Nettuno e Tritone di Gian Lorenzo Bernini: analisi completa della scultura

L’opera di cui andremo a parlare oggi è di Gian Lorenzo Bernini, abilissimo scultore del Seicento, dotato di grande abilità e talento per l’innovazione, tant’è che le sue opere hanno radicalmente cambiato il mondo della scultura e dell’arte moderna. Una delle sue opere più celebri è senza dubbio Estasi della beata Ludovica Albertoni, di cui abbiamo potuto apprezzare le peculiarità in un’analisi approfondita. Nell’articolo odierno, parleremo di un altro importante lavoro del Bernini, intitolato “Nettuno e Tritone”.

In questa pagina, troverete molte informazioni dedicate a questo importante gruppo scultoreo, che senza dubbio rientra tra le opere più importanti di Gian Lorenzo Bernini. Qui sotto troverete diverse informazioni di ambito tecnico, quali dimensioni, data di realizzazione e luogo di conservazione, e successivamente potrete leggere l’analisi dettagliata del “Nettuno e Tritone”.

Nettuno e Tritone Gian Lorenzo Bernini analisi

“Nettuno e Tritone” Gian Lorenzo Bernini

Data di realizzazione: 1620-1623

Dimensioni: NON DEFINITE

Dove si trova: Victoria and Albert Museum, Londra

L’opera venne commissionata dal cardinale Alessandro Peretti, e dando un’occhiata alla data di realizzazione, si può facilmente intuire che si tratta di un opera realizzata da un Bernini poco più che ventenne. La storia che ha portato il “Nettuno e Tritone” fino in Inghilterra è molto breve: il gruppo scultoreo dova essere collocata presso una peschiera nel giardino di Villa Montalto a Roma, ma solo un secolo dopo l’opera è stata acquistata da un pittore inglese e così è stata trasportata in Gran Bretagna, per poi giungere definitivamente al Victoria and Albert Museum, dov’è tutt’ora conservata.

I soggetti non appartengono al mondo cristiano, bensì a quello greco: il Bernini non è nuovo a questo genere di rappresentazioni, ed in questo caso i soggetti sono la divinità marittima Nettuno e Tritone, i quali, nella tradizione dominano insieme il regno dei mari.

Il momento che il Bernini sceglie di rappresentare è quello in cui Nettuno stava salvando la flotta di Enea dal mare in burrasca; secondo il mito tradizionale, Nettuno, grazie al suo tridente, sarebbe giunto dalle profondità marine per dividere le navi di Enea, ma il Bernini sceglie di ribaltare la prospettiva, scolpendo Nettuno con il tridente verso il basso, quasi come se dominasse il mare dal cielo, mentre Tritone, presente sotto le gambe di Nettuno, starebbe sospingendo la conchiglia che trasportava quest’ultimo.

La grande attenzione alla muscolatura, alla torsione del busto di Nettuno ed i piccoli dettagli denotano già una grande abilità da parte del Bernini, nonostante fosse molto giovane; in particolare, l’espressività dei soggetti è molto importante: da una parte vi è Nettuno con una fronte corrugata, dando una sensazione del suo immenso potere, mentre il volto di Tritone sembra leggermente preoccupato, quasi timoroso del potere della prima divinità.

Lo scultore, studiando con accortezza il luogo destinato a questo gruppo scultoreo, ha scelto di introdurre un punto di vista privilegiato, che permettesse allo spettatore di poter apprezzare completamente l’opera con un colpo d’occhio; nonostante ciò, girando attorno alla scultura è possibile apprezzare molti altri dettagli altrimenti non notabili a primo impatto. La scelta del luogo, infine, dimostra anche il forte collegamento che intercorreva tra il luogo di destinazione dell’opera e la realizzazione di quest’ultima.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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