Schiavo barbuto di Michelangelo Buonarroti: analisi completa della scultura

Scopriamo tutto quello che riguarda una delle sculture realizzate dal leggendario e conosciutissimo Michelangelo Buonarroti, importantissimo scultore, pittore ed artista del Cinquecento, la cui fama è giunta fino ai giorni nostri. Michelangelo ha realizzato tantissime opere di grande importanza ed oggi andremo a conoscere tutto quello che riguarda lo “Schiavo barbuto”.

Qui potrete leggere tutti i dettagli e le informazioni su “Schiavo barbuto” Michelangelo, tra cui data di realizzazione, dimensioni, luogo in cui è possibile ammirarlo pubblicamente attualmente ed ovviamente una descrizione precisa ed eloquente di questo lavoro del Buonarroti.

Schiavo barbuto Michelangelo analisi

“Schiavo barbuto” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1525-1530

Dimensioni: 263 cm

Dove si trova: Galleria dell’Accademia, Firenze

Questa scultura fa parte della lunga serie dei “Prigioni” realizzati da Michelangelo Buonarroti. Si hanno molte informazioni di questo “Schiavo barbuto”, il quale, insieme a tante altre sculture, come abbiamo già detto, faceva parte della serie di “Prigioni”, ovvero delle statue in posa come dei prigionieri e che dovevano decorare la tomba del Papa Giulio II.

Con il susseguirsi delle bozze per la tomba di Giulio II, Michelangelo ridusse gradualmente il numero di Prigioni che sarebbero dovuti essere presenti nella versione definitiva. I Prigioni che attualmente sono conservati a Firenze, ovvero questo “Schiavo barbuto, ma anche “Schiavo giovane”, “Atlante” e “Schiavo che si ridesta” sarebbero stati realizzati da Michelangelo scultore nella seconda metà degli anni venti del Seicento.

I critici hanno proposto diverse date riguardo la realizzazione di questo “Schiavo barbuto” Michelangelo e, analizzate diverse fonti, alla fine si è giunto a pensare che probabilmente sia stato scolpito tra il 1525 e 1530.

La statua rappresenta uno schiavo, che come indica il nome, è riconoscibile soprattutto per la folta barba che decora il suo volto; le gambe della statua sono leggermente aperte, ma non eccessivamente poiché sono legate tra loro grazie alla presenza di una fascia. Un braccio del protagonista regge la testa, mentre con l’altro invece sembra trattenere la fascia citata precedentemente.

Eccezionale è la resa dei dettagli anatomici dello schiavo, definito in ogni sua parte (nonostante non sia stato terminato). Lo schiavo, è stato rappresentato in un’eterna battaglia contro la pietra grezza, per cercare di avere una vita propria, che gli è stata donata dallo stesso Michelangelo. Secondo Vasari, questo “Schiavo barbuto” e gli altri, dovrebbero rappresentare le provincie sotto il controllo di Giulio II; secondo Ascanio Condivi, un artista e studioso del Cinquecento, i lavori di Michelangelo dovrebbero rappresentare le Arti “imprigionate” dopo la morte dello stesso Giulio II.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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