nei gesti arriva al suo culmine sul volto della stessa Ludovica Albertoni, amplificata maggiormente dal corretto utilizzo dell’illuminazione citata precedentemente.

Questa è senza dubbio una delle opere più esemplificative di Gian Lorenzo Bernini, e se volete approfondire la vostra conoscenza dello stile del Bernini da un punto di vista più tecnico, qui sotto trovate il libro che fa per voi.

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Qualora voleste aggiungere ulteriori informazioni o indicazioni su quest’opera, potete lasciare un commento qui sotto e noi provvederemo ad aggiungere il vostro intervento quanto prima.

 

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. NANCY ha detto:

    L’ARTICOLO E’ BELLO MA SECONDO ME AVRESTE DOVUTO SCRIVERE ANCHE UN PO’ PIU’ DI STORIA SULLA SCULTURA

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