Resurrezione di Cristo di Raffaello Sanzio: analisi completa del quadro

Proseguiamo anche oggi nel nostro viaggio in compagnia delle bellissime opere di Raffaello Sanzio, il quale, attraverso un semplice percorso di analisi tra le sue opere più famose, stiamo imparando a conoscere, studiando i suoi punti di forza e le peculiarità che lo hanno reso uno degli artisti più apprezzati nel mondo dell’arte moderna. Il quadro che andremo ad analizzare oggi è chiamato “Resurrezione di Cristo”.

All’interno di questo articolo troverete una breve analisi stilistica dell’opera e anche una storia della sua commissione. Come abbiamo fatto anche per tutti gli altri quadri di Raffaello, qui sotto vi rinnoviamo una buona selezione di libri che potrebbe interessarvi nel caso voleste saperne di più su questo artista del Cinquecento.

Resurrezione di Cristo Raffaello Sanzio analisi

“Resurrezione di Cristo” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1499-1502

Dimensioni: 52 x 44 cm

Dove si trova: São Paulo Museum of Art, São Paulo

L’opera è intitolata anche “La Resurrezione Kinnaird”, il cui nome è legato ovviamente ad un vecchio proprietario dell’opera. Facendo riferimento alla data di produzione, quasi sicuramente questo è uno dei primi lavori dell’artista, ma alcuni studiosi pensano che questo possa essere un frammento della Pala Baronci, un altro importante lavoro di Raffaello, la quale purtroppo è rimasta particolarmente danneggiata da un terremoto del 1789. “Resurrezione di Cristo” oggi è conservato presso il São Paulo Museum of Art, dopo che nel 1954 il direttore del museo al tempo decise di aggiungere quest’opera alla collezione presente nell’edificio e rendendo così questo lavoro di Raffaello l’unico presente all’interno dell’emisfero australe.

Come abbiamo già detto, probabilmente questo è uno dei primi lavori in assoluto del Sanzio, il quale già lascia trapelare alcune caratteristiche del suo stile che si discosta pian piano da quello del suo maestro, Piero Perugino.

Analizzando il quadro è possibile notare che tutti i personaggi presenti all’interno della scena sono connessi da una complessa geometria, quasi come se si trattasse di una scenografia studiata e tutti i personaggi fossero stati messi in posa.

Guardando più da vicino la posizione di questi personaggi non sono assolutamente statici, anzi al contrario sembra quasi che stiano per prendere vita; quest’ultima caratteristica senza dubbio lascia trapelare l’influenza del Pinturicchio nei primi anni di pittura di Raffaello.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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