Madonna di Foligno di Raffaello Sanzio: analisi completa dell’opera

Riprendiamo anche oggi il nostro viaggio in compagnia delle bellissime opere di Raffaello Sanzio, che stiamo imparando a studiare e conoscere ogni giorno sempre più, attraverso delle semplici analisi e le brevi storie legate alla loro commissione. Dopo aver visto ed analizzato l’opera intitolata “Madonna della Seggiola”, oggi proseguiamo ancora con questo artista ed andiamo a scoprire l’opera intitolata “Madonna di Foligno”.

All’interno di questo articolo troverete tutto quello che bisogna sapere su quest’opera, partendo dall’origine della commissione fino a giungere all’analisi stilistica dell’opera, ma proprio come abbiamo fatto anche per le altre opere di Raffaello, nel caso voleste saperne di più, qui sotto trovate una vasta scelta di opere che vi permetteranno di approfondire al meglio la vita e gli incarichi di questo leggendario artista.

Madonna di Foligno Raffaello Sanzio analisi

“Madonna di Foligno” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1511

Dimensioni: 320 x 194 cm

Dove si trova: Pinacoteca Vaticana, Città del Vaticano

L’opera in origine è stata realizzata per Sigismondo de’ Conti, il quale era ciambellano del Papa Giulio II, per ringraziare Dio di averlo salvato da un’esplosione durante l’assedio di Foligno. Al momento della sua morte, quest’opera venne posta sull’altare della chiesa di Santa Maria in Aracoeli, dove lo stesso Sigismondo era sepolto.

Successivamente l’opera venne spostata a Foligno da una discendente dei de’ Conti, presso il monastero di Sant’Anna, dove rimase per più di due secoli. Come è accaduto anche per altre opere, anche in questo caso, questa “Madonna di Foligno” è stata rubata da Napoleone nel corso delle sue campagne militari nel 1799. Proprio mentre si trovava in territorio straniero, l’opera venne trasferita su tela e nel 1815, dopo la sconfitta a Waterloo di Napoleone, l’opera tornò in Italia presso la Pinacoteca Vaticana.

Dopo aver tracciato sommariamente la storia della trasmissione di quest’opera, adesso effettuiamo l’analisi stilistica del quadro. I protagonisti dell’opera sono Gesù bambino, Sigismonda de’ Conti, San Girolamo, San Francesco d’Assisi e San Giovanni Battista. I personaggi sembra che stiano parlando tra loro, mentre la Vergine è rappresentata seduta sulle nuvole mentre stringe tra le braccia il Bambino.

Differentemente dalla tradizione, Raffaello sceglie di rappresentare la Vergine seduta su un trono di nuvole e circondata dagli angeli, piuttosto che seduta su un effettivo baldacchino com’era stato fatto in passato anche da altri artisti.

Mentre sulla destra, vestita di rosso è presente Sigismonda de’ Conti che prega in ginocchio, accanto a lei c’è San Girolamo (riconoscibile dalla presenza del leone accanto a lui sull’estremità destra della tela) che intercede chiedendo la protezione di Santa Maria; sulla sinistra invece sono presenti San Francesco d’Assisi e San Giovanni Battista, dove quest’ultimo è riconoscibile dal tradizionale abbigliamento composto unicamente da una tunica di pelli.

L’osservatore è direttamente coinvolto nella composizione sia attraverso lo sguardo del Bambino che con i gesti di San Francesco: mentre il primo guarda direttamente l’osservatore, San Francesco d’Assisi con una mano indica Gesù mentre l’altra indica proprio il pubblico esterno al quadro. A fare da collegamento tra gli angeli del cielo e i personaggi a terra è presente al centro del gruppo sulla terra un altro angelo che guarda verso l’alto.

La scena è ambientata in un luogo naturale e sullo sfondo si scorgono unicamente le torri di Foligno.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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