Rome, from Mount Aventine di William Turner: analisi completa del quadro

Protagonista dell’articolo di oggi è un panoramico quadro di William Turner, pittore dell’Ottocento passato alla storia per la realizzazione di molti quadri spettacolari aventi per soggetto diverse ambientazioni. Abbiamo potuto apprezzare l’interesse storico da parte di Turner pittore grazie all’analisi del quadro War. The Exile and the Rock Limpet, dove, protagonista della tela era il famoso Napoleone Bonaparte. Il quadro che andremo a studiare oggi ha per soggetto Roma, ed è intitolato “Rome, from Mount Aventine”.

In questa lettura, potrete trovare tutte le informazioni legate a questo spettacolare quadro di William Turner; parleremo di data di realizzazione, dimensioni, luogo di conservazione e successivamente realizzeremo una descrizione approfondita della stessa tela del famoso pittore inglese.

Roma dal monte Aventino Turner

“Rome from Mount Aventine” William Turner

Data di realizzazione: 1835

Dimensioni: NON DEFINITE

Dove si trova: Collezione privata

L’opera è stata commissionata da un amico di William Turner, ovvero Hugh Andrew Johnstone Munro di Novara, il quale viaggiò insieme al pittore durante i tour dove il pittore britannico realizzò molte bozze che poi tramutò in delle vere e proprie opere d’arte successivamente.

Questo “Rome, from Mount Aventine”, (traducibile in italiano in “Roma, dal Monte Aventino”), è stato realizzato da William Turner nel 1835, l’anno successivo è stato presentato all’Accademia e senza dubbio è uno dei quadri più interessanti e dettagliati presenti nella produzione dell’artista britannico. Abbiamo poche informazioni sul passaggio di proprietà tra i vari collezionisti di questa tela: sappiamo che nel 1878, questa tela è stato acquistato dal quinto Earl di Rosebery, che successivamente divenne Primo Ministro. Da quella data, il quadro non è stato spostato, se non per arrivare presso la popolare casa d’aste Sotheby’s, per poi essere venduto nel 2014 ad un acquirente per per 30.3 milioni di sterline.

Nella tela, Turner riesce a catturare le prime luci del mattino, dove i raggi del sole, oltre ad illuminare la scena, riesce a disperdere completamente la nebbia proveniente dal Tevere. La luce dell’alba avvolge Roma in una tonalità dorata. Ogni dettaglio della città è realizzato in modo superbo: sulla sinistra si vedono alcune navi ancorate, mentre altre stanno già navigando; aguzzando la vista si può osservare sulla destra i contorni di Villa Madama, dove sono presenti innumerevoli lavori di Raffaello Sanzio. Al centro della composizione si trova il Ponte Emilio, al limite tra visibile e invisibile, a causa della nebbia che avvolge tutta la città; alla destra del ponte è possibile notare il Campidoglio, proprio quasi all’orizzonte, e proprio nelle vicinanze si ergono alcuni dettagli dei Fori Romani e del Circo Massimo.

La scelta di Turner di voler rappresentare Roma all’alba, allude simbolicamente alla rinascita della città dopo gli anni d’oppressione e tirannia propugnati da Napoleone Bonaparte in precedenza.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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