Ragazzo morso da un ramarro di Caravaggio: analisi completa dell’opera

Oggi voglio parlarti di un quadro di Caravaggio di grande interesse. Sai bene che Michelangelo Merisi è uno degli artisti più conosciuti e prolifici della storia dell’arte moderna, ed i suoi lavori sono tra i più popolari al mondo. In questo articolo, voglio parlarti nel dettaglio dell’opera intitolata Ragazzo morso da un ramarro.

Leggendo questo post, conoscerai tutto a proposito di questo quadro Caravaggio: data di realizzazione, chi ha commissionato questa composizione, dimensioni, luogo di conservazione e tante altre informazioni che ti permetteranno di conoscere ogni particolare dell’opera.

Ragazzo morso da un ramarro Caravaggio Londra Firenze analisi

“Ragazzo morso da un ramarro” Caravaggio (a sinistra, versione di Londra; a destra, versione di Firenze)

Data di produzione: 1593-1594 (National Gallery)/ 1594-1596 (Fondazione Roberto Longhi)

Dimensioni: 66 x 49,5 cm (National Gallery)/ 65 x 52 cm (Fondazione Roberto Longhi)

Dove si trova: National Gallery, Londra/ Fondazione Roberto Longhi, Firenze

Prima di procedere oltre, devi sapere che quando parliamo del quadro con il ragazzo ed il ramarro, esistono due versioni differenti, realizzate sempre da Caravaggio: una venne dipinta tra il 1593-1594, e conservata attualmente alla National Gallery, mentre l’altra è del 1594-1596 e si trova alla Fondazione Roberto Longhi di Firenze.

Partiamo prima di tutto dalla storia della commissione di questo quadro: non ci sono informazioni a sufficienza che permettano di delineare l’esatto periodo in cui Caravaggio ha dipinto queste due tele.

A tal proposito, gli studiosi propendono per due teorie differenti:

  • C’è chi ritiene che Caravaggio abbia dipinto questo lavoro mentre era ospite del Monsignor Pandolfo Pucci
  • Altri ritengono che l’opera possa essere nata quando Caravaggio decise di allontanarsi dalla bottega del Cavalier d’Arpino, con il quale, negli ultimi tempi, non aveva un ottimo rapporto.

Mettiamo per un momento da parte queste due teorie. Devi sapere che c’è un collegamento molto importante tra le due tele di Caravaggio ed uno studio che lo stesso artista ha effettuato a proposito del Trattato di Pittura di Leonardo da Vinci: in questo documento, venivano descritti minuziosamente innumerevoli studi di fisiognomica, con grande interesse a proposito delle espressioni facciali ed i loro significati.

Proprio a proposito dell’espressione di questo ragazzo morso dal ramarro, devi sapere che esiste un precedente disegno di Sofonisba Anguissola del 1554, la quale ritrasse un Bambino morso da un granchio.

Sofonisba Anguissola Ragazzo morso da granchio

“Ragazzo morso da un granchio” Sofonisba Anguissola

In questo schizzo, la pittrice cremonese si concentra soprattutto sul pianto del bambino, rendendolo molto realistico; può darsi che Caravaggio abbia potuto vedere questo disegno nella bottega del Cavalier d’Arpino, e basandosi sull’esempio di Sofonisba, abbia reso la scena ancor più formidabile aggiungendo il movimento dovuto allo spavento del ragazzo.

Adesso ti spiego qualcosa in più di questo quadro di Caravaggio ramarro: a primo impatto, salta immediatamente all’occhio il notevole gioco di luce ed ombre, che mette in risalto molti degli oggetti di scena; grazie a questo artificio puoi notare le gocce di rugiada, i petali, il vetro trasparente ed addirittura il piccolo riflesso della finestra sulla brocca in basso a destra.

Particolare brocca acqua ragazzo morso da un ramarro Caravaggio analisi

Particolare della brocca d’acqua

La luce è la caratteristica fondamentale di questo lavoro: ciò dimostra l’influsso delle opere della scuola fiamminga, ed inoltre, costituisce un notevole passo in avanti nell’utilizzo dell’illuminazione nei quadri del ‘600.

L’illuminazione investe il ragazzo partendo dalle spalle, in modo casuale: ogni oggetto presente nella scena “reagisce” in modo differente davanti ad ogni elemento che compone la scena.

I pittori antecedenti a Caravaggio, non utilizzarono mai l’illuminazione come ha fatto Michelangelo Merisi: nelle loro scene, infatti, la luce proveniva direttamente dai protagonisti, come se fossero circondati da una sorta di alone.

La bellezza dell’opera non si ferma solo agli oggetti di scena: guarda il ragazzo rappresentato nell’operaavrai immediatamente notato che indossa delle vesti ben lontane da quelle che si portavano nel ‘600.

L’abbigliamento del ragazzo ricorda molto che quello degli eroi dell’antica Grecia; la sua espressione, però, è tutto, fuorché eroica. Il forte spavento del giovane è causato dal morso di un ramarro, il quale si annidava silenziosamente, tra gli innumerevoli oggetti presenti nella scena.

Particolare ramarro Caravaggio analisi

Particolare del ramarro

È proprio il morso dell’animale ad essere fondamentale: simbolicamente, questa azione rappresenta la delusione e i pericoli che la vita umana riserva; nell’esperienza umana, si possono incontrare molti ostacoli, e spesso, questi non sono visibili e potrebbero spuntare fuori all’improvviso, proprio come il ramarro.

Confronto rosa fiorita appassita ragazzo morso da ramarro Caravaggio analisi

Rosa fiorita tra i capelli del ragazzo (a sinistra)/Rosa appassita nella brocca (a destra)

Guarda con attenzione tra i capelli del ragazzo: c’è una rosa fiorita e ricca di vita ed allude al tipico vigore della giovinezza, sia in senso estetico che morale; adesso concentrati sulla brocca in primo piano: sulla sommità c’è un’altra rosa, che, al contrario del fiore tra i capelli del protagonista, è spenta e sfiorita, simbolo della vecchiaia e della morte.

Accanto alla brocca puoi trovare diversi frutti, i quali simboleggiano i piaceri della vita, ed inoltre, rappresentano i doni fatti dalle divinità agli uomini.

Anche l’acqua nella brocca è molto importante, ed ha un ruolo ambivalente: da una parte, simboleggia la purificazione e dall’altro la mutabilità, la scorrevolezza e l’instabilità.

Come avrai potuto capire, in questo quadro, tutti gli oggetti al suo interno sono palesemente ambivalenti: non si tratta di un caso, ma è una scelta oculata da parte di Caravaggio.

Il tema portante dell’opera è la Vanitas, e con tutti gli elementi descritti, l’artista vuol comunicare un messaggio al pubblico: bisogna fare sempre sempre attenzione nella vita, poiché basta un nonnulla per capovolgere ogni situazione e trasformare il positivo ed in negativo.

La soluzione, come suggerito da Caravaggio, è quello di non legarsi troppo ai beni terreni, poiché non sono le vere fonti di felicità.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

8 Risposte

  1. Giovanni Radaelli ha detto:

    Potrebbe trattarsi di un autoritratto? Nelle opere giovanili Caravaggio si ritrae spesso e trovo che i tratti del volto del giovane non divergano molto da quelli bacchino malato. Cosa ne pensa?

  2. Massimiliano Ferroni ha detto:

    Buongiono
    Ho recentemente visto la mostra di Milano “dentro il Caravaggio” dove è mostrata la versione di Firenze. In essa i tratti incisi sulla tela, alcuni effetti ottenuti per sottrazione di colore dal fondo e la indagine radiografica lo rendono certamente originale per dettagli di tecnica sconosciuti anche ad abili copisti. Si può sapere se questi dettagli sono presenti anche nel quadro di Londra? Che per morbidezza di colore risulta certamente superiore? In effetti l’assoluta somiglianza fa pensare che sia solo una buona copia, in quanto nelle varie versioni originali di altri quadri (tipo la “buona Ventura”) il Caravaggio tipicamente apporta delle modifiche facilmente leggibili. Grazie in anticipo per la sua gentile risposta.

  3. delia ferraris ha detto:

    Sarebbe interessante citare il precedente di Sofonisba Anguissola, nel suo “fanciullo morso da un gamberetto” per ritrovare una fonte dalla quale Caravaggio ha preso spunto per l’ideazione di questo quadro.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Buongiorno e grazie per la sua segnalazione. Non conosciamo questo quadro, ci informeremo ed in futuro realizzeremo un articolo dedicato a quest’ultimo.

  4. Massimo travaglini ha detto:

    Come mai viene chiamato ramarro quella che sembra più una semplice lucertola e non ha alcuna caratteristica del ramarro sia per quanto riguarda il colore(verde brillante)che i disegni sulla pelle più simili a quelli di una comune lucertola che di un ramarro che ha una colorazione uniforme.

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Buongiorno e grazie per il suo commento.Nel quadro di Caravaggio l’animale rappresentato è indicato come ramarro poiché oltre a far riferimento ad una tradizione artistica precedente, in cui il protagonista era sempre lo stesso animale (veda “Ritratto di un gentiluomo” di Lorenzo Lotto), simbolicamente proprio questo animale (e non la lucertola), rappresenta un aiuto per risvegliare l’uomo dal torpore della vita peccaminosa.
      Anche se nel quadro di Caravaggio l’animale rappresentato potrebbe non sembrare un ramarro(per i colori utilizzati, come indicato da lei), in realtà, facendo riferimento al simbolismo precedentemente accennato si può riconoscere in questo animale proprio il ramarro, poiché riveste il ruolo di colui che avverte l’uomo e lo allontana dagli agi che lo rammollirebbero (il ragazzo evidentemente stava per cedere al desiderio della frutta presente sulla tavola).

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