Resurrezione di Piero della Francesca: analisi completa dell’opera

Scopriamo oggi uno dei più importanti capolavori di Piero della Francesca, il quale, indiscutibilmente ha donato alla storia dell’arte moderna italiana un gran numero di lavori che ha gettato le basi per molti artisti che successivamente avrebbero seguito le sue orme. Dopo aver analizzato a fondo il misterioso e allo stesso tempo, eccezionale quadro intitolato “Flagellazione di Cristo”, adesso andremo a scoprire da vicino l’affresco intitolato “Resurrezione”.

All’interno di questo post, troverete tutti i dettagli che riguardano tale affresco, che da molti viene considerato come il più popolare lavoro in assoluto di Piero della Francesca. Prima di tutto, scopriremo nel dettaglio la storia di “Resurrezione”, e successivamente effettueremo un rapido commento all’opera per avere un resoconto chiaro di tale lavoro.

Resuurezione Piero della Francesca analisi

“Resuurezione” Piero della Francesca

Data di produzione: 1450-1463

Dimensioni: 225 x 200 cm

Dove si trova: Museo Civico, Sansepolcro

La data certa di realizzazione di questo affresco di Piero della Francesca è ancora oggetto di numerosi studi, ma tradizionalmente lo si colloca tra il 1450 ed il 1463, quando il pittore si trovava ad Arezzo e stava completando gli affreschi delle “Storie della Vera croce”.

Nei secoli che successero, la Resurrezione Piero della Francesca ebbe una fortuna alterna: apprezzata fin da subito e poi dimenticata, fino al diciannovesimo secolo, durante il quale ci fu un progressivo interesse da parte di molti storici inglesi per l’arte italica del Quattrocento; anni dopo, anche il pittore impressionista Edgar Degas, si recò dapprima ad Arezzo e poi a Sansepolcro per ammirare le opere di Piero della Francesca e successivamente realizzare per conto suo, come “Semiramide alla costruzione di Babilonia” ed anche “Giovani spartane”, che compongono la sua celebre carriera artistica.

Dopo aver riassunto brevemente la storia della “Resurrezione” di Piero della Francesca, ora proseguiamo effettuando una descrizione approfondita dell’opera: il soggetto è Cristo risorto dopo la sua morte, il quale si alza dal luogo dove era conservato il suo cadavere, mentre attorno a lui quattro esponenti dell’esercito romano stanno dormendo. Cristo viene rappresentato in posizione eretta e con in mano un vessillo che riporta l’insegna dei crociati; la stessa figura di Cristo, posta al centro della composizione, divide in due parti il paesaggio: sulla sinistra troviamo un luogo morto, assimilabile alla stagione invernale, mentre sulla destra invece la vita e probabilmente uno scorcio estivo.

I due scorci stagionali presenti in Piero della Francesca Resurrezione, sono una semplice allegoria del ciclo della vita, presente anche in altre opere di artisti contemporanei di Piero della Francesca. Il già citato vessillo dei crociati che Cristo trattiene nella sua mano è molto interessante, poiché probabilmente è un richiamo al regno di Gerusalemme ed al relativo insieme di leggi utilizzate al tempo, che erano chiamate “Lettere dal Santo Sepolcro”, ed indicano una sorta di continuazione delle scelte che venivano effettuate nella sede del governo della città.

Altro tema molto importante all’interno di quest’opera è senza dubbio il contrasto tra veglia e sonno, dove nella parte inferiore gli uomini hanno bisogno di riposo, mentre Cristo Divinità è sempre vigile. Tra gli uomini che stanno dormendo ai piedi del sarcofago di Cristo, proprio dove cade l’asta del vessillo trattenuto dal Salvatore, si trova un uomo vestito con un abito verde/marrone: non è altro che un autoritratto di Piero della Francesca. Il fatto che l’asta del vessillo cada proprio dove si trova lui non è un fatto casuale: può indicare o un collegamento con Dio che porta ispirazione all’artista, o anche una sorta di supporto nelle decisioni che lo stesso Piero doveva prendere (Piero della Francesca lavorò per la città più volte).

Molto interessanti i colori utilizzati in questa “Resurrezione”: concentrando la nostra attenzione sulle vesti dei soldati, è possibile notare che i colori dei loro indumenti si alternino tra un soggetto ed un altro (mentre uno ad esempio, indossa un berretto rosso ed una veste verde chiaro, l’altro, invece indossa un mantello rosso e l’altro ancora un berretto verde).

Infine, è molto interessante la “cornice” dell’opera: tutto il quadro sembra ambientato in un’apertura immaginaria, che viene confinata dalla presenza di due colonne antiche, un basamento ed un’architrave.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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