Ragazzo che conduce un cavallo di Pablo Picasso: analisi completa del quadro

Scopriamo tutto quello che riguarda un fondamentale lavoro di Pablo Picasso, eclettico artista del Novecento, il quale ha realizzato un gran numero di opere, tutte diverse tra loro e che palesano diverse caratteristiche derivate da varie correnti artistiche, come il Cubismo, il Surrealismo e molte altre. Picasso, nella sua lunga carriera artistica, ha vissuto diverse fasi, tra cui, una delle più famosi è il cosiddetto periodo blu, dove Poveri in riva al mare” riassume tutte le caratteristiche di tale periodo. Oggi conosceremo invece “Ragazzo che conduce un cavallo”.

In questo articolo potrete leggere tutto quello che riguarda questa composizione, partendo prima da alcune informazioni tecniche quali data di realizzazione, dimensioni e luogo di conservazione, per poi passare successivamente alla descrizione ed analisi della composizione.

Ragazzo che conduce un cavallo Picasso analisi

“Ragazzo che conduce un cavallo” Pablo Picassoicass

Data di realizzazione: 1905-1906

Dimensioni: 220,3 x 130,6 cm

Dove si trova: Museum of Modern Art, New York

“Ragazzo che conduce un cavallo” fa parte del periodo rosa di Picasso, e nello scorrere degli anni, ha fatto parte di diverse collezioni: originariamente il quadro era di proprietà di Ambroise Vollard, poi successivamente è stato acquistato da Gertrude e Leo Stein, per poi diventare proprietà di Paul von Mendelssohn-Bartholdy in Germania; con il passare degli anni i proprietari sono stati molteplici, a negli anni Settanta, l’ultimo proprietario William S. Paley lo ha donato al MoMA, dove si trova esposto per il grande pubblico.

In “Ragazzo che conduce un cavallo” Picasso riporta su tela semplicemente ciò che viene enunciato all’interno del titolo: il quadro, come già detto, fa parte del periodo rosa, caratterizzato soprattutto dalla resa di scene felici e dall’utilizzo di tonalità molto chiare, dove il colore che domina la composizione è proprio il rosa, dimostrando il rifiuto da parte dell’artista della policromia a favore dell’utilizzo di pochi colori.

In questo particolare lavoro, Picasso mette in primo piano la semplicità, scegliendo di dipingere un ragazzo con un animale, simboli di un legame primitivo; l’ambiente che li circonda è privo di dettagli, dando la possibilità all’osservatore di concentrarsi sui due protagonisti, ed inoltre l’assenza di qualsiasi elemento identificativo, da la sensazione che questo sia un luogo fantastico, lontano dalla realtà.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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