Sacra Famiglia Canigiani di Raffaello Sanzio: analisi completa del quadro

Proseguiamo ancora ua volta il nostro viaggio tra le bellissime opere di Raffaello Sanzio, leggendario artista del Cinquecento, il quale è stato uno dei più grandi pittori della storia dell’arte moderna ed è stato anche uno dei più imitati e studiato in assoluto. Il quadro che andremo a studiare oggi è intitolato “Sacra Famiglia Canigiani”.

All’interno di questo articolo trovate tutti i dettagli inerenti a questo lavoro di Raffaello, ma se volete saperne di più riguardo a questo artista, qui sotto trovate una vasta selezione di libri che potrebbero fare al caso vostro.

Sacra Famiglia Canigiani Raffaello Sanzio analisi

“Sacra Famiglia Canigiani” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1507

Dimensioni: 131 x 107 cm

Dove si trova: Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

Prima di tutto parliamo della storia relativa all’arrivo di questa tela in Germania. L’opera è stata realizzata per il fiorentino Domenico Canigiani (da cui il nome del quadro) e successivamente andò a finire all’interno della collezione dei Medici, i quali la donarono a Giovanni Guglielmo del Palatinato e sua moglie per il loro matrimonio. Da qui giunge a Düsseldorf, fino a che, nel 1801, per evitare i furti artistici che Napoleone stava perpetuando con le sue campagne militari, la tela venne trasferita a Monaco, dove si trova ora.

Adesso passiamo all’analisi stilistica dell’opera. I protagonisti della tela sono la Sacra Famiglia con l’aggiunta di Elisabetta e Giovanni Battista; tutti i personaggi formano una composizione piramidale, dove è lo stesso Giuseppe a rappresentare il culmine di questa piramide. La forte importanza che viene data al padre terreno di Gesù è dovuta al fatto che nel XVI secolo il culto legato alla sua figura stava guadagnando una popolarità sempre maggiore.

Le figure sono molto complesse nei loro movimenti e sembrano tutte legate tra loro in un’unione geometrica e raffinata (basti guardare Gesù e Giovanni Battista che giocano tra loro); allo stesso tempo vi sono gli sguardi di tutti i personaggi che fungono da collegamento reciproco tra loro.

Nonostante l’opera sia di forte impatto religioso, Raffaello riesce a trasformare la scena rendendola familiare e dolce tramite la gestualità e gli sguardi citati precedentemente. Il paesaggio, infine, sembra ricordare quello del mondo veneto e i colori utilizzati sono molto brillanti e accesi.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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