Mosè di Michelangelo Buonarroti: analisi completa della scultura

Oggi andiamo a conoscere uno dei lavori più importanti in assoluto di Michelangelo Buonarroti, famosissimo scultore ed artista di grande livello, i cui lavori hanno cambiato radicalmente il mondo dell’arte moderna, diventando una leggenda fino ai giorni nostri. Abbiamo conosciuto diverse opere di Michelangelo, e tra queste, una delle più importanti è stata senza dubbio il Bacco, una statua appartenente alla mitologia romana. Oggi andremo a scoprire tutti i dettagli e le informazioni relative al Mose .

In questo articolo ci occuperemo in modo completo del Mosè Michelangelo, andando a conoscere i dettagli tecnici, quali data di realizzazione, dimensioni, il luogo di conservazione a Roma e successivamente ci soffermeremo sulla descrizione del Mosè di Michelangelo.

Mose Michelangelo Buonarroti analisi

“Mosè” Michelangelo Buonarroti

Data di realizzazione: 1513-1542

Dimensioni: 235 cm

Dove si trova: San Pietro in Vincoli, Roma

Il Mosè di Michelangelo è stato concepito per far parte del grandissimo progetto decorativo qual’era la tomba di Giulio II, della cui realizzazione era stato incaricato sempre il Buonarroti, ma il progetto della tomba di Michelangelo fu un vero e proprio calvario, a causa di innumerevoli eventi che portarono a continue modifiche del progetto della tomba.

Il Michelangelo Moses venne realizzato nel 1513, durante le prime modifiche del progetto della tomba di Giulio II e venne completata in poco tempo. La statua venne sostanzialmente modificata circa 25 anni dopo dallo stesso Michelangelo, il quale, per motivazioni religiose, ruotò la testa del Mosè, andando così a girare di conseguenza anche il corpo del protagonista.

L’operazione di modifica del Mose fu imponente e causò non pochi problemi al Buonarroti, ma abbassando in un primo momento il trono su cui è seduto Mosè di qualche centimetro e spostando anche il ginocchio, alla fine la statua è stata modificata con successo.

La statua, facente parte della decorazione della tomba Giulio ii, occupa la posizione centrale nel registro più basso (nel progetto originale doveva essere una delle quaranta statue che dovevano circondare la tomba); Mose viene rappresentato mentre è seduto sul trono, con il piede destro che tocca terra, mentre quella sinistra è alzata.

Il braccio sinistro del Mosè di Michelangelo è appoggiato sul grembo, mentre con l’altro regge le tavole su cui sono incisi i Dieci Comandamenti, e la stessa mano destra è incespicata nella lunga barba dello stesso protagonista.

Uno degli elementi caratteristici di questa statua conservata in San Pietro in Vincoli Roma è lo sguardo, che trasmette forte severità ed orgoglio, ma anche irascibilità (secondo alcuni critici, riassumerebbe il duro carattere di Michelangelo Buonarroti).

Per la realizzazione di questa statua, Michelangelo si è liberamente ispirato a modelli del secolo precedente, come il San Giovanni Evangelista di Donatello, ma anche alcuni capolavori antichi, come lo stesso Torso del Belvedere.

Facendo bene attenzione, è possibile notare sulla testa di Mosè Michelangelo un paio di corna: la presenza di questo curioso elemento è dovuto ad una traduzione errata del Libro dell’Esodo, e precisamente nel passo nel quale Mosè sta scendendo dal Monte Sinai, nel quale pare avesse due raggi sulla fronte; il termine “raggi” in ebraico è detto “Karan”, ma probabilmente è stato erroneamente scambiato con “Keren”, che vuol dire corna.

Infine, sono presenti alcuni aneddoti relativi a questa scultura, ed uno dei più popolari è quello secondo cui lo stesso Michelangelo, al termine del lavoro, rimasto colpito dall’eccezionale realismo della statua, abbia esclamato ” Perchè non parli ? ” colpendo un ginocchio del Mosè con un martello, sperando che il suo lavoro prendesse vita.

 

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

2 Risposte

  1. gianfrancioschio ha detto:

    manca la tecnica. per il resto molto carino

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