Tondo Pitti di Michelangelo Buonarroti: analisi completa del bassorilievo

Scopriamo tutto quello che riguarda uno dei lavori più importanti mai realizzati da Michelangelo Buonarroti, un artista di grandissimo rilievo, vissuto nel Cinquecento, le cui opere hanno avuto grande impatto nel mondo dell’arte moderna, fino ai giorni nostri, consacrandolo come uno degli artisti più importanti della storia dell’arte in generale. Tra i vari lavori di Michelangelo, abbiamo già studiato e conosciuto il perduto cupido dormiente, ed oggi proseguiremo andando a studiare invece il Tondo Pitti .

Questo Tondo Pitti di Michelangelo è uno dei lavori più celebri, ma non è l’unico nel suo genere presente nella produzione dell’artista: ricordiamo anche il famoso Tondo Taddei Michelangelo, ma in questo articolo ci concentreremo unicamente sul Tondo Pitti, andando a conoscere data di realizzazione, dimensioni, luogo di conservazione del bassorilievo, la sua storia e descrizione.

Tondo Pitti Michelangelo Buonarroti analisi

“Tondo Pitti” Michelangelo Buonarroti

 Data di realizzazione: 1503-1505

Dimensioni: 85 x 82 cm

Dove si trova: Museo nazionale del Bargello, Firenze

Questo tondo Michelangelo è stato realizzato mentre l’artista era impegnato nella creazione del celebre David, uno dei suoi lavori più importanti. Il Tondo Pitti venne commissionato da Bartolomeo Pitti, e nel giro di pochi anni, passando nelle mani del figlio Miniato Pitti, lasciò definitivamente la famiglia Pitti per essere donata alla famiglia Guicciardini, e vi rimase per molti anni.

Circa duecento anni dopo, ovvero nell’Ottocento, l’opera venne acquistata dalle Gallerie fiorentine e venne dapprima esposto agli Uffizi, per poi poi finire in ultimo luogo all’interno del Museo del Bargello, dove risiede tutt’ora.

Questo Michealngelo tondo, dal punto di vista artistico vede protagonisti la vergine Maria, Gesù Bambino e San Giovannino. La Vergine sta guardando in lontananza, mentre sulle ginocchia ha un libro (probabilmente le Sacre Scritture), pensando al tenebroso e triste destino del figlio, e lo stesso Gesù Bambino invece è appoggiato dolcemente a lei, mentre alle spalle si intravede il piccolo San Giovanni.

Una delle caratteristiche più importanti di questo Tondo Pitti, è la connessione tra le tre figure, tutte legate tra loro anche se appartenenti a piani diversi: questo ricorda molto lo stile di Leonardo da Vinci; altro elemento importante è il celebre non finito tipico nella produzione di Michelangelo, qui identificabile nei contorni non elaborati dell’opera.

Un ruolo di grande importanza in questa composizione è assegnato alla figura di Maria, la quale occupa gran parte dello spazio dell’opera: la Vergine sembra quasi piegarsi su se stessa per cercare di rientrare all’interno del Tondo, ma nello stesso tempo, sembra anche che stia cercando di emergere con forza, per liberarsi dall’angusto spazio, girandosi verso sinistra con il volto ed anche con le spalle.

Facendo bene attenzione, è possibile notare che sulla fronte di Maria è presente un elemento molto interessante: si tratta di un Cherubino, ovvero un angelo, che questa volta simboleggia la consapevolezza delle profezie (e quindi della morte di Gesù) da parte della Vergine.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. Giusy De Marzio ha detto:

    Articolo molto interessante.mi piacerebbe vedere la scultura ,il Tondo Pitti da prospettive diverse ,laterali e dall alto dal basso per capire i vari piani dell opera.grazie per eventauale gradita risposta.giusi de marzio

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Giusi, grazie per il suggerimento. Cercherò di aggiornare l’articolo quanto prima per mostrare tutti i dettagli del Tondo Pitti.

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