Venere degli Stracci di Michelangelo Pistoletto: Antico Contro Moderno

“Venere degli Stracci” Hirshorn Musuem © J.David Buerk
Data di RealizzazioneVaria
AltezzaVaria
Materiale• Marmo (la maggior parte delle versioni)
• Oro (Venere degli Stracci d’oro)
Dove si Trova• Collezione De Bennardi, Napoli (versione 1967)
• Collezione Privata, Germania (versione 1967)
• Castello di Rivoli, Torino (versione 1967)
• Toyota Museum of Contemporary Art, Giappone (versione 1970)
• Hirschhorn Museum, Washington (versione 1970)
• Collezione Lia Rumma, Napoli (versione 1972)
Informazioni Venere degli Stracci Pistoletto

Caratteristiche Chiave

  • Esistono tante versioni dell’opera
  • Mette in contrasto la bellezza classica di Venere con la bruttezza e le caratteristiche negative degli stracci
  • Esiste una versione tutta d’oro, chiamata Venere degli stracci dorata
  • La statua di Venere usata nell’opera è ispirata alla Venere con mela di Thorvaldsen

Storia

Esistono un sacco di versioni della Venere degli Stracci di Pistoletto.

Quella originale è stata esposta nel 1967.

In quel caso, Michelangelo ha usato una statua di una Venere in cemento comprata da un negozio che vendeva decorazioni per il giardino e che poi ha ricoperto con uno strato di mica (è un minerale) per rendere la superficie glitterata.

Sempre nel 1967 ha realizzato altre 3 versioni usando dei calchi in gesso del suo lavoro originale.

Queste 3 sculture si trovano:

  • Collezione De Bennardi a Napoli
  • Collezione privata in Germania
  • Collezione di Giuliana e Tommaso Setari, a Milano (ora è in un prestito a lungo termine al Castello di Rivoli, Museo di Arte Contemporanea a Torino)
Venere degli Stracci (a sinistra la versione di Napoli ed a destra la versione di Rivoli)

Poi, nel 1970, Pistoletto ha realizzato altre 2 versioni dell’opera.

Questa volta, però, ha usato un calco più grande di Venere, ottenendo una statua alta 1 metro e 60 cm.

Le versioni più grandi sono conservate a:

  • Toyota Museum of Contemporary Art, Giappone
  • Hirshorn Museum, Washington
Venere degli Stracci (a sinistra la versione dell’Hirshorn Museum ed a destra la versione del Toyota Museum)

Ma non finisce qui.

Nel 1972 ha realizzato una versione speciale dell’opera, tutta d’oro e l’ha chiamata Venere degli stracci dorata.

“Venere degli stracci dorata” Michelangelo Pistoletto

Oggi si trova nella collezione Lia Rumma a Napoli.

A proposito di lavori speciali, nel 1974 è stata realizzata un’altra Venere (chiamata T12200) con pietre da taglio in Toscana e con uno speciale marmo greco contenente mica.

Descrizione

La Venere degli stracci è composta da un contrasto.

Da una parte c’è la statua di Venere, la dea romana dell’amore e della bellezza, e davanti a lei c’è un gigantesco ammasso di vestiti colorati buttati a terra.

La statua ci dà le spalle e la faccia ed il corpo sono appoggiate alla pila di panni, rendendo impossibile guardarla in faccia.

Curiosità: il modello originale della statua di Venere utilizzato da Pistoletto è ispirato al lavoro dello scultore Thorvaldsen del 1805 chiamato Venere con mela ed oggi conservato al Louvre.

“Venere con mela” Thorvaldsen

Significato

Michelangelo Pistoletto sceglie di usare la statua di Venere perché è un soggetto ricorrente nell’arte occidentale.

La sua opera è basata sui contrasti.

VenereStracci
DuraMorbidi
Forma PrecisaAmmasso Informe
Un Solo ColoreTanti Colori
StaticaPossono Essere Spostati
PreziosaSenza valore
StoricaContemporanei
UnicaComuni
Riassunto dei Contrasti della Venere degli Stracci

I vestiti sono degli oggetti quotidiani e “senza valore”, ed, includendoli nell’opera, Pistoletto dimostra di voler rappresentare nell’arte qualsiasi aspetto.

Questa è una caratteristica dell’Arte Povera, molto popolare alla fine degli anni ’60 e di cui Pistoletto è uno degli artisti più importanti.

Per lui ogni oggetto, forma, materiale o idea può (e deve) essere usato per fare arte.

Pistoletto ha usato gli stracci anche in altri suoi lavori dello stesso periodo, come il Monumentino e l’Orchestra degli stracci, entrambi realizzati nel 1968.

“Monumentino” Michelangelo Pistoletto

Curiosità: i ritagli di stoffa presenti nella 1° versione della Venere con gli stracci erano quelli che l’artista aveva usato per pulire gli specchi che aveva usato in precedenza per altre sue opere, come l’Uomo in piedi. Per T12220 invece ha tolto gli stracci e ci ha messo abiti usati.

Non importa se i vestiti – tra una versione ed un’altra – cambiano, l’importante è che siano sempre di tanti colori diversi e che siano confusionari ed arruffati.

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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