Olympia di Manet: La Provocazione Di Un Pittore Contro Tutto e Tutti

“Olympia” Édouard Manet
Data di Realizzazione1863
Dimensioni130,5 x 190 cm
TecnicaOlio su tela
Dove si TrovaMusée d’Orsay, Parigi
Informazioni Olympia Manet

Caratteristiche Chiave

  • Olympia è ispirata alla Venere di Urbino di Tiziano, alla Maja Desnuda di Goya ed alla Grande Odalisca di Ingres
  • Quando Manet presenta l’opera al pubblico viene criticato tantissimo per la donna protagonista nuda senza alcuna ragione mitologica o storica
  • La protagonista della tela è una prostituta
  • La donna a destra le sta dando dei fiori da parte di un cliente
  • Il gatto nero è il simbolo erotico della sessualità femminile
  • La donna non si vergogna della sua condizione, anzi guarda dritto verso di noi quasi con un atteggiamento di sfida
  • Manet usa colori chiari per mettere in risalto la protagonista rispetto allo sfondo scuro in secondo piano

Storia

Siamo nella seconda metà dell’800.

In questo periodo Manet è un pittore che ha realizzato più di qualche opera (puoi leggere tutti i dettagli della sua vita in questo articolo che ho scritto) e nel 1857 fa un viaggio in Italia per studiare le opere d’arte del Paese e per migliorare la sua tecnica.

Ed è qui che vede la Venere di Urbino di Tiziano.

Venere di Urbino Tiziano
“Venere di Urbino” Tiziano

Questo sarà un lavoro fondamentale per progettare l’Olympia.

Ma Manet è anche un grande appassionato della pittura spagnola.

Conosce la Maja Desnuda di Goya che ha ricopiato attraverso alcune stampe che al tempo circolavano per Parigi.

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“Maja Desnuda” Goya

E con questo fanno 2 modelli da cui prendere spunto.

Ne manca soltanto uno: La grande odalisca di Ingres.

La grande odalisca Ingres analisi
“La grande odalisca” Ingres

Questa l’ha vista al Louvre dal vivo ed ha avuto la possibilità di poterla studiare nei minimi dettagli.

Una volta raccolte le idee è il momento di mettersi all’opera.

E così realizza schizzi e disegni preparatori, pensa a quale potrebbe essere la migliore soluzione per la sua opera.

Meglio la donna che accarezza il gatto oppure che guarda dritto verso lo spettatore?

Il tempo passa ed arriva il 1863: Manet pubblica la Colazione sull’erba.

Colazione sull'erba Manet analisi
“La colazione sull’erba” Manet

E qui la critica lo fa a pezzi.

Nessuno accetta la presenza di una donna nuda tra gli uomini senza una ragione simbolica, storica o mitologica.

È un’opera di cattivo gusto, senza contare che lo sfondo in secondo piano è realizzato in modo frettoloso e superficiale (se vuoi saperne di più, puoi leggere l’articolo su quest’opera qui).

Davanti a tutte queste critiche, Manet decide che se le sue opere non possono piacere alle persone, allora le faranno indignare.

Così si specializza in uno stile crudo e diretto.

Nello stesso anno l’Olympia di Manet è completata e la presenta al Salon del 1865.

Le conseguenze sono devastanti.

Sia la critica che il pubblico sono indignati dal lavoro di Manet.

Ma anche se ne parlano male, l’opera diventa virale e tutti vogliono vederla dal vivo.

Se da una parte c’è chi la critica e non può accettarla, dall’altra c’è anche chi prende le parti del pittore, come Charles Baudelaire ed Émile Zola.

Così arriviamo al 1884.

Manet è morto ed alcune delle sue opere vengono messe in vendita in un’asta pubblica nello studio dell’artista.

Cinque anni dopo la sua vedova ricompra la tela.

In quel momento Claude Monet vede l’opera del suo collega e si impegna a comprarlo per farlo esporre nel Louvre.

Per fare ciò avvia una raccolta per ottenere 20.000 franchi richiesti dalla vedova di Manet.

E se la cava molto bene: a metà ottobre ha già raccolto 15.000 franchi.

Ma qui cominciano i problemi.

Il Lovure non è certo se accettare il dono perché esporre un’opera del genere potrebbe infastidire i visitatori.

La storia finisce quando Suzanne Manet compra il dipinto per 19.415 franchi ed ecco cosa succede:

  • Viene esposto nel Musée du Luxembourg fino al 1907
  • Poi arriva al Louvre
  • Nel 1947 viene spostato nella Galerie du Jeu de Paume
  • Nel 1986 viene trasferito al Musée d’Orsay, dove si trova ancora oggi

Descrizione

La protagonista della tela è Victorine Meurent, una delle modelle preferite di Manet.

Qui è sdraiata su un letto mentre guarda verso di noi con un’espressione spenta.

Particolare del volto della protagonista

Non ha vestiti addosso, se non qualche gioiello, gli orecchini di perla ed un bracciale.

Particolare degli orecchini e del bracciale

Attorno al collo, invece, si vede un laccio nero e sottile.

Particolare del laccio nero al collo

Il braccio sinistro è piegato sul letto, facendo da appoggio al corpo, mentre con la mano destra si copre il pube.

Sul lato destro dell’opera si vede una donna di colore che le sta dando un mazzo di fiori avvolto in una carta bianca.

Particolare della donna con i fiori

In basso a destra c’è un gatto nero che alza la coda e guarda verso di noi.

Particolare del gatto nero

Questi sono i protagonisti della composizione.

Diamo un’occhiata all’ambiente adesso.

Gran parte della scena è occupata dal letto.

Particolare del letto

Il materasso è coperto da un lenzuolo bianco sgualcito e sotto la protagonista ci sono dei grandi cuscini che la sostengono.

Sul lato sinistro, invece si vede spuntare una tenda verde in alto.

Significato

Prima di Manet molti altri artisti hanno dipinto donne nude.

Qual è il problema qui? Perché quest’opera ha fatto scandalo?

Perché Manet ha rappresentato la ragazza in modo crudo e senza filtri.

Non si tratta di un nudo ideale, ma di un’immagine fredda e realistica.

È vero che Olympia ha la stessa posizione della Venere di Urbino, ma in questo caso è quasi una sorta di “parodia”.

Non c’è spazio per simbolismo o mitologia.

La donna è una prostituta.

Curiosità: Olympia era un soprannome molto popolare tra le prostitute dell’800.

Ma ci sono altri elementi simbolici da approfondire:

  • Gatto nero: simbolo erotico della sessualità femminile
  • Mazzo di fiori: sono un dono di qualche cliente
  • Orchidea tra i capelli: simbolo di sensualità
  • Gioielli poco raffinati: simbolo della professione di Olympia

Per quest’opera Manet usa lo stesso stile della Colazione sull’erba.

Per far sì che protagonisti e particolari risaltino nella scena si serve di colori chiari, luminosità e gioca anche con toni complementari.

Infatti la veste della domestica è di colore rosa, mentre lo sfondo è verde scuro.

Sono colori contrastanti.

La luce in questa scena arriva da di fronte, dove ci troviamo noi.

Ed è questa luce che mette in bella mostra il corpo della ragazza senza alcuna censura.


Per approfondire:

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

18 risposte

  1. Alessia ha detto:

    Qualcuno sa per quale motivo è nuda si, ma ha le scarpe nel letto?

    • mario rapenna ha detto:

      In genere come succede attualmente nelle fotografie glamour, la scarpa è simbolo di sensualità. Lessi una volta che i fotografi specializzati nel settore prediligono le calzature e non farebbero mai foto di donne nude senza questo accessorio.

  2. Erica ha detto:

    Mi scusi per il disturbo, il testo che ha scritto è stato molto interessante ed istruttivo per me, ma credo che manchi di un contenuto quasi essenziale: la ragazza che porta i fiori ad Olympia, non è forse sua serva? E non è che il quadro abbia fatto scandalo anche perchè quest’ultima era nera? Sarei curiosa di capire meglio, grazie in anticipo se rispoderà

    • Laura Campagna ha detto:

      Le serve delle prostitute erano nere poiché le donne bianche si rifiutavano di fare quel determinato lavoro, ritenuto moralmente indegno e un tabù per la società. Il quadro crea scandalo “unicamente” perché si innalza la figura della prostituta a bellezza moderna, rovesciando iconograficamente l’icona della “Venere di Urbino” di Tiziano (quest’ultimo ritraeva una dea, Manet ritrae una prostituta).
      Spero di essere stata d’aiuto.

  3. Matteo Maggioni ha detto:

    wow! davvero interessante, ma soprattutto molto utile!

  4. SILVIA SOGGIU ha detto:

    mio figlio attingerà alle Tue osservazioni per trasporne il senso e sviluppare l’analisi del ritratto all’interno della sua tesina di maturità.
    Grazie 🙂

  5. Nicola Pigliapoco ha detto:

    Analisi artistica molto buona, al pari se non meglio di quella del mio professore di storia dell’arte. Grazie!

  6. mattia repossi ha detto:

    bellissimo,grazie a questo “pezzo” ho preso 9 nell’esposizione di Olympia e della Venere di Urbino

  7. Nilo ha detto:

    i non leggo nessuna misoginia, anzi. Bel pezzo !

  8. MaddalenaGasparini ha detto:

    Il testo è intriso di una non tanto sottile vena di misoginia

    • Dario Mastromattei ha detto:

      Ciao Maddalena, grazie per il commento.
      Posso assicurarti che non c’è alcuna misoginia nel testo che ho scritto: mi sono limitato ad analizzare il quadro basandomi sugli studi effettuati in passato. Se nel testo è presente qualche contenuto che ti disturba, puoi segnalarmelo in privato contattando creativedario@gmail.com e provvederò a correggerlo quanto prima, grazie. 🙂

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