San Sebastiano di Sandro Botticelli: analisi completa dell’opera

Sandro Botticelli ha realizzato alcune delle opere più importanti della storia dell’arte moderna: tra i suoi lavori più popolari, possiamo ricordare senza dubbio la Nascita di Venere, ma ci sono altrettanti lavori poco conosciuti che meritano menzione, come ad esempio le due versioni di Sant’Agostino nello Studio, che mostrano l’evoluzione dello stile di Botticelli. Oggi andremo a conoscere tutti i dettagli relativi al San Sebastiano.

Il San Sebastiano Botticelli è un lavoro molto importante, e qui potrete leggere la storia, la descrizione dell’opera, lo stile, ed ovviamente conoscere la data di produzione, le dimensioni ed il luogo di conservazione attuale della tempera su tavola di Sandro Botticelli.

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“San Sebastiano” Sandro Botticelli

Data di realizzazione: 1473

Dimensioni: 195 x 100 cm

Dove si trova: Gemäldgalerie, Berlino

Secondo il primo storico dell’arte in assoluto, ovvero Giorgio Vasari, questo lavoro era appeso ad uno dei pilastri della chiesa di Santa Maria Maggiore a Firenze.

Non abbiamo ulteriori informazioni su come il quadro successivamente sia arrivato a Berlino, dov’è tuttora conservato.

In origine, questa tempera su tavola era incorniciata, e proprio sulla cornice, era riportata la data di realizzazione dell’opera.

Secondo lo studioso Alessandro Cecchi, questo San Sebastiano Botticelli probabilmente venne realizzata entro il 20 del mese, giorno dedicato al ricordo di San Sebastiano.

Al centro dell’opera troneggia la figura di San Sebastiano, legato ad un palo, mentre alcune frecce lo uccidono e lo martirizzano.

Alle spalle si erge un paesaggio naturale con alcune strutture; l’orizzonte è ribassato, e grazie a questa scelta, la figura di San Sebastiano appare molto più grande e domina tutta la composizione.

Il protagonista, legato al palo, appoggia i propri piedi su due radici di albero tagliate; la scelta di Botticelli, di voler rappresentare San Sebastiano quasi “sospeso” per aria, è da collegare all’influenza della filosofia neoplatonica.

Secondo l’Accademia neoplatonica, la realtà era divisa in due parti: il divino e la materia inerte; l’uomo, con la ragione, poteva giungere a contemplare il divino, ma se guidato unicamente dal proprio istinto e perseguendo solo dei beni materiali, poteva allontanarsi dal mondo divino.

Rappresentando San Sebastiano quasi sospeso dell’aria, Botticelli stacca il santo dalla “bassezza” del mondo quotidiano, avvicinandolo invece al mondo divino (come si può notare anche dalla luce che giunge dai lati dell’opera); inoltre, questa scelta mette in risalto la concezione che gli uomini non avevano appreso, o meglio, rifiutato, gli ideali di cui si era fatto portatore il santo.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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