La Nike di Samotracia: La Vittoria Orgoglio Degli Dèi Greci

Nike di Samotracia
Data di RealizzazioneII secolo a.C.
Dimensioni• Altezza Totale: 5,57 m
• Altezza (con ali): 2,75 m
• Altezza (corpo senza ali): 2,40 m
• Dimensioni Nave: 2,01 m (altezza), 4,29 m (lunghezza) e 2,48 m (larghezza)
• Dimensioni Base: 0,36 m (altezza), 4,76 m (lunghezza) e 1,76 m (larghezza)
Dove si TrovaMuseo del Louvre, Parigi
MaterialeMarmo Pario
RicostruzionePremi Qui Per Vedere La Ricostruzione
Informazioni Nike di Samotracia

Elementi chiave

  • La statua è incompleta: manca testa, braccia e piedi
  • Doveva trovarsi sulla prua di una nave da guerra greca
  • La statua forse era un’offerta per gli dei greci in cambio di protezione in mare (oppure è stata realizzata per celebrare una vittoria navale)

Storia

La storia della Nike di Samotracia comincia nel lontano 1863.

Un uomo di nome Charles Champoiseau lavora nel Consolato di Francia ad Adrianopoli (sarebbe la moderna Edirne in Turchia).

Nella prima settimana di maggio va ad esplorare le rovine del Santuario dei Grandi Dei sull’isola di Samotracia.

Qui comincia a scavare e trova parte di un busto appartenente ad una statua femminile. La statua è in marmo bianco e ci sono anche dei frammenti di vestiario e piume.

Charles la riconosce subito: è Nike, l’antica dea greca della vittoria che veniva rappresentata come una donna alata.

Gli scavi proseguono e vengono alla luce 15 grandi blocchi di marmo grigio.

Hanno una forma strana e non si capisce a cosa servano.

Così Charles invia la statua ed i frammenti ritrovati al Louvre e lascia i grandi blocchi lìin Grecia.

La Nike di Samotracia parte nel maggio del 1863 ed arriva a Parigi l’11 maggio 1864, un anno dopo.

Una volta arrivata al Louvre, l’opera viene subito sottoposta ad importanti restauri.

E qui saltano fuori dei dettagli importanti: la parte principale del corpo (dalla vita ai piedi) è posizionata su una base di pietra ed è coperta da frammenti di drappeggio, incluse le pieghe della veste che finiscono dietro le gambe della statua.

I frammenti che rimangono (cioè la parte destra del busto e buona parte dell’ala sinistra) non sono in buono stato e quindi non vengono inclusi sulla statua e finiscono in magazzino.

Cinque Nel 1875, però, degli archeologi austriaci – guidati da Alexander Conze – ritornano lì dove Charles Champoiseau aveva trovato la statua.

In questo gruppo c’è anche un architetto di nome Aloïs Hauser, il quale elabora un disegno con cui cerca di dare un senso a quei giganteschi blocchi che Charles non aveva portato a Parigi.

Ed arriva il lampo di genio.

I blocchi, se messi in ordine, formano la prua di una nave da guerra.

Mettendo tutto su delle lastre, questi blocchi sono la base della statua.

Ora tutto ha più senso: la statua della Nike rappresenta la dea della Vittoria sulla prua di una nave con le ali spalancate.

Nel 1879 Charles viene informato dei progressi fatti dai colleghi austriaci e decide di tornare un’altra volta a Samotracia per prelevare i blocchi che aveva lasciato lì la prima volta per portarli al Louvre.

Un paio di mesi dopo viene portato tutto nel museo francese e cominciano i primi test di ricostruzione.

Tra il 1880 ed il 1883 è il curatore del Dipartimento delle Antichità Félix Ravaisson-Mollien a prendere la decisione di ricostruire il monumento (basandosi sui disegni fatti dagli archeologi austriaci).

Ecco quali sono i lavori eseguiti:

  • Restauro dell’area della cintura della dea con il gesso
  • Restaurata parte destra e sinistra del busto in marmo
  • L’ala sinistra in marmo viene riattaccata alla statua (con una piccola inserzione metallica)
  • Sostituzione dell’ala destra con un modello in gesso

Ma non c’è speranza né per testa, braccia e piedi.

I lavori portano ottimi risultati: viene ricostruita e completata anche la base a forma di prua della nave della scultura Nike.

La statua viene messa sulla base e finisce sulla piattaforma alla fine delle scale principali per entrare nel Museo del Louvre.

Ma non finisce qui.

Nel 1891 Charles Champoiseau ritorna a Samotracia per la 3° volta alla ricerca della testa della Nike.

Ma non la trova.

La statua così rimane in bella vista al Louvre per tanti anni.

Poi, allo scoppio della 2° guerra mondiale, viene tolta dalla base e viene messa al sicuro insieme ad altre importanti opere del museo.

Nel 1945 ritorna al suo posto.

Nel 1950 ci sono importanti sviluppi: degli studiosi americani vanno a studiare il Santuario dei Grandi Dèi in Samotracia.

Si unisce al gruppo anche il curatore del Louvre, Jean Charbonneaux e qui viene riportato alla luce il palmo della mano destra della statua.

Tutto viene riportato al Louvre e vengono esposti (insieme alla statua) nel 1954.

Nel 2013-2014 la Nike di Samotracia Louvre viene sottoposta ad importanti lavori di restauro.

In questa occasione vengono pulite tutte le superfici sporche e la statua ritorna all’antico splendore.

Descrizione

Nike di Samotracia

Ecco la statua di Nike.

È stata realizzata in marmo pario.

La dea indossa una lunga tunica curata nei minimi dettagli, con la patta ripiegata e con una cintura sotto al petto.

Particolare della veste

La tunica era attaccata alle spalle con 2 piccoli lacci (peccato che durante i restauri questi elementi siano andati perduti).

La parte inferiore del corpo invece è coperta da un sottile mantello (chiamato himation) arrotolato fino alla vita e che si scioglie sulla gamba sinistra, lasciandola scoperta.

Particolare della veste sul lato inferiore

Il mantello dà come la sensazione che stia per cadere ed è soltanto “la forza del vento” a farlo rimanere bello aderente sulla gamba destra di Nike.

Lo scultore ha lavorato moltissimo sull’effetto di drappeggio, mescolando delle zone dove il tessuto “si fonde” sul corpo mettendo in risalto le forme della dea, ed altre parti dove invece le pieghe si accumulano producendo effetti di luce ed ombra.

Particolare della pancia

E si vede soprattutto sul lato frontale e dal lato sinistro.

Sul lato destro invece, tutto il drappeggio è meno evidente.

Diamo un’occhiata alla sua posizione.

Nike di Samotracia

Nike sta avanzando mettendo il peso sulla gamba destra.

È vero che i piedi sono scomparsi, ma dalla sua posizione possiamo ipotizzare che quello destro toccava a terra lasciando il tallone alzato, mentre il piede sinistro era sollevato con tutta la gamba.

Insomma, la dea non stava camminando, ma stava atterrando con le ali spalancate.

Anche le braccia non ci sono più, ma la spalla destra alzata suggerisce che tutto il braccio destro era alzato sul lato.

Particolare della spalla destra alzata

Il gomito doveva essere piegato e la dea stava eseguendo un gesto di vittoria.

Il braccio sinistro, invece, doveva essere abbassato e poco piegato.

Forse – nella mano sinistra – aveva il trofeo di una nave nemica.

Per comprendere lo schema compositivo della statua, bisogna vedere la statua di tre quarti (un po’ da destra). Così si vede:

  • Linea verticale che parte dal collo ed arriva al piede destro
  • Linea obliqua che parte dal collo e finisce in diagonale lungo la gamba sinistra
  • La maggior parte del corpo può essere iscritto in un triangolo rettangolo

Ed il motivo per cui questa Nike scultura ha così tanto successo è perché è diversa da tante altre statue greche.

Questa è un esempio unico di come crei una relazione tra sé e lo spazio che la circonda.

Possiamo immaginare che il vento l’abbia trasportata e che lei stia cercando di contrastare la sua forza, tentando di restare ferma.

Ma sta a noi immaginarlo.

La relazione tra statua e spazio la ritroveremo soltanto 2.000 anni più tardi, con l’arrivo dell’arte barocca e romantica (in particolare con il David di Michelangelo, dove il protagonista con il suo sguardo ci indica dove si trova il gigante Golia ed è consapevole dell’importanza del momento che sta per giungere).

Per quanto riguarda la barca e la base su cui si doveva trovare la statua, sappiamo che:

  • Le pietre sono in marmo grigio con venature bianche (forse vengono dalle cave di Lartos, a Rodi).
  • La forma della prua è di una nave da guerra greca che risale all’età ellenistica
  • Sotto la prua doveva esserci un grande sperone a 3 punte che serviva a distruggere le navi nemiche

Significato

È difficile capire il senso di questa statua.

C’è chi pensa che la statua fosse una decorazione posta all’interno di una fontana all’aria aperta.

Ma la teoria non quadra perché i grandi blocchi – secondo questa spiegazione – non c’entrerebbero nulla.

È più probabile che la statua si trovasse all’interno del Santuario dei Grandi Dèi di Samotracia.

La statua doveva essere orientata verso nord.

Quando poi è stata posta su una nave, la Nike forse era un’offerta per ringraziare gli dei dopo un’importante vittoria navale.

Dario

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

5 risposte

  1. Marco ha detto:

    Sono una ragazzina do 10 anno io cercavo la risposta Al perche fosse sensa testa ma comunque bel lavoro I miei complimenti

  2. mati ha detto:

    sai per caso qualcosa in più su Pitocrito?

  3. Antonella ha detto:

    Bravissimo ottima descrizione dell’opera

  4. Franca stefani ha detto:

    semplicemente ottimo, divino, bravo!

  5. io ha detto:

    descrizione chiara e lucida.

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