Tre Grazie di Raffaello Sanzio: analisi completa del dipinto

Eccoci nuovamente insieme in compagnia di Raffaello Sanzio, il quale ci ha accompagnato per oltre un mese con i suoi bellissimi dipinti che hanno radicalmente trasformato la storia dell’arte del Cinquecento fino ai giorni nostri. All’interno dell’articolo odierno, andremo a scoprire un quadro molto importante, il quale è legato ad un altro lavoro che abbiamo già analizzato, ovvero “Sogno del cavaliere”, ed è intitolato “Tre Grazie”.

All’interno di questo post troverete tutti i dettagli inerenti a tale lavoro del Sanzio, partendo prima dalla commissione dell’opera, poi scopriremo la storia della sua produzione e trasmissione ed infine andremo ad effettuare una breve descrizione ed analisi stilistica del lavoro, giusto per scoprire se sono presenti alcuni elementi che potrebbero permetterci di scoprire tutti i punti di forza dello stile di Raffaello.

Tre Grazie Raffaello Sanzio analisi

“Tre Grazie” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1503-1504

Dimensioni: 17 x 17 cm

Dove si trova: Museo Condé, Chantilly

Proprio come già scritto poc’anzi, l’opera era legata già ad un altro lavoro del Sanzio, ovvero “Sogno del cavaliere”, ed in particolar modo, tale legame era dato dalla presenza di entrambi all’interno della collezione Borghese di Roma nel 1650. Circa duecento anni dopo, l’opera venne acquistata da Henri Rboul, il quale esercitava il ruolo di sovrintendente della Repubblica Romana per Napoleone Bonaparte (il quale durante le sue campagne militari in vari paesi, sottrasse un gran numero di opere ai vari nemici) e portò questo piccolo dipinto in Francia.

Da qui poi giunse per un tempo indefinito in Inghilterra, passando da un collezionista ad un altro, fino a giungere definitivamente nel Museo Condé grazie all’acquisto da parte del duca d’Aumale nel 1885.

Passiamo all’analisi stilistica dell’opera: le tre donne rappresentate sono un soggetto nel Cinquecento, e probabilmente Raffaello trovò ispirazione per la realizzazione di tale elemento poiché lo vide a Roma o anche in uno dei suoi viaggi a Siena. Tradizionalmente, le tre donne rappresenterebbero tre valori, ovvero Castitas, Pulchritudo Amor.

Facendo riferimento al significato dell’opera “Sogno del cavaliere”, probabilmente in questo caso le tre donne, che come possiamo vedere, nelle mani hanno delle mele, rappresenterebbero la ricompensa per l’uomo che è giunto al traguardo dopo la scelta tra una vita nello sfarzo e senza difficoltà (scelta della Voluptas), oppure un percorso irto e povero di beni materiali, ma che porterà alla salvezza morale (scelta della Virtus); le mele, inoltre, sono proprio i pomi delle Esperidi, simbolo di immortalità.

Tecnicamente la scena è molto povera: i tre soggetti occupano tutta la scena, mentre il paesaggio alle spalle è naturale e senza alcun dettaglio rilevante. I colori utilizzati sono abbastanza scuri e rimandano ancora una volta ai colori della terra, lasciando intuire un ulteriore richiamo da parte del Sanzio a Leonardo da Vinci.

Grazie alle potenti tecnologie degli anni successivi, è stato possibile scoprire che ci sono state delle modifiche dal disegno originale rispetto all’opera finita: la donna a sinistra infatti sembrerebbe essere stata modificata dallo stesso artista.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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