Il rimorso di Oreste di William-Adolphe Bouguereau: analisi completa dell’opera

Dopo aver terminato il nostro lungo viaggio tra le principali opere di Raffaello Sanzio, adesso cominciamo un altro cammino in compagnia di un ulteriore artista: William-Adolphe Bouguereau. Quest’uomo è vissuto diversi secoli dopo rispetto a Raffaello e le sue opere sono sostanzialmente differenti, molto vicine ai lavori di Jacques-Louis David ma anche alle tematiche dello stesso Sanzio. Il primo lavoro che andiamo a studiare è intitolato “Rimorso di Oreste”.

In questo articolo troverete tutti i dettagli relativi al suddetto lavoro, partendo prima dalla data di produzione, successivamente scopriremo altri elementi interessanti, come le dimensioni ed anche il luogo dov’è conservato attualmente il dipinto, per poi concludere il tutto con una rapida analisi stilistica.

Il rimorso di Oreste William-Adolphe Bouguereau analisi

“Il rimorso di Oreste” William-Adolphe Bouguereau

Data di produzione: 1862

Dimensioni: 227 x 278 cm

Dove si trova: Chrysler Museum of Art, Virginia

L’opera fa riferimento alle tre tragedie collegate tra loro, intitolata “Orestea” e scritta da Eschilo, grandissimo tragediografo greco vissuto nel quinto secolo Avanti Cristo. Riassumendo brevemente il contenuto dei tre libri la sinossi è la seguente: Agamennone, partito per la guerra, per propiziarsi il viaggio, sacrifica agli Dei la figlia Ifigenia. Al ritorno dalla guerra, la moglie di Agamennone, Clitemnestra, uccide il marito e comincia a governare con il suo amante Egisto. Nella seconda tragedia, il figlio di Agamennone, Oreste, architetta un piano per vendicare il padre, ed alla fine uccide Clitemnestra.

Uccisa la madre, Oreste viene perseguitato dalle Furie, le quali lo tormentano poiché rappresentano la rabbia ed il desiderio di vendetta da parte dei defunti. Il momento che Bouguereau rappresenta nel quadro è proprio il momento in cui Oreste elimina sua madre, la quale, ancora straziata dal dolore lascia intravedere il coltello, mentre il ragazzo ha un’espressione terrorizzata, mentre cerca di zittire le voci insistenti delle Furie, qui personificate come tre sorelle con dei serpenti tra i capelli.

Le Furie danno contro ad Oreste, ed indicano Clitemnestra appena uccisa, cercando di intensificare il senso di colpa del ragazzo, rendendolo quasi pazzo. Una forte fonte di luce esterna intensifica i colori utilizzati, mettendo in risalto il rosso della veste di Clitemnestra e anche il leggero azzurro della veste di una delle Furie. Le espressioni sono il centro focale di tutta la composizione: abbiamo la rabbia delle Furie, il dolore di Clitemnestra ed il terrore di Oreste.

Alle spalle del gruppo di personaggi si vede poco e nulla, quasi come se l’azione fosse settata in un luogo sconosciuto: tale artificio viene spesso utilizzato dagli artisti per dare maggiore centralità ai personaggi e all’evento rappresentato.

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. Giorgio Ottaviani ha detto:

    Meriti un sincero elogio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.