Ritratto di Gustave Geffroy di Cézanne: analisi completa del quadro

Torniamo ancora una volta in compagnia dei quadri di Paul Cézanne, e dopo aver visto un’opera avente per soggetto una natura mortaoggi invece scopriremo tutto quello che c’è da sapere sul quadro intitolato Ritratto di Gustave Geffroy. Come al solito, all’interno di questo articolo vedremo tutti i dettagli dell’opera, la storia, dove si trova e la tecnica utilizzata.

Ritratto di Gustave Geffroy Cézanne analisi

Data di produzione: 1895

Dimensioni: 110 x 89 cm

Dove si trova: Musée d’Orsay, Parigi

Per prima cosa cerchiamo di capire per bene chi è il soggetto rappresentato all’interno dell’opera e che rapporto aveva con il pittore; Gustave Geffroy era un critico d’arte che aveva scritto nel 1894 un articolo positivo nei confronti di Cézanne, che fino a quel momento era stato discriminato e surclassato con commenti negativi.

Apprezzando molto questo gesto, tra i due comincia una corrispondenza letteraria e alla fine il pittore per ringraziare ancora una volta questo giornalista che aveva continuato a scrivere in modo positivo nei suoi confronti, decide di realizzare un ritratto di quest’ultimo.

Dopo essersi messi d’accordo, decidono di realizzare quest’opera all’interno dello studio che questo giornalista aveva a Parigi. Passano tre mesi e verso la fine della lavorazione, Cézanne decide di abbandonare il progetto e scappa via nella sua casa che si trovava ad Aix-en-Provence; in una lettera che aveva scritto al suo amico Claude Monet, affermava di non essere felice del risultato che stava ottenendo per tale lavoro e dopo innumerevoli crisi psicologiche aveva deciso di abbandonare questo compito.

Su questo misterioso abbandono si sono fatte molte ricerche e studi approfonditi e si è giunti alla conclusione che probabilmente il distacco tra il pittore e il giornalista è stato causato da delle incomprensioni su temi di vario genere, che spaziavano dalla pittura fino alla possibile opinione divergente anche su temi più pregnanti, come la religione.

Il ritratto di Gustave Geffroy, dopo la morte di Cézanne è stato completamente rivalutato e come altre sue opere è stato considerato un elemento di interconnessione tra il movimento impressionista e quello cubista: in particolare attraverso degli studi approfonditi sulla composizione è possibile notare che Cézanne avrebbe prima di tutto dipinto tutta l’area spaziale, mentre avrebbe lasciato in ultima istanza il volto e le mani del soggetto. Il soggetto è centrato ed è circondato da tantissimi elementi decorativi, come ad esempio i libri, le figurine e anche gli scaffali, tutti posti in modo vario, al fine di dare una sensazione di movimento all’interno della composizione.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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