Sunrise with Sea Monsters di William Turner: analisi completa del quadro

Oggi, protagonista di questo articolo sarà un importante lavoro di William Turner, pittore che ha completamente rinnovato il mondo della pittura dell’Ottocento grazie ad un eccezionale utilizzo di colori e giochi con le varie tonalità, che all’interno dei suoi lavori diventano un eccezionale spettacolo per gli occhi. Abbiamo già visto ed apprezzato qualcosa dello stile di William Turner, attraverso l’analisi del quadro Pace – Seppellimento in mare, avente per soggetto il funerale in mare di un suo amico. Oggi andremo a scoprire un altro lavoro di Turner pittore, ovvero “Sunrise with Sea Monsters”.

Parleremo quindi di “Sunrise with Sea Monsters” in questo articolo, privilegiando prima di tutto gli aspetti tecnici di tale lavoro: vedremo la data di realizzazione, le dimensioni ed il luogo di conservazione attuale; successivamente ci concentreremo sulla descrizione approfondita del quadro.

Sea Mosnters Sunrise Turner

“Sunrise with Sea Monsters” William Turner

Data di realizzazione: 1845

Dimensioni: 91,4 x 122 cm

Dove si trova: Tate Britain, Londra

Turner, grande amante degli scorci marittimi, i quali spesso sono stati protagonisti indiscussi della sua vasta produzione artistica, in questo quadro introduce un elemento innovativo: protagonisti all’interno della composizione sono dei mostri acquatici. Nella parte bassa del quadro, realizzato utilizzando principalmente il colore grigio, è possibile notare il mare, il quale va via via mescolandosi con l’arancione ed un tenue rosa del cielo; al centro dello specchio acquatico, è possibile notare una sorta di figura mostruosa, la quale è ancora al centro di diversi dibattiti riguardo la sua identità: alcuni pensano che si tratti di alcuni pesci vicini tra loro siano confluiti in una singola figura, che sulla tela appare mostruosa (ma che in realtà non lo è); altri pensano che si possa trattare di una semplice rete da pesca; altri ancora riconoscono in questa figura un enorme mostro che sta divorando una piccola imbarcazione.

Concentrandosi su quest’ultima ipotesi, ovvero quella del mostro che sta divorando l’imbarcazione, potrebbe essere quella più vicina alla realtà, anche perché in altri lavori di William Turner ricorre sempre l’elemento della natura che sembra quasi schiacciare l’uomo ed eliminare i suoi tentativi di innovazione che contrastano il potere della natura stessa.

Tra le altre ipotesi, Gunnar Schmidt ritiene che la figura non definita al centro della composizione non sia altro che una massa di particelle e vapore creatasi con l’incontro dell’acqua fredda e della sovrastante zona calda; in pratica si tratterebbe solo di un semplice processo termico.

 

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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