Resurrezione di Cristo di Raffaello Sanzio: Un Lavoro di Gioventù Conservato in Brasile

“Resurrezione di Cristo” Raffello Sanzio
Data di Realizzazione1501-1502
Dimensioni42 x 44 cm
TecnicaOlio su Tavola
Dove si TrovaMuseu de Arte de São Paulo, San Paolo del Brasile
Informazioni Resurrezione di Cristo Raffaello

Elementi Chiave

  • L’opera è chiamata anche Resurrezione Kinnaird (il nome è dovuto ad uno dei proprietari dell’opera)
  • Forse era una parte della pala di San Nicola da Tolentino, la 1° commissione documentata di Raffaello, ma la pala è stata colpita da un terremoto nel 1789 e tutti i frammenti sono dispersi tra i musei in Europa
  • È una composizone con dettagli drammatici, soprattutto nelle reazioni dei guardiani. Questo stile è contrario alla pacatezza tipica del maestro di Raffaello, il Perugino
  • È una composizione caratterizzata da una geometria ideale con tutti i protagonisti collegati tra loro come se ci fosse una coreografia
  • È l’unica opera di Raffaello conservata nell’emisfero australe

Storia

Non sappiamo con certezza quando è stata realizzata la Resurrezione di Cristo Raffaello.

Ma è molto probabile che si tratta di un lavoro che ha fatto da giovane, forse tra il 1499 ed il 1503.

Purtroppo sull’artista ci sono poche informazioni riguardo i suoi lavori, e questo è uno dei più complicati.

Date le sue dimensioni ridotte (parliamo di 52 x 44 cm), forse fa parte di una predella che doveva completare una pala d’altare commissionata al maestro di Raffaello, Pietro Perugino.

C’è anche chi pensa, però, che possa trattarsi di un lavoro privato realizzato solo da Raffaello.

Ora ti spiego com’è arrivata in Brasile:

  • Nel 1955 lo studioso William Suida trova delle iscrizioni sul retro dell’opera dove riconosce il nome di Gioacchino Mignanelli, il quale era un membro di una famiglia di Siena (forse è stato lui il 1° proprietario dell’opera)
  • Nel 1880 ritroviamo l’opera nella collezione di Lord Kinnaird (da qui il nome Resurrezione Kinnaird)
  • Nel 1946 si trova in catalogo della casa d’aste Christie’s, dove viene venduto ad un collezionista privato
  • Nel 1954 viene rimessa in vendita e lì l’acquista il Museu de Arte de São Paulo, dove si trova oggi

Attribuzione

Lo studioso Roberto Longhi la Resurreizone Raffaello farebbe parte della già citata Pala di San Nicola da Tolentino, la quale è stata distrutta in tanti frammenti da un terremoto.

L’ipotesi dello studioso riguardo l’attribuzione del lavoro a Raffaello potrebbe essere giusta.

C’è un lavoro del suo maestro Perugino, intitolato Resurrezione di Cristo (oggi conservata ai Musei Vaticani) dove ci sono diverse somiglianze.

“Resurrezione di Cristo” di Raffaello (Sinistra) e “Resurrezione di Cristo” del Perugino (Destra)

In questo caso Raffaello si è limitato a reinterpretare la composizione del maestro (cosa che rifarà anche nello Sposalizio della Vergine).

Nel corso degli anni il Sanzio modificherà il proprio stile, spostando i suoi interessi su movimento e composizione dell’opera, allontanandosi sempre più dalla tecnica del Perugino.

A confermare che questa Resurrezione di Cristo sia stata fatta da Raffaello ci pensano 3 disegni preliminari (2 dei quali sono conservati all’Ashmolean Museum di Oxford ed un altro alla Biblioteca Oliviariana di Pesaro) che raffigurano dei guardiani e Cristo poi ritratti nell’opera finale.

Disegni preparatori dell’opera di Raffaello

Descrizione

“Resurrezione di Cristo” Raffello Sanzio

Gesù è nella parte alta della scena, al centro della composizione.

Sotto di lui c’è un sarcofago decorato con dei delfini d’oro.

Particolare del sarcofago

Gli uomini di guardia alla tomba non riescono a credere ai loro occhi, ed il loro stupore è tale che assumono posizioni spaventate davanti alla visione di Cristo in cielo.

Particolare dei guardiani

Quest’ultimo, al contrario, ha un’espressione tranquilla.

Particolare di Gesù

L’opera è caratterizzata da una eccellente composizione geometrica:

  1. Rettangolo centrale della tomba si espande in uno più grande che arriva a comprendere anche i 4 guardiani
  2. La posizione in diagonale del coperchio del sarcofago traccia delle linee che uniscono i personaggi nella parte inferiore della composizione
  3. C’è un ritmo verticale nella scena che si conclude nella figura di Cristo, supportato dai gesti dei guardiani e degli angeli (come se tutto fosse un unico movimento)
Particolare della geometria dell’opera

E poi – anche se l’opera è piccola – la disposizione dei personaggi è tale da dare l’illusione che lo spazio sia molto più grande.

Guarda in guardiano a destra in piedi in secondo piano. È in una posizione particolare: una gamba è all’indietro, con il braccio opposto indica verso l’alto e la testa è rivolta verso Cristo. Con tutti questi dettagli riporta la nostra attenzione al protagonista dell’opera, Gesù.

Particolare di un guardiano

Raffaello propone una rappresentazione di Cristo antica, statica, molto simile a quelle presenti in epoca paleocristiana.

Molti artisti nel Rinascimento realizzano opere su questo soggetto, ma nel caso di Raffaello c’è una piccola curiosità.

Questa è l’unica opera sulla Resurrezione di Cristo realizzata da Raffaello nel corso della sua vita. È vero che poi ha ricevuto anche un incarico da Agostino Chigi per realizzare una versione notturna di questa scena, ma l’artista è morto a 37 anni all’improvviso e non ha potuto realizzarla. Di quel lavoro ci sono rimasti soltanto alcuni studi.

 

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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