Nascita di Venere di William-Adolphe Bougureau: analisi completa dell’opera

Siamo giunti all’ultimo appuntamento con i quadri più importanti di William-Adolphe Bouguereau, e dopo aver analizzato tutti i dettagli del quadro “Dante e Virgilio all’Inferno” che, effettivamente, ha costituito un elemento che si discosta dalla tipica produzione dell’artista, oggi andremo a scoprire quello che viene considerato il lavoro più popolare di Bouguereau, ovvero “Nascita di Venere”.

In questo articolo troverete dettagli riguardo la storia della sua creazione e successivamente una descrizione della composizione, fino a giungere all’analisi stilistica del quadro di Bouguereau. Per qualsiasi informazione aggiuntiva, potete lasciare un commento qui sotto e noi provvederemo a rispondere nel minor tempo possibile.

Nascita di Venere William-Adolphe Bouguereau analisi

“Nascita di Venere” William-Adolphe Bouguereau

Data di produzione: 1879

Dimensioni: 300 x 218 cm

Dove si trova: Musée d’Orsay, Parigi

L’opera venne realizzata da Bouguereau in occasione del Salon di Parigi del 1879, e proprio grazie alla presentazione di questa tela, è riuscito ad ottenere il premio Grand Prix de Rome (anche Jacques-Louis David ottenne lo stesso premio). L’opera suscitò un forte apprezzamento da parte della critica e venne acquistato dal Musée du Luxembourg, per poi essere trasferito definitivamente all’interno del Musée d’Orsay, dove ora fa parte della collezione permanente dello stesso.

Seppur breve, questa è la storia relativa all’arrivo di quest’opera di Bouguereau all’interno del museo parigino; adesso passiamo alla descrizione del quadro e alla successiva analisi stilistica. L’evento che viene rappresentato in questo lavoro di Bouguereau non è altro che la nascita di Venere (proprio come ha fatto Botticelli con uno dei suoi lavori più importanti di sempre), la quale secondo il mito originale, nacque dall’evirazione di Crono avvenuta durante il combattimento con suo figlio Zeus; dopo il taglio netto del membro, quest’ultimo cadde all’interno del mare, dove dalle stesse spume acquatiche nacque la bellissima Venere, dea della bellezza.

Bouguereau rappresenta su tela non la nascita della dea, ma un suo successivo viaggio che la porterà a Paphos. Venere si trova in un ambiente acquatico, sopra una conchiglia, mentre è circondata da tante figure: troviamo ben quindici putti, tra cui anche Amore e Psiche (soggetti di un altro quadro di Bouguereau)e diverse ninfe e centauri, i quali restano estasiati davanti all’arrivo di Venere. In primo piano, rappresentato con un colore abbastanza scuro, possiamo scorgere un delfino, animale che rappresenta la stessa dea.

Ogni figura presente in questa complessa composizione è molto interessante: i putti giocano scherzosamente e in un’armonia di movimenti sembrano accompagnare il movimento sensuale della dea, mentre i centauri suonano per rendere pubblico l’arrivo della dea, come se si trattasse di una vera e propria regina.

L’amore è il tema portante della composizione, e oltre a rintracciarla in Venere, la quale è la dea che simbolicamente, incarna tale sentimento, lo possiamo vedere anche nell’unione amorevole tra centauri e ninfe, dove i primi sono ritratti con una pelle molto scura, in netto contrasto con la delicata e chiara carnagione delle ninfe: il pittore, con questa scelta di tonalità vuole indicare la complementarità dell’amore.

Adesso concentriamoci sulla figura di Venere, la quale è il perno centrale di tutta la scena: Bouguereau la rappresenta con un’espressione dolce e rilassata, con le braccia alzate mentre si accarezza i capelli. Il pittore la dipinge in una posizione atta ad esaltare le curve della dea, la quale si mostra molto sensuale nei suoi movimenti.

Nella vita reale, la donna che ha posato per la figura di Venere è Marie Georgine, principessa di Ligne, la quale fece da soggetto per diverse opere di Bouguereau, inerenti sempre al mondo di Venere e i miti a lei legati.

Curiosamente, è possibile scorgere proprio sopra al gruppo dei putti a sinistra della tela, un’ombra: sembrerebbe essere la sagoma dello stesso Bouguereau, che ha scelto di rappresentarsi in una specie di autoritratto.

Il pittore, infine, conosce bene la tradizione artistica che si cela dietro questo quadro, e decide di rendere omaggio allo stesso Botticelli, già citato precedentemente, al quale si ricollega dipingendo una scena molto simile, e dall’altra parte si richiama anche al celebre “Trionfo di Galatea” di Raffaello Sanzio, utilizzando diversi elementi già presenti nel lavoro di questo artista, come il delfino, la conchiglia e la moltitudine di putti che circondano la dea.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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