Perseo trionfante di Antonio Canova: analisi completa della scultura

Dopo aver concluso il nostro viaggio in compagnia di Michelangelo Merisi da Caravaggio, oggi inizieremo un nuovo capitolo in compagnia di un altro artista molto interessante, il quale più che lavorare sulle tele, si è specializzato nella scultura: l’artista in questione è Antonio Canova.

All’interno di questo articolo scopriremo una delle opere più famose di questo scultore del ‘700, ovvero il “Perseo trionfante” analizzando la realizzazione di questo lavoro per mezzo di una rapida descrizione, senza tralasciare alcun dettaglio.

Perseo Trionfante Canova analisi

“Perseo trionfante” Antonio Canova

Data di produzione: 1797-1801

Dimensioni: 235 cm (Altezza)

Dove si trova: Musei Vaticani, Roma

Com’è giunta quest’opera all’interno dei Musei Vaticani? Secondo gli studi effettuati, in origine sembrerebbe che il “Perseo trionfante” doveva essere destinata a Giuseppe al tribuno Onorato Duveyriez, poi successivamente venne acquistata da Giuseppe Bossi a  Milano, per il Foro Bonaparte. Prima della conclusione dell’opera, però, la statua è stata acquistata da Papa Pio VII e venne trasportata a Roma al posto dell’Apollo del Belvedere, il quale era stato trafugato da Napoleone durante gli innumerevoli furti effettuati da quest’ultimo durante le sue conquiste.

Adesso cerchiamo di scoprire qualcosa in più su questa scultura del Canova; l’artista decide di rappresentare Perseo dopo aver tagliato la testa di medusa, una delle tre sorelle Gorgoni. Perseo viene rappresentato con copricapo alato e anche dei sandali di Mercurio ed assomiglia così tanto alla figura della divinità che potrebbe essere confuso con quest’ultimo.

Mentre in una mano trattiene il capo di Medusa, dall’altra parte invece ha l’arma che gli è stata affidata per completare il suo compito, ovvero un falcetto. Molto interessante anche la posizione in cui è rappresentato Canova, il quale appoggia solo le punte dei piedi a terra ed esibisce la testa di Medusa come trofeo.

Canova sceglie di rappresentare il Perseo nudo ricordando la tipica nudità degli eroi greci, cercando di richiamarsi alla grandezza di queste figure che hanno scritto la storia della scultura e che ha influenzato pesantemente l’arte romana nel corso dei secoli.

Secondo la leggenda, Perseo non avrebbe dovuto guardare negli occhi la Medusa poiché quest’ultima lo avrebbe pietrificato solo attraverso lo sguardo: nella versione di Canova, nonostante Medusa sia priva del corpo, quest’ultimo sta guardando il mostro negli occhi e quindi si pensa che l’opera dello scultore fosse effettivamente il corpo di Perseo pietrificato.

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. Bernardo Bot ha detto:

    Grazie mille!Mi ha aiutato molto alla mia ricerca, ringrazio al sito e allora scrittore dell’articolo. (^^)

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