Ritrovamento di Vulcano

Piero di Cosimo - Ritrovamento di Vulcano

Autore: Piero di Cosimo

Anno: 1409

Destinatario: Francesco del Pugliese

Vulcano, il Dio fabbro degli antichi romani, ebbe una vita molto complicata, fin dall’infanzia. Appena nato infatti, venne gettato giù dall’Olimpo a causa della sua gamba storpia. Un Dio con un handicap era ineccepibile tra gli Olimpici, così si decise di scagliarlo giù dal tempio sacro, cadendo sulla Terra. Qui, vi sono diverse tradizioni riguardo la sua vita, tra cui la storia del suo valore di fabbro che lo portarono a tornare presto sull’Olimpo per le sue ottime qualità.

Quadri sulle divinità venivano realizzati fin dai tempi più antichi, ma anche Piero di Cosimo ha realizzato diversi pannelli con protagonista Vulcano.

Dai primi studi che si effettuarono su questo pannello, ci furono innumerevoli ipotesi che vennero prese in considerazione, e tra queste una sembrava proprio quella giusta, anche se non lo era. Tale ipotesi designava il pannello come una rappresentazione del mito di Ila, lo scudiero di Eracle, il quale nelle Argonautiche, venne rapito dalle ninfe Naiadi attraverso uno specchio d’acqua per la sua bellezza e lì sarebbe rimasto per sempre.

Tale concezione in seguito però risultò essere pesantemente erronea.

Elementi nel quadro

Vulcano/Ila

– Vulcano/Ila, è la figura centrale, il ragazzino disorientato che ha un’aria particolarmente distante. Viene rappresentato nudo, come esaltazione della gioventù. Per molto tempo è stato ipotizzato che questo fosse Ila, lo scudiero di Eracle, ma in realtà è il dio Vulcano.

Naiadi

– Donne/Naiadi, sono le figure che circondano il ragazzo. Tutte sembrano essere appartenenti alla stessa tribù, e hanno un’atteggiamento molto sorpreso davanti al ragazzo, quando in realtà dovrebbe essere una sorta di colluttazione se si vuol dar credito alla teoria del rapimento di Ila.

Analisi

Il quadro, giunti a questo punto, si può asserire che non riguarda il rapimento di Ila. Diversi sono gli elementi che discreditano questa tesi, come l’aspetto del giovane, il quale non rappresenta assolutamente un ragazzo bello e forte, anzi sembra avere addirittura una gamba offesa (proprio come Vulcano).  In seguito, le donne che circondano il giovane ragazzo dovrebbero aggredirlo, e invece sembrano essere stupite dall’arrivo di questa misteriosa figura. Queste donne infatti stavano semplicemente svolgendo le loro mansioni quando, invece sono state turbate da questa “apparizione“.
Stando ai testi antichi come “Le Metamorfosi” di Ovidio, o il “Mythographus” di Fulgencio, questo quadro non è altro che la rappresentazione della caduta di Vulcano sulla terra e del seguente allevamento da parte delle donne, che lo hanno cresciuto fino all’età adulta.
Secondo altre tradizioni, Vulcano venne cresciuto letteralmente “…Ab sinthium”, e stando alle varie traduzioni il termine potrebbe indicare o le scimmie o la stessa pianta di assenzio.
Potrà sembrare assai strano, ma la versione delle scimmie avrà grandissimo successo tra diversi scrittori, e proprio tra questi emerge il nome di Boccaccio.

Significato

La rappresentazione da parte di Piero di Cosimo mette in primo piano l’interesse da parte dell’artista delle tematiche pagane e delle vicende mitologiche tipiche di tale filone religioso. Attraverso la figura di Vulcano molti critici di arte, tra cui spicca il celebre Erwin Panofsky, ha sviluppato una teoria secondo cui il dio fabbro sia stato un maestro fondamentale per l‘evoluzione dell’uomo, donandogli gli elementi fondamentali per sopravvivere nella preistoria e per evolversi, cosi come si nota in un’ulteriore opera di Piero, Vulcano ed Eolo maestri dell’umanità, in cui l’evoluzionismo è presentato in aspetti più che positivi, ovvero progresso come forza.

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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