Madonna del Parto di Piero della Francesca: analisi completa dell’opera

Analizziamo oggi un quadro di Piero della Francesca, eclettico pittore del Quattrocento, il quale, attraverso la sua carriera artistica, ha gettato le basi per molti artisti che gli successero, confermandosi come un punto di riferimento nell’arte moderna. Dopo aver analizzato il quadro intitolato Madonna di Senigallia”, oggi scopriremo un altro lavoro molto interessante, intitolato “Madonna del Parto”.

All’interno di questo articolo troverete brevemente riassunte la storia della trasmissione dell’opera e successivamente l’analisi e la descrizione completa del quadro, così da avere una prospettiva completa di questo importante lavoro di Piero della Francesca.

Madonna del Parto Piero della Francesca analisi

“Madonna del Parto” Piero della Francesca

Data di produzione: 1455

Dimensioni: 260 x 203 cm

Dove si trova: Spazio realizzato ad hoc a Monterchi, Arezzo

La storia della commissione e della trasmissione dell’opera è estremamente complessa, e in questa sede, riassumeremo i fatti principali legati a questa storia. La “Madonna del Parto” è stata realizzata probabilmente nel 1459, quando Piero della Francesca visitò Monterchi per partecipare ai funerali della madre; la destinazione originale dell’opera probabilmente era la vicina chiesa di Santa Maria di Momentana, collocata in campagna.

Ancora sono moltissime le domande che circondano quest’opera, e tra tutte domina senza dubbio il perché della realizzazione di un’opera così complessa per una destinazione poco popolare. In ogni caso, l’opera doveva essere collocata in un altare laterale della chiesa, legato alla figura di Sant’Agostino. Conclusa l’opera e posta all’interno della chiesa, circa trecento anni dopo, tutta la struttura viene rasa al suolo per creare il cimitero di Monterchi, e per l’occasione, la “Madonna del Parto” di Piero della Francesca, viene trasportata altrove.

Da questo momento l’opera subisce vari trasferimenti, fino ad arrivare al Museo Civico di Sansepolcro nel 1919, e successivamente tornò a Momentana. Quaranta anni dopo l’opera viene restaurata, e cominciano ancora una ulteriori trasferimenti dell’opera, che portano addirittura ad alcuni contrasti tra il Comune di Monterchi (dove si trova tutt’ora l’opera), la Soprintendenza dei Beni Culturali e la stessa Diocesi. Attualmente l’opera si trova in uno spazio realizzato appositamente per conservare questo capolavoro di Piero della Francesca.

Passiamo ad analizzare ora l’opera: la “Madonna del Parto” di Piero della Francesca non è il primo tentativo di realizzazione pittorica di questo soggetto: la Madonna del Parto era un tema molte volte raffigurato anche da molti altri artisti, caratterizzata dalla posizione frontale della stessa Vergine ed incinta. Altri artisti che hanno realizzato delle opere similari a questa sono: Taddeo e Bernanrdo Gaddi, Nardo di Cione, Rossello di Jacopo Franchi e molti altri.

Nella versione di Piero della Francesca, la Vergine viene rappresentata in modo molto diverso rispetto ad altri lavori nei quali è sempre protagonista: qui la vediamo priva di gioielli ed altri elementi regali; Maria, viene rappresentata con una mano sul ventre e con l’altra sul fianco, per equilibrare il peso dovuto al pancione. Lo sguardo della donna è basso, e non guarda direttamente lo spettatore, trasmettendo un senso di austerità, come accade anche in altre opere dello stesso artista.

Ai lati della Madonna del Parto vengono rappresentati due angeli, i quali trattengono nelle mani le estremità di un tendone, quasi come se stessero sollevando un sipario per permettere allo spettatore di guardare la Vergine.

Sono stati effettuati molti studi sul significato di questo quadro: uno tra i più interessanti vede il padiglione dove si trovano i protagonisti un simbolo della Chiesa e la Vergine incinta rappresenterebbe il tabernacolo con all’interno l’eucarestia, ovvero il Bambino.

Molto interessante è anche la trama dello stesso padiglione a melograni, che ha molteplici significati: indica la fertilità, l’importanza della Vergine e si collega anche alla Passione di Cristo. Infine, è doveroso notare che i colori utilizzati per realizzare gli angeli sono alternati: uno indossa un manto color verde, le ali e le calze sono marroni, mentre mentre l’altro indossa un manto color marrone e le ali e le calze sono verdi.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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