La Venere di Milo di Alessandro di Antiochia: La Famosissima Statua Senza Braccia

“Venere di Milo” Alessandro di Antiochia
Data di Realizzazione130 a.C
Altezza2,02 metri
Dove Si TrovaMuseo del Louvre, Parigi
MaterialeMarmo di Paro
Informazioni Venere di Milo

La Venere di Milo è una statua di marmo che ritrae la dea greca della bellezza, Afrodite.

È una delle statue più famose del mondo perché è stata la 1° opera – proveniente dalla Grecia – ad arrivare incompleta ed esposta in un museo dell’Europa.

Storia

Siamo nel marzo-aprile del 1820.

Alcune navi francesi sono ancorate nella baia dell’isola di Milo.

Lì un contadino greco scopre per caso la statua.

Ma non è tutto.

Da quel momento iniziano diversi scavi che in seguito portano alla luce altri elementi:

  • Tempio di Poseidone
  • Agorà con portici
  • Stadio
  • Teatro

E la Venere è stata trovata proprio vicino allo stadio.

Un membro dell’equipaggio delle navi francesi di nome Olivier Voutier scrive – diverso tempo dopo – di aver preso parte al ritrovamento della statua.

I francesi capiscono subito che si tratta di un’opera d’arte interessante e che avrebbe avuto un gran successo in un museo.

Così decidono di comprarla.

A seguito di trattative molto impegnative, la statua viene imbarcata sulla nave e trasportata in Francia.

Arriva qui nel 1820.

Prima viene mostrata al re Luigi XVIII nel corso di un’udienza del 1 marzo 1821.

Il re, dopo averla vista, decide che verrà portata al Louvre.

Ed è lì che ancora oggi è esposta.

Descrizione

“Venere di Milo” Alessandro di Antiochia

Questa statua è più alta del normale: sono 2,02 metri.

Il soggetto è Venere (o Afrodite di Milo per i greci).

La dea della bellezza è rappresentata in piedi, con il petto nudo e le gambe avvolte in un drappeggio.

I capelli sono raccolti dietro la testa e spuntano 3 ciocche che cadono sul collo.

Particolare della testa di lato

Forse i origine sulla testa c’era un diadema messo su una fascia e la dea aveva anche degli orecchini di metallo.

Il volto è liscio, il naso dritto, gli occhi piccoli e la bocca è un po’ aperta.

La sua espressione è calma, ma si vede a malapena.

Questa “assenza” di emozioni è tipica dell’arte classica.

La parte superiore della Venere Milo è ben proporzionata.

Particolare parte superiore

Il ventre è rotondo ed il busto è caratterizzato da una linea bianca ed i muscoli addominali.

Il peso è caricato tutto sulla gamba destra.

Schema compositivo dell’opera

La gamba sinistra è un po’ piegata.

Il piede sinistro è andato perduto ma in origine doveva trovarsi su un supporto.

Il ventre e le gambe, invece, sono ricoperte da un mantello che le donne nell’antichità utilizzavano per uscire dal bagno.

Particolare del panneggio

Il tessuto è stretto in modo tale da reggersi da solo e non deve essere supportato con le mani.

Stile

La statua Venere di Milo è realizzata con del marmo di Paro di alta qualità.

Per scolpirla sono stati usati 2 blocchi sovrapposti.

Questa particolare tecnica è tipica del periodo ellenistico in Asia Minore e nelle isole Cicladi. In questo modo era necessario estrarre dalle cave dei blocchi di marmo più piccoli (ed economici) e non un gigantesco blocco per tutta la statua.

I 2 blocchi sono fissati tra loro con dei tasselli di ferro messi dentro ogni anca.

Fin dalla sua prima comparsa in pubblico, la Venere è stata ammirata soprattutto per la sua qualità.

È molto diversa dalle copie tipiche dell’età romana a cui i parigini erano già abituati.

La Venere, in particolare, è molto varia:

  • Il viso poco espressivo è tipico dello stile classico, così come il particolare delle parti nude senza ombre
  • Il panneggio è dettagliato e mostra anche il profilo delle gambe

Questo contrasto di stile fa pensare che la parte inferiore della statua sia il risultato di un restauro effettuato in età tardoantica.

Si ipotizza che lo scultore sia Alessandro di Antiochia perché tra i frammenti ritrovati con la Venere ce ne è anche uno con la sua firma.

Il frammento non appartiene alla statua.

Ma sappiamo che Alessandro di Antiochia ha anche realizzato una statua di Poseidone (trovata a Milo) il cui stile ricorda moltissimo quello della Venere di Milo.

Restauri

Questa scultura è stata sottoposta più volte a restauri.

Il marmo è strappato sulla parte posteriore, dietro la spalla destra ed anche dove ci sono le pieghe sulla coscia sinistra.

Ci sono delle fratture anche sui fianchi e sulle cosce.

La statua è arrivata al Louvre a metà marzo 1821 e lì è stata affidata ad un restauratore.

All’inizio si pensava di esporre la statua così com’era, ma poi sono stati eseguiti alcuni interventi:

  • Uno scavo per inserire dei tasselli metallici per assemblare i 2 blocchi della statua
  • Reinserimento di frammenti rotti nelle cosce, nell’anca sinistra ed un pezzo nell’anca destra
  • Lo chignon dei capelli viene fissato
  • Aggiunta di gesso su naso
  • Chiusura del foro presente sotto il seno destro
  • Realizzazione di un modello in gesso per il piede sinistro

E questi sono soltanto alcuni degli interventi eseguiti.

Ma non finisce qui.

Nel 1870 c’è la guerra a Parigi e la Venere viene messa al sicuro nelle cantine della Prefettura della città.

Ma c’è troppa umidità qui e la statua comincia a danneggiarsi.

Si corre subito al riparo togliendo il piede sinistro in gesso ed inserendo il plinto in una base circolare rotante.

Durante l’operazione si cerca di ridare anche l’equilibrio verticale a tutta la statua.

Da quel momento la Venere non viene più restaurata, ma solo pulita.

Ipotesi Sulla Venere di Milo Originale

La statua è arrivata fino a noi senza braccia.

Questo ha spinto molti archeologi e studiosi a chiedersi cosa stesse facendo in origine Venere.

Disegno con le possibili ipotesi (Fonte: Wikipedia)

Ecco quali sono le ipotesi più importanti:

  • Venere con mela in mano: la dea doveva avere nella mano sinistra una mela. Parliamo della mela che Paride le ha dato nel racconto dell’Iliade che simboleggia la vittoria di Venere contro Atena ed Era. Se così fosse Venere starebbe guardando in avanti con la mano sinistra in alto o di lato e la mano destra appoggiata sul drappo
  • Venere con Marte: Quatremère de Quincy nel 182 nota che il panneggio della statua è lo stesso di altre statue romane di Venere, molte delle quali erano state scolpite mentre abbracciavano il dio Marte. Se così fosse, la Venere di Milo sarebbe girata verso il dio della guerra alla sua sinistra e lo starebbe abbracciando con il braccio sinistro. Secondo questa teoria, la statua di Marte sarebbe andata perduta e la Venere di Milo sarebbe stata modificata mettendole la mela nella mano sinistra e rendendola un’opera indipendente
  • Venere che si riflette in uno scudo: nel 1826 James Milligen nota una somiglianza nel drappeggio tra la Venere di Milo e la Venere di Capua. Secondo questa ipotesi Venere starebbe reggendo uno scudo di Marte e lo usa per specchiarsi

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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