Ritratto di un giovane uomo di Raffaello Sanzio: analisi completa del quadro

Ed anche oggi proseguiamo il nostro viaggio tra le belle opere di Raffaello, il quale ci ha accompagnato per molte settimane, e nei prossimi giorni senza dubbio, giungeremo a termine di questo lungo cammino che ci ha permesso di scoprire da vicino tanti lavori di questo maestro del Cinquecento, ma anche tanti lavori minori che hanno contribuito a farci capire meglio lo stile di questo grande artista. Nell’articolo odierno, andremo a scoprire tutti i dettagli su un interessante lavoro, intitolato “Ritratto di un giovane uomo”.

In questo articolo troveremo l’interessante storia legata alla trasmissione e alla perdita dell’opera, per poi passare direttamente all’analisi stilistica del lavoro.

Ritratto di un giovane uomo Raffaello Sanzio analisi

Data di produzione: 1513-1514

Dimensioni: 72 x 56 cm

Dove si trova: ???

Abbiamo relativamente pochissime notizie riguardo la commissione del lavoro, se non che questo lavoro è stato portato dal Principe Adam Jerzy Czartoryski in Russia dopo l’acquisto effettuato in uno dei suoi viaggi in Italia nel 1798.

La storia della trasmissione dell’opera è davvero molto interessante. Nel Cinquecento sappiamo poco e nulla di come l’opera sia passata da un proprietario ad un altro; il punto interessante della storia di questo quadro è legato al 1939, quando ci fu l’invasione da parte dei Nazisti in Polonia.

Il Principe Augustyn Jôzef Czartoryski, per evitare il furto di tante opere da parte della Germania, prese diversi quadri dal Czartoryski Museum e li nascose (tra questi c’era anche il “Ritratto di un giovane uomo”). Nonostante gli sforzi, le opere furono trovate dalla Gestapo, guidata da Hans Frank, il quale anche dopo la fine dell’impero nazista, riuscì a salvare molte opere e le portò con se in Cracovia, presso il Wawel castel; questa fu l’ultima vera occasione in cui fu visto il lavoro di Raffaello.

Successivamente, Frank venne catturato e giustiziato dagli Americani e nella collezione delle opere non si trovò il ritratto di Raffaello, insieme ad altre 843 opere.

Anche se la località dell’opera è ignota, possiamo comunque effettuare un’analisi stilistica grazie alle informazioni che ci sono pervenute. L’identità del soggetto è ancora materia di studi, ma gran parte della critica vede in questo ragazzo lo stesso Raffaello Sanzio in un autoritratto, anche se i tratti del viso sono stati modificati e resi più femminili.

L’abbigliamento composto da una grande pelliccia color marrone, che quasi si confonde con i lunghi capelli, contribuisce a dare un forte senso di nobiltà al soggetto, e tale sensazione è amplificata dalla posizione composta del ragazzo.

Alle spalle del soggetto c’è un muro ed una piccola finestra sulla destra, che lascia intravedere uno scorcio naturale ed in grande lontananza giusto qualche edificio; purtroppo le informazioni sono molto povere e non è possibile riconoscere una precisa area dell’Italia in questo lavoro. La gamma di colori utilizzati rimandano al mondo della terra, proprio come in altri lavori di Raffaello o anche le opere di Leonardo da Vinci.

A proposito di Leonardo, in questo quadro si possono cogliere diverse somiglianze anche con quello che da molti è considerato il suo più grande capolavoro, ovvero “La Gioconda”. Molti pensano che la donna ritratta da Leonardo in effetti non sia altro che un autoritratto dello stesso artista immaginato come una donna, proprio come avrebbe fatto Raffaello in questo quadro.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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