Testa di fauno di Michelangelo Buonarroti: analisi completa della scultura

Scopriamo tutto quello che riguarda uno dei lavori giovanili di Michelangelo Buonarroti, artista e scultore che nella sua vita ha realizzato dei veri e propri capolavori. Egli ottenne grande successo tra i suoi contemporanei e la sua fama continuò a crescere fino ai giorni nostri, rendendolo una vera e propria leggenda nella storia dell’arte moderna. Abbiamo conosciuto molto dello stile di Michelangelo attraverso lo studio della statua Bruto, rappresentante il celebre omicida di Giulio Cesare. Oggi andremo a studiare invece la Testa di Fauno.

Qui potrete leggere tutto quello che riguarda questa testa di Fauno realizzata da Michelangelo Buonarroti, come la data di realizzazione dell’opera, la descrizione, la storia, le dimensioni e molto altro.

Testa di Fauno Michelangelo Buonarroti analisi

“Testa di Fauno” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1489

Dimensioni: ?

Dove si trova: Ignoto

Questa testa di Fauno venne realizzata da Michelangelo poco più che quattordicenne, il quale stava migliorando le proprie capacità artistiche presso la bottega del Ghirlandaio, e grazie al suggerimento del suo amico Francesco Granacci, cominciò a bazzicare all’interno del giardino di San Marco.

In questo Giardino, Lorenzo de’ Medici conservava tante sculture di arte classica, e Michelangelo, rimasto colpito da questa collezione, decise di realizzare una Testa di Fauno copia di un vecchio frammento conservato nello stesso giardino, al fine di mostrarlo a Lorenzo de’ Medici.

Quando ciò accadde, Lorenzo rimase colpito dalla grande abilità del ragazzo, ma volendogli fare una critica costruttiva gli disse che il fauno aveva dei denti troppo perfetti per un essere della sua età; Michelangelo, volendo impressionare ancora una volta Lorenzo, mentre quest’ultimo era impegnato a finire il giro del giardino, con i suoi strumenti eliminò rapidamente un dente del fauno, e mostrando il lavoro successivamente al de’ Medici, quest’ultimo rimase colpito dalla rapidità e la prontezza del giovane Buonarroti, permettendogli così di ottenere la protezione della celebre famiglia a Palazzo Medici.

La storia della realizzazione della testa del Fauno di Michelangelo Buonarroti, è narrata all’interno delle Vite di Vasari; terminato il lavoro, varie fonti negli anni successivi indicano che la scultura andò perduta già a partire dal 1494, anno durante il quale ci fu un violento furto dopo la cacciata dei Medici supportata da Girolamo Savonarola. Dell’opera originale non si hanno più tracce, ed oggi al Museo del Bargello si trova solo un calco in gesso della testa.

Nonostante la giovane età di Michelangelo, questa scultura mostra alcune caratteristiche interessanti, come la grande fantasia del ragazzo nella realizzazione della bocca del fauno, poiché la statua originale da cui ha tratto ispirazione era priva di molti dettagli, poi aggiunti dal Buonarroti. Degni di nota sono i denti perfetti citati anche nella storia dell’opera, la barba, le rughe, il grosso naso, le grandi orecchie ed i capelli crespi, caratteristiche tipiche dell’aspetto del Fauno.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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