Sandro Botticelli: la biografia e le opere più importanti

Prepariamoci a conoscere uno degli artisti più importanti della storia dell’arte moderna e di tutto il Quattrocento; quest’uomo, attraverso le proprie opere, ha scritto un pezzo di storia dell’arte italica ed anche di quella mondiale. Il protagonista di questo articolo è Sandro Botticelli o più semplicemente Botticelli .

Qui potrete leggere i fatti fondamentali della vita di Botticelli e scoprire così come le botticelli opere sono state realizzate, chi sono stati i committenti di ogni capolavoro di Botticelli e quali sono state le fasi della sua carriera artistica.

sandro-botticelli

Sandro Botticelli

NASCITA ED INFANZIA

Boticelli nasce nel 1445 a Firenze, da una famiglia modesta, ultimo di ben quattro figli maschi: Giovanni, Antonio, Simone e lo stesso Sandro (il cui nome completo è Alessandro di Mariano di Vanni Filipepi ).

Il padre dell’artista, Mariano di Vanni Filipepi è un conciatore di pelli, un mestiere molto comune allora; stando ad alcuni documenti dell’epoca, Sandro Filipepi cresce con non pochi problemi di salute, cosa che lo porta a sviluppare un carattere poco estroverso (caratteristica che poi si ripercuoterà nelle opere di Botticelli ).

Botticelli comincia ad apprendere dei fondamenti educativi presso la bottega del fratello Antonio, il quale è un orefice.

LA FASE DELL’APPRENDISTATO

Poco meno che ventenne, Sandro Botticelli diventa apprendista presso la bottega di Filippo Lippi, dal quale apprende gran parte degli elementi ricorrenti nelle opere Botticelli .

Negli anni sessanta del Quattrocento, Botticelli comincia a realizzare alcune opere molto importanti e che rivelano l’influenza del Lippi nel suo stile: tra i quadri Botticelli più importanti di questo periodo, ci sono la Madonna col Bambino degli Innocenti, la Madonna col Bambino e due Angeli di Washington ed infine anche la Madonna col Bambino e un angelo che attualmente si trova ad Ajaccio.

Tra il 1468 e l’anno successivo, a causa della partenza di Filippo Lippi per Spoleto, Sandro Botticelli comincia ad essere influenzato stilisticamente dalle opere di Antonio del Pollaiolo e da quelle del Verrocchio: traendo spunto dai loro stili pittorici, realizza la Madonna del Roseto, la Madonna in gloria di serafini e poi anche la Madonna col Bambino e due angeli.

In questi anni, inoltre dipinge la Madonna della Loggia, il Ritratto di Esmeralda Brandini  e la Madonna dell’Eucarestia.

LA CARRIERA DA SOLISTA

Proprio nel 1469, Filippo Lippi muore, obbligando a lavorare Botticelli Firenze.

L’artista, non avendo a disposizione una vera e propria bottega, comincia a lavorare in casa propria, fino a che, nel 1470, viene incaricato dal Tribunale della Mercanzia di realizzare una spalliera avente un significato allegorico: nasce così la Fortezza.

Si tratta di un incarico pubblico di grande prestigio, ed inoltre, il lavoro di Botticelli è solo un elemento facente parte di un’intera serie, che è stata commissionata a Pietro del Pollaiolo: si trattava di un ciclo di sette Virtù differenti; mentre il Pollaiolo adotta uno schema tradizionale, Botticelli Sandro preferisce inserire delle novità stilistiche che vengono largamente apprezzate dai committenti, al punto che il giovane artista stava per soppiantare il Pollaiolo, ma quest’ultimo, profondamente contrariato, riesce ad evitare la sua cacciata.

Nel 1472, il Botticelli pittore si iscrive alla celebre confraternita degli artisti di Firenze, chiamata la Compagnia di San Luca.

Negli anni Settanta realizza l’importante San Sebastiano Botticelli, un’opera che manifesta il suo interesse per la nuova filosofia neoplatonica.

Questa filosofia stava prendendo sempre più piede verso la fine del Quattrocento, e molti degli ambienti culturali frequentati da Botticelli, costituivano dei punti di condivisione di questa scuola di pensiero.

Sempre nel 1472, un altro importante dei Botticelli quadri è proprio il Ritorno di Giuditta a Betulia, che ricorda molto i paesaggi realizzati dal suo maestro Filippo Lippi, ma nello stesso tempo introduce delle caratteristiche consone al proprio stile, come ad esempio le espressioni malinconiche delle due donne protagoniste.

Nel 1474, Botticelli si sposta a Pisa per realizzare un ciclo di opere legate al Camposanto Monumentale, ma si tratta di un lavoro che non viene mai portato a termine.

IL LAVORO PER I MEDICI

Con il passare del tempo, Botticelli entra nelle grazie della famiglia dei Medici, e così comincia ad ottenere sempre maggiore prestigio e ricchezza.

Nel 1475, l’artista realizza la celebre Adorazione dei Magi, commissionata da Gaspare Zanobi del Lama, il quale era un celebre banchiere; in quest’opera, Botticelli presenta alcune novità stilistiche, ed inoltre, inserisce anche alcuni dei membri della famiglia dei Medici, come Cosimo il Vecchio, Lorenzo il Magnifico e Giuliano de’ Medici.

Nonostante fosse già maturo, lo stile pittorico di Botticelli è in costante evoluzione, come si può notare nel Ritratto d’uomo con medaglia di Cosimo il Vecchio, che presenta alcune influenze della pittura fiamminga.

Disponendo di innumerevoli spunti artistici ai quali poteva attingere, Botticelli nel 1478, realizza il Ritratto di Giuliano de’ Medici, utilizzando, in questo caso, le caratteristiche dello stile fiammingo per creare qualcosa di completamente nuovo.

Affermato e riconosciuto, nel 1480, la bottega di Botticelli è colma di allievi che vogliono apprendere la pittura da Sandro: in questi anni, realizza Sant’Agostino nello studio e solo un anno dopo anche l’Annunciazione di San Martino alla Scala.

LE OPERE DELLA CAPPELLA SISTINA

Nel 1478, i Medici stavano accumulando troppo potere, e così alcuni dei loro nemici ordiscono una popolare congiura, chiamata la Congiura dei Pazzi, che porta alla morte di Giuliano de’ Medici.

Successivamente, Lorenzo de’ Medici, per evitare disastrose conseguenze politiche, avvia una politica di riconciliazione nei confronti di alcuni dei protagonisti della stessa congiura, tra cui c’è papa Sisto IV e Ferdinando I d’Aragona.

Per effettuare tale riconciliazione, Lorenzo, nel 1480, invia molti popolari artisti a Roma per affrescare le pareti della Cappella Sistina: oltre a Botticelli, sono presenti anche Cosimo Rosselli, il Ghirlandaio ed il Perugino.

Sandro Botticelli realizza ben tre affreschi: Prove di Mosè, Prove di Cristo e la Punizione dei Ribelli.

Nel 1482, il pittore è costretto ad abbandonare il proprio lavoro a Roma ed a tornare a Firenze, a causa dell’improvvisa morte di suo padre.

In questi anni realizza anche il Ritratto di una giovane donna e la Madonna del Libro.

RITORNO A FIRENZE

Rientrato a Firenze, Botticelli rende nota la sua decisione di non tornare più a Roma, avendo così la possibilità di dedicarsi ad altri lavori a Firenze.

Nel 1483, realizza quattro pannelli con le storie di Nastagio degli Onesti, il cui tema è tratto da una novella del Decameron di Boccaccio.

Nello stesso anno, Botticelli, insieme ad altri artisti, partecipa alla decorazione della villa di Spedaletto: l’intera decorazione, purtroppo, è andata completamente perduta.

Solo un anno prima, il pittore aveva realizzato il suo più grande capolavoro: la Primavera.

In questo periodo, Sandro Botticelli dipinge anche altre importantissime opere d’arte, come Pallade e il Centauro, Venere e Marte, la Nascita di Venere e la Madonna del Magnificat.

Tra le opere meno conosciute, in questi anni realizza anche: la Madonna della melagrana e Venere e le tre grazie offrono doni a una giovane.

LA CRISI E GLI ULTIMI ANNI

Nel 1492 Lorenzo de’ Medici muore, e nel contesto fiorentino appare Girolamo Savonarola, un carismatico predicatore religioso.

A testimoniare il passaggio stilistico tra le due fasi stilistiche di Botticelli è il dipinto intitolato la Calunnia, realizzato tra il 1490 ed il 1495.

Le prediche del Savonarola, collegate alla morte di Lorenzo, colpiscono Botticelli nel profondo, portandolo ad abbandonare totalmente lo stile pittorico che aveva contraddistinto tutta la sua carriera artistica, e così realizza alcune opere come la Natività Mistica, la Crocifissione Mistica, la Madonna Bardi, la Pala di San Marco, una seconda versione di Santo Agostino nello studio, il compianto sul Cristo morto con i santi Girolamo, Paolo e Pietro, la Comunione di san Girolamo e l’Annunciazione di Cestello.

Nel 1498, il Savonarola muore, lasciando Sandro Botticelli completamente cambiato, come si può notare dal forte misticismo che domina alcune delle opere di questi anni, come il Compianto sul Cristo morto.

Negli ultimi anni della sua vita, dipinge anche l’ultimo miracolo e morte di san Zanobi e le Storie di Virginia.

Sandro Botticelli muore nel 1510 e viene sepolto nella chiesa di Ognissanti a Firenze.

  • 1
    Share

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. mauro.miolini ha detto:

    mi sai dire se sandro b. a mai attraversato il Ponte vecchio di Firenze?

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Mauro, purtroppo non so se Botticelli l’ha attraversato il Ponte Vecchio, ma avendo vissuto lì credo di sì!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *