Mosè di Michelangelo Buonarroti: il mistero della statua con le “corna”

Voglio raccontarti la storia di una delle statue più conosciute di tutto il mondo. Questo capolavoro è stato scolpito da Michelangelo Buonarroti, un artista abilissimo sia che con il pennello che con il martello e scalpello. Per farti conoscere la sua tecnica e lo stile che lo ha reso così popolare, oggi voglio farti conoscere il Mosè.

Ci sono davvero un sacco di cose che devi sapere a proposito di quest’opera.

Così ho deciso di scrivere questo articolo.

Qui troverai un sacco di informazioni dettagliate e raccolte in modo tale da non creare confusione.

Una volta che avrai finito di leggere questa analisi, posso assicurarti che:

  • Conoscerai l’intera storia del Mosè di Michelangelo
  • Capirai quali sono gli strani dettagli (come le “corna”) che rendono questa statua così intrigante
  • Scoprirai tutti i dettagli ed i particolari che caratterizzano questo capolavoro

E molto altro ancora.

Sei pronto per capire a fondo questa statua di Mosè?

Cominciamo.

Mosè Michelangelo Buonarroti

“Mosè” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1513-1542

Dimensioni: 235 (altezza)

Dove si trova: Basilica di San Pietro in Vincoli, Roma

STORIA

Cominciamo dall’inizio.

Ora voglio raccontarti tutta la storia del Mose’ Michelangelo.

Prima di tutto, devi sapere che questa non è una delle prime opere dell’artista.

Ah no?

Assolutamente no.

Quando comincia a scolpire questo personaggio biblico, il Buonarroti aveva già avuto un sacco di incarichi.

La sua è una carriera invidiabile.

Tutti lo cercano: collezionisti e cardinali fanno a gara per cercare di farsi realizzare un’opera da lui.

Tra i molti oggi ci interessa soprattutto Giuliano della Rovere.

Giuliano della Rovere?

Il suo nome probabilmente non ti sarà familiare.

Infatti è più conosciuto con il nome di Papa Giulio II.

Pensa che è stato proprio lui a fondare i Musei Vaticani, una destinazione amata da moltissimi turisti di tutto il mondo che si recano a Roma.

Il Pontefice conosce bene il talento di Michelangelo.

Così decide di affidargli un incarico molto importante.

Quale?

Vuole che lui gli realizzi una maestosa tomba.

Tomba Giulio II Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

“Tomba di Giulio II” Michelangelo Buonarroti

Michelangelo non può farsi sfuggire un’occasione del genere.

Così accetta.

Ma non sa una cosa.

Questo non sarà un lavoro come tutti gli altri.

Perché?

Perché ci saranno alcuni imprevisti che renderanno la tomba di Giulio II un incarico “impossibile”.

E so cosa ti stai chiedendo.

Tutta questa storia cosa c’entra con il Mose’ di Michelangelo?

Tra poco ti sarà tutto chiaro.

La scultura del personaggio biblico di cui ti sto parlando oggi, infatti, doveva avere un ruolo fondamentale nel primo progetto della tomba del pontefice.

Primo progetto Tomba Giulio II Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Primo progetto della Tomba di Giulio II

E dove doveva essere posto?

Michelangelo decide di metterlo nel registro superiore del suo progetto.

E non solo.

Insieme a lui ci saranno altre 3 figure a grandezza naturale:

  1. Mosè in alto a destra
  2. San Paolo in alto a sinistra
  3. Personificazione della Vita attiva
  4. Personificazione della Vita contemplativa
Particolare primo progetto tomba Giulio II Mosè Michelangelo Buonarroti San Paolo analisi

Particoalre di Mosè e di San Paolo nel primo progetto della Tomba di Giulio II

A questo punto sorge una domanda spontanea.

Perché Giulio II vuole far mettere una statua Mosè ed una di San Paolo sulla sua tomba?

Il motivo è semplice.

Sia Mosè che San Paolo – durante la loro vita – hanno ricevuto una rivelazione divina.

Sono 2 personalità perfette per la decorazione di un pontefice, il quale è l’intermediario tra l’uomo e Dio.

E così i lavori cominciano.

Fino al 1513.

In quell’anno il Papa muore.

Il progetto però non è ancora terminato.

Quindi?

Un lavoro così importante non può essere bloccato in questo modo.

Così entrano in gioco gli eredi di Giulio II, i quali decidono di prendere in mano la situazione.

Cosa decidono di fare?

Dopo lunghe discussioni, nel 1516 il progetto della tomba viene modificato e ridotto notevolmente.

E le statue dove verranno messe questa volta?

Rimangono sempre nel registro superiore.

Con una differenza.

Quale sarebbe?

Mosè e San Paolo vengono leggermente spostate rispetto alla loro posizione originale, andando a finire gli angoli della decorazione.

Dopo aver deciso questa modifica, inizia la realizzazione del Mosè Michelangelo.

E non è tutto.

Cosa altro c’è?

Questo è un periodo molto fortunato per la carriera dello scultore.

Pensa che nello stesso periodo – oltre al Mosè – ha scolpito anche la coppia di Prigioni conservati al Louvre.

Di quali statue stiamo parlando?

Dello Schiavo morente e dello Schiavo ribelle.

Schiavo morente schiavo ribelle Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

“Schiavo morente” (sinistra) e “Schiavo ribelle” (destra) di Michelangelo Buonarroti

Comunque, la vicenda del Moses Michelangelo non è ancora terminata.

No? E per quale motivo?

Perché c’è un documento che complica tutta la storia.

Secondo questo testo, il lavoro del Buonarroti è stato modificato ben 25 anni dopo essere stato completato.

In che senso? C’era qualche problema?

In realtà no.

Sembra che Michelangelo abbia deciso di ruotare la testa del protagonista biblico.

Davvero? E per quale motivo?

Lo so che sembra assurdo, ma è andata proprio in questo modo.

Ha deciso di girare la testa della Mosè scultura per ragioni religiose.

Ma non si tratta di una modifica un po’ troppo invasiva? Non ha “rovinato” la sua opera per sempre?

È qui che interviene il talento di Michelangelo.

Con la sua abilità, non solo ha girato la testa del suo personaggio, ma ha anche aggiunto dei dettagli su tutto il corpo che hanno reso questo movimento molto più naturale.

Aspetta un momento.

Di che documento stiamo parlando?

È una prova trovata dal restauratore Antonio Forcellino.

E chi sarebbe?

Lui aveva il compito di ripulire l’opera di Michelangelo Buonarroti Moses con l’aiuto di acqua distillata e carbonato di ammonio.

Prima di mettersi al lavoro, però, ha pensato bene di documentarsi.

Ed allora sai cosa ha fatto?

Ha passato 4 anni a studiare dei documenti sull’artista.

Andando a fondo nelle sue ricerche ha trovato una lettera di un anonimo conoscente di Michelangelo.

Ed è proprio lì che c’è scritto che lo scultore ha ruotato la testa del suo personaggio in un secondo momento.

In origine guardava in un’altra direzione.

Ed è la verità? Questa storia è affidabile?

Lo so che a prima vista potrebbe sembrarti una storia poco credibile.

Ma quando Antonio ha dato il via alla manutenzione dell’opera, sono saltati fuori altri indizi inconfutabili.

Cioè?

Ora ti spiego.

Guardando da più vicino puoi notare che la barba di Mosè tende verso destra.

Particolare barba direzione destra Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare della barba tesa verso destra

E con questo?

La barba è stata tirata a destra perché dall’altro lato non c’era abbastanza marmo per farla perpendicolare come in origine.

Ed il corpo della statua del Mosè invece? È stato difficile rifinirlo dopo la torsione?

È stata una vera impresa.

Pensa che per rendere il tutto molto naturale, Michelangelo ha dovuto abbassare di 7 centimetri il trono su cui il protagonista è seduto.

Particolare abbassamento trono Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare dell’abbassamento del trono

Non solo.

Dopo questa modifica, c’è stato un effetto a catena.

Cioè?

Il piede sinistro di Mosè non è nella posizione giusta e deve essere appoggiato indietro.

E per questa altra piccola modifica, lo scultore è costretto a stringere il ginocchio sinistro di 5 centimetri rispetto all’altro.

Particolare riduzione misure ginocchio sinistro Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare della riduzione del ginocchio sinistro

È stato molto difficile, ma ne è valsa la pena.

Tra i vari cambiamenti, uno dei più importanti riguarda la lunga cintura che si vede sul lato posteriore del protagonista, la quale però sembra scomparire sul davanti.

E dopo tutto ciò, so bene cosa stai per chiedermi.

Per quale motivo il Mosè di Michelangelo ha la testa girata?

Per questa domanda ci sono 2 possibili risposte:

Lo psicanalista Sigmund Freud ha ipotizzato che:

  1. Mosè si sia girato e si stia tirando la barba per domare la propria passione e per salvaguardare le tavole con i Comandamenti
  2. Lo studioso Frommel ritiene che Mosè si sia voltato per non guardare direttamente né gli altari presenti nell’abside della chiesa e nemmeno il transetto dove erano conservate le catene di San Pietro

Qualsiasi sia la spiegazione di questa importante modifica, con questo si conclude la storia del Mosè San Pietro in Vincoli.

DESCRIZIONE

Guarda attentamente questa statua.

Mosè Michelangelo Buonarroti

“Mosè” Michelangelo Buonarroti

Prima di farti conoscere nel dettaglio questo capolavoro, voglio farti leggere ciò che Giorgio Vasari – leggendario storico dell’arte – ha scritto in proposito.

Nella sua opera Le Vite, l’autore – a proposito del Michelangelo Mose scrive:

Michelangelo ha finito il Mosè in marmo, una statua di “5 braccia” e che non ha eguali né nelle opere moderne né in quelle antiche. Seduto con un atteggiamento serio, riposa con un braccio sulle Tavole (dei Comandamenti) e con l’altra regge la lunga barba lucida. I capelli, così difficili da rendere nelle sculture, sono talmente soffici e morbidi che sembra che quasi lo scalpello di ferro si sia trasformato in un pennello. La bellissima faccia, come quella di un santo o di un leggendario principe, ha quasi bisogno di un velo per coprirlo, appare così splendido e luminoso, e l’artista ha presentato nel marmo la divinità con cui Dio ha reso quel volto santo. I drappeggi cadono in falde piene di grazia ed i muscoli delle braccia e le ossa delle mani sono così belle e perfette, esattamente come le gambe e le ginocchia, i piedi sono adornati con delle scarpe eccellenti a tal punto che Mosè potrebbe essere chiamato ora più che mai l’amico di Dio, dato che Dio ha fatto sì che il suo corpo venisse preparato per la resurrezione prima degli altri grazie alla mano di Michelangelo. Gli Ebrei ancora vanno ogni Sabato in gruppo per visitarlo ed adorarlo come divino, non come un essere umano”.

Come avrai capito al Vasari il Mosè Michelangelo Roma è piaciuto davvero un sacco.

Si tratta di una statua che l’ha veramente sorpreso.

Adesso è il momento di conoscere meglio questo lavoro.

Per prima cosa, devi sapere che lo scultore ha deciso di fare una cosa diversa dal solito.

Cioè?

Ha realizzato un personaggio seduto, non in piedi o in movimento come tanti altri capolavori della storia.

A proposito, dà un’occhiata ai suoi piedi.

Particolare piedi Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare dei piedi

Come vedi soltanto quello destro tocca completamente a terra.

La gamba sinistra invece è sollevata in modo tale che soltanto la punta del piede tocca la base.

Se sposti lo sguardo un po’ più in alto noterai che Mosè sotto il braccio destro regge un paio di oggetti.

Particolare Tavole Comandamenti Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle Tavole

Quelle sono le Tavole dei Comandamenti.

Un momento.

Hai notato che le tavolette sono rovesciate?

Particolare Tavole Comandamenti vuote Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle Tavole rovesciate

Molti studiosi hanno notato questo piccolo particolare, ed alcuni di loro hanno ritenuto che fosse un errore di Michelangelo.

Ed è così?

No.

L’ha fatto di proposito.

In questo modo sembra che le importanti Tavole stiano scivolando lentamente dalla presa del protagonista.

Ma non preoccuparti.

Più tardi ci tornerò su e ti dirò altro su questo particolare.

Con l’altra mano invece regge la barba, dando a Mosè un atteggiamento riflessivo, quasi di attesa.

Particolare mano barba Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare della mano sulla barba

Parlando di atteggiamento, non posso fare a meno di farti notare il suo incredibile sguardo.

Particolare sguardo Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare dello sguardo

Questo è sicuramente uno dei dettagli più caratteristici di questo lavoro.

E sono proprio i piccoli dettagli a rendere l’espressione dell’opera di Michelangelo S Moses un curioso mix tra tensione e rabbia.

Rabbia?

Proprio così.

Perché Mosè dovrebbe essere arrabbiato?

Ora te lo spiego.

Non si tratta di un’ipotesi così strana.

Se guardi attentamente i muscoli del Mose Roma noterai che sono estremamente tesi.

Particolare muscoli tensione vene Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle vene e dei muscoli in tensione

Sembra che tra un momento all’altro possa alzarsi e scattare come una molla, liberando tutta l’energia.

Ed il motivo della sua possibile ira lo ritroviamo nella Bibbia.

Cioè?

Facciamo un passo indietro.

Mosè scende dal Monte Sinai dopo aver incontrato Dio.

Durante la sua assenza, il popolo che aveva guidato lontano dalla schiavitù da parte degli Egizi aveva cominciato ad adorare un Vitello d’Oro.

Vitello d’Oro?

Esatto.

È un falso idolo che avevano realizzato.

Avevano deciso di riporre la propria fede in questo.

E quando Mosè l’ha visto di persona, non poteva crederci.

Dopo tutta la fatica e l’aiuto ricevuto da parte di Dio, avevano creato un culto indipendente.

Cosa fa Mosè?

Sente un’incredibile rabbia che gli scorre dentro le vene e non ce la fa.

Preso dall’ira distrugge scaglia le Tavole dei Comandamenti a terra e si getta contro il Vitello d’Oro.

E distrugge anche questo.

Michelangelo, nella sua statua ha immortalato il momento esatto in cui Mosè sta per liberare tutta la sua rabbia.

Dà la sensazione che soltanto il fatto che sia una statua gli impedisca di agire con ira.

Ma, a dire la verità, non è tutta farina del sacco di Michelangelo.

Ah no?

No.

Lo scultore, prima di realizzare questo capolavoro ha studiato attentamente altre opere del passato.

Quali?

Il San Giovanni Evangelista di Donatello, per esempio.

Confronto Mosè Michelangelo Buonarroti San Giovanni Evangelista Donatello analisi

“Mosè” Michelangelo Buonarroti (sinistra) “San Giovanni Evangelista” Donatello (destra)

Entrambi i personaggi stanno trattenendo una grande quantità di energia e tutti e 2 hanno un atteggiamento riflessivo ed un’espressione pensierosa.

Confronto volto espressione Mosè Michelangelo Buonarroti San Giovanni Evangelista Donatello analisi

Confronto dei volti

C’è soltanto una differenza.

Mentre San Giovanni guarda davanti a sé, Mosè ha la testa girata di lato.

E poi?

Poi Michelangelo ha preso spunto sicuramente anche dal Torso del Belvedere.

Confronto Mosè Michelangelo Buonarroti Torso del Belvedere analisi

“Mosè” Michelangelo Buonarroti (sinistra) “Torso del Belvedere”

Cosa hanno in comune questi 2?

Tutti e 2 sono caratterizzati da un forte dinamismo nella loro posizione.

Grazie a questi straordinari dettagli, la statua di Michelangelo Buonarroti Mosè ha affascinato esperti e studiosi di tutto il mondo.

CORNA

Lo so che le hai viste.

Che cosa?

Le “corna” che spuntano sulla testa del Mose a Roma.

Particolare corna Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle corna

Sai perché la statua di Michelangelo ha un paio di corna?

Ora ti spiego tutto.

Nel corso del Medioevo sono stati trascritti e tradotti molti testi antichi.

Soprattutto quelli religiosi.

Nella traduzione latina della Bibbia (la versione greca ed ebraica) intitolata Vulgata c’è un passaggio molto interessante.

Dove di preciso?

Esodo, capitolo 34, versetto 29,30 e 35.

In questi passaggi viene narrato il ritorno di Mosè dal suo popolo dopo aver ricevuto i Comandamenti da Dio.

E?

Lì c’è anche riportato che Mosè ha un paio di corna sulla testa.

Com’è possibile?

Probabilmente si tratta di un errore di traduzione.

Ma questo fraintendimento non riguarda soltanto la Vulgata.

Nella Bibbia Douay-Rheims (ovvero la traduzione inglese della Vulgata) c’è scritto:

E quando Mosè scese dal Monte Sinai, aveva 2 tavolette come testimonianza, e non sapeva che la sua faccia era “cornuta” dalla conversazione con il Signore”.

Anche qui lo stesso particolare.

Andando ancora più a ritroso raggiungiamo il testo masoretico.

Che cosa sarebbe?

È il libro ufficiale degli Ebrei.

Nella loro versione viene raccontata la stessa storia.

E spunta fuori il termine qeren.

Che significa?

Questa parola significa “corno, basato sulla radice”.

E non solo.

Ha ulteriori significati.

Vuol dire anche “splendente” o “emettente raggi”.

Per la stessa questione devo farti conoscere un altro testo.

Quale?

Un commentario di Ezechiele.

Lì ha scritto che la faccia di Mosè era “glorificata”.

In ebraico, la parola che viene usata per indicare questo aggettivo vuol dire anche “cornuta”.

Ma non finisce qui.

C’è la Versione dei Settanta.

Cosa sarebbe?

Un’edizione in greco di un testo biblico ebraico molto antico e con qualche differenza da quello tradizionale.

Lì c’è scritto che:

“Mosè non sapeva che l’apparenza della pelle della sua faccia era glorificata”.

Quindi? Perché il Mose a Roma ha delle corna?

Per un errore di traduzione nel Medioevo che non è stato corretto nel corso degli anni.

Pensa che il termine “cornuto” legato a Mosè è rimasto in uso fino nel Rinascimento.

Tant’è che anche Michelangelo Buonarroti ha preso alla lettera la descrizione per la realizzazione della statua di questo personaggio biblico.

Poi la Vulgata è stata terminata nel 4° secolo.

Ed i primi lavori (artistici) che hanno preso spunto da questo testo appartengono ad un libro inglese del 1050.

Che libro?

La parafrasi Aelfrica del Pentateuco e di Giosuè.

Da lì il Mosè con le corna è diventato sempre più ricorrente.

Si vede anche sulle vetrate della cattedrale di Chartes, di Sainte-Chapelle e di Notre-Dame.

E poi?

Poi è arrivato il 16° secolo.

Da quel momento il Mosè “cornuto” è diventato meno popolare fino a che è diventato privo di questo dettaglio.

Oggi viene identificato come un profeta e precursore di Gesù.

E le corna che l’hanno caratterizzato per molti secoli – in periodi di contrasti religiosi – sono diventati un particolare negativo.

SIGNIFICATO

È il momento di scoprire il significato di questa statua.

Prima ti ho detto che anche lo psicanalista Sigmund Freud ha studiato a fondo quest’opera.

E ciò che ha detto in proposito è molto interessante.

Cioè?

Ora ti spiego tutto.

Come avrai capito, il Mosè scolpito da Michelangelo è appena sceso dal Monte Sinai dopo aver visto Dio ed aver ricevuto i Dieci Comandamenti.

Appena ritorna dal suo popolo, però, ha una brutta sorpresa.

Le persone stanno adorando il Vitello d’Oro.

Di questo ne abbiamo già parlato prima.

Tutto quadra con il racconto originale dell’Esodo.

Quindi?

Freud è andato più a fondo.

Ha analizzato l’opera da un punto di vista prettamente psicologico.

E cosa ha detto?

Per lui il Mosè di Michelangelo ha un’espressione agitata per via della sua scoperta delle persone che stavano adorando il Vitello d’Oro.

Passeranno pochi istanti e, in un impeto di rabbia, distruggerà le Tavole dei Comandamenti.

Un momento.

Qualcosa non va.

Che cosa?

Ricorda.

Mosè è un dettaglio fondamentale nella decorazione della Tomba di Giulio II.

Ed un Papa di certo non può accettare che sul suo sepolcro ci sia un simbolo di ira.

Questo Freud lo sa.

E ci tiene a precisare che il momento in cui Michelangelo ha immortalato Mosè non è quello in cui sta per scagliarsi contro il Vitello d’Oro.

No?

Secondo lo psicanalista questo è un altro istante.

Per lui il Mosè che stiamo osservando è un uomo che vorrebbe agire d’istinto, distruggere il falso idolo e dimenticarsi dei Comandamenti.

Ma non l’ha fatto.

Ha domato la sua rabbia.

Ora è seduto e con pazienza si sta controllando.

La rabbia – anche se con difficoltà – è contenuta.

Non lancerà le Tavolette a terra.

Non può rovinare tutto.

I Comandamenti sono fondamentali nella sua missione.

Mentre sta riflettendo, però, non si rende conto che le tavolette stanno scivolando dalla sua mano e cadranno da un momento all’altro.

Particolare Tavole Comandamenti Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle Tavole

Per Mosè l’incarico che Dio gli ha affidato è importantissimo.

Per compiere la sua missione ha messo da parte la rabbia.

Non si è scagliato contro coloro che adorano il Vitello d’Oro ma ha preferito mettere in salvo i Comandamenti.

Michelangelo, trasformandolo in statua ha affidato a Mosè un altro compito.

Quale?

Ora deve diventare il guardiano della tomba di Papa Giulio II.

E non finisce qui.

Secondo Freud, questo Mosè mostra 3 stati d’animo diversi.

Cioè?

Per lui, le linee che si vedono sul volto del personaggio biblico rappresentano la sua vittoria contro la rabbia.

Particolare sguardo Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare del volto

La parte centrale della statua (i muscoli soprattutto) mostrano gli ultimi istanti del suo tentativo di sopprimere l’impulso rabbioso contro gli infedeli.

Particolare muscoli tensione vene Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle vene e dei muscoli in tensione

E si vede soprattutto sul piede che non è appoggiato completamente a terra, come se un secondo prima avesse voluto scagliarsi con tutta la forza contro gli adoratori del Vitello d’Oro.

Particolare piedi Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare dei piedi

E poi?

L’accarezzarsi la barba simboleggia la tranquillità che ha avuto la meglio sugli istinti aggressivi.

Particolare mano barba Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare della mano sulla barba

Ma non è stato soltanto Freud a volerne sapere di più su questa curiosa statua di Michelangelo.

In che senso?

Devi conoscere gli approfondimenti fatti da 2 esperti:

  1. Malcom MacMillan
  2. Peter Swales

Insieme hanno scritto un saggio sul Mosè del Buonarroti.

E cosa hanno detto?

Per loro questa statua è legata agli eventi narrati nel libro dell’Esodo 33-34.

I due esperti dicono che Mosè ha sotto una mano delle Tavolette vuote.

Particolare Tavole Comandamenti vuote Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare delle Tavole rovesciate

Che significa vuote?

Ora ti spiego.

Dio ha ordinato a Mosè di fabbricare delle altre tavolette dopo la distruzione delle prime.

Ed hanno detto la loro anche a proposito delle “corna”.

Per loro si parla di un Mosè “cornuto” all’interno della Bibbia dopo il suo secondo viaggio di ritorno dagli Ebrei dopo la discesa dal Monte Sinai.

E non è tutto.

Secondo gli studiosi Michelangelo ha rappresentato Mosè nell’istante in cui sta per vedere Dio.

E perché ha questa espressione?

Particolare sguardo Mosè Michelangelo Buonarroti analisi

Particolare dell’espressione

Perché ha dei dubbi.

In che senso?

Non sa se Dio sarà soddisfatto del suo comportamento e di quello del suo popolo.

Non sa se:

  • Li perdonerà
  • Li guiderà alla Terra Promessa

E tutto ciò che può fare e prendere coraggio e chiedere a Dio di rivelare la sua gloria.

Ecco.

Michelangelo rappresenta Mosè in questo preciso istante.

Quest’ultimo è pensieroso ed in attesa dell’arrivo di Dio.

  • 2
    Shares

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. gianfrancioschio ha detto:

    manca la tecnica. per il resto molto carino

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *