Mezzogiorno – Riposo dal lavoro di Van Gogh: il rispettoso e straordinario omaggio a Millet

Vincent Van Gogh, oltre ad essere stato un pittore estremamente originale ed autore di tanti, straordinari capolavori, è stato anche un attento ammiratore dei suoi colleghi. Ci sono diverse opere che testimoniano il profondo rapporto di rispetto che Vincent aveva nei confronti degli altri pittori, e quella di cui voglio parlarti oggi fa parte di questa importante serie. La tela che voglio farti conoscere ora è intitolata Mezzogiorno – riposo dal lavoro.

Quando avrai finito di leggere questo articolo, posso assicurarti diverse cose: conoscerai molto meglio questo quadro di Van Gogh, scoprirai cosa c’entra Millet con quest’opera e con Vincent, poi saprai anche in quale museo puoi vedere con i tuoi occhi questo capolavoro, e tanto altro ancora.

Mezzogiorno - Riposo dal lavoro Van Gogh analisi

“Mezzogiorno – Riposo dal lavoro” Vincent Van Gogh

Data di produzione: 1890

Dimensioni: 73 x 91 cm

Dove si trova: Musée d’Orsay, Parigi

Per prima cosa, devi sapere che questo quadro è liberamente ispirato ad un lavoro di Jean-François Millet; questo era un grande pittore realista, vissuto anni prima di Van Gogh.

Prima ti ho anticipato della profonda ammirazione che Vincent ha sempre per molti altri artisti; devi sapere anche che, volendo omaggiarli, ha deciso di realizzare alcune tele ispirate ad alcuni quadri che lo hanno colpito.

Oggi si contano più di 30 “copie” delle varianti ideate da Van Gogh, e tra i pittori a cui il pittore si è richiamato, si contano nomi di tutto rispetto: Delacroix, Daumier, Hiroshige, Millet e tanti altri.

Ciascuno di questi nomi ha avuto un significato importante per Vincent: è riuscito a vedere del potenziale nella loro pennellata, nel loro stile e nei loro disegni. Pensava, inoltre, che il loro contributo fosse stato fondamentale per l’alto livello che l’arte aveva raggiunto.

Le quattro ore del giorno riposo Millet

“Le quattro ore del giorno (riposo)” Jean-François Millet

Il disegno originale di Millet è stato ideato e realizzato per la serie di dipinti intitolati Le quattro ore del giorno.

Ma perché scegliere proprio uno di questi dipinti?  Esistono tanti altri quadri famosi dipinti da Millet, come ad esempio il quadro delle spigolatrici; Van Gogh avrebbe potuto tranquillamente “copiare” quello, ma non l’ha fatto.

Vincent pensava che questo fosse il quadro ideale per il suo progetto.

L’artista dà vita a questo quadro mentre è ricoverato all’ospedale psichiatrico di Saint-Rémy di Provence, e qui, ha la possibilità di studiare a fondo, e con calma, il disegno di Millet.

Man mano che ci sono progressi, Vincent tiene aggiornato suo fratello Theo, scrivendogli delle lettere molto frequentemente.

È proprio in una di queste lettere che il pittore fa riferimento al suo lavoro di modifica e di personale interpretazione del quadro di Millet, dicendo che ha bisogno di trovare i colori ideali per fare “propria” la composizione del pittore realista.

Van Gogh ha sempre pensato che Millet fosse un pittore eccezionalmente moderno: i suoi colori, l’attenzione per i particolari e soprattutto quella voglia di esaltare i contadini come se fossero dei veri e propri eroi, sono delle ragioni più che sufficienti a spiegare il profondo rispetto provato dal pittore olandese nei confronti del suo collega.

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Particolare delle scarpe e della coppia di falcetti

In questo straordinario tributo Van Gogh dipinge una scena straordinaria: i due contadini, stremati dal duro lavoro, riposano su dei covoni; a destra dei due lavoratori ci sono le scarpe dell’uomo ed un paio di falcetti che hanno usato per il loro lavoro.

Si respira tranquillità e pace nell’opera: basta guardare la donna che, stanca, appoggia la testa sulle proprie braccia, mettendosi accanto all’uomo che sta dormendo ed il cui volto è coperto da un piccolo cappello di paglia.

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Particolare dell’uomo con il carro e gli animali

In lontananza, all’ombra di un altro paio di grandi covoni, c’è un uomo che sta ancora lavorando e non può riposare, mentre cerca di sistemare un carro ed i buoi.

Facendo leva su una pennellata veloce e sulla grande attenzione per i dettagli, Van Gogh dà quasi l’illusione che il vento stia accarezzando l’erba ed i vestiti dei protagonisti.

Voglio farti notare un’ultima cosa: l’aspetto più notevole della reinterpretazione di Vincent si nota soprattutto nel gioco di contrasti dei colori complementari, come quello che c’è tra il blu ed il viola, oltre che quello del giallo e l’arancione.

Non si tratta di una semplice copia, ma di un quadro completamente nuovo: nonostante l’opera originale potesse essere carica di tranquillità e semplicità, qui spicca la tradizionale intensità di Van Gogh che rende questo lavoro straordinario.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. anonimo ha detto:

    manca il movimento artistico

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