Massacro in Corea di Pablo Picasso: analisi completa del quadro

Scopriamo tutto quello che riguarda una drammatica opera di Pablo Picasso, famosissimo pittore molto attivo nel Novecento, il quale ha realizzato molteplici opere che hanno avuto un notevolissimo successo. Tradizionalmente, la carriera pittorica di Picasso viene divisa in due sezioni: il “periodo rosa” ed il “periodo blu”; abbiamo potuto conoscere più di qualche caratteristica tipica del “periodo rosa” attraverso l’analisi del quadro Famiglia di saltimbanchi. Il quadro che andremo a conoscere oggi è intitolato “Massacro in Corea”.

In questo articolo potrete leggere tutto quello che riguarda questo lavoro, comprese data di realizzazione, dimensioni, luogo di conservazione ed anche una descrizione approfondita della composizione, così da avere un quadro completo con tutte le informazioni sul lavoro di Picasso.

Massacro in Corea Pablo Picasso analisi

“Massacro in Corea” Pablo Picasso

Data di realizzazione: 1951

Dimensioni: 109,5 x 209,5 cm

Dove si trova: Musée National Picasso, Parigi

Come si può intuire dal titolo, “Massacro in Corea” di Picasso è una rappresentazione su tela di un tragico evento di guerra: si parla del “massacro di Sinchon” avvenuto tra il 17 Ottobre e 7 Dicembre 1950; nella zona di Sinchon, in Corea del Nord, più di trentamila civili rimasero uccisi a seguito di un conflitto tra gli anti-comunisti e le truppe dell’ONU; a seguito di ciò, intervennero anche le truppe americane stanziate nel luogo, aumentando le dimensioni del combattimento.

In “Massacro in Corea” Picasso mostra dei soldati che stanno per eliminare a sangue freddo dei civili, composti unicamente da donne e bambini, nudi e privi di difese. Sono presenti alcuni elementi simbolici di grande interesse: le due donne in primo piano sono gravide, e rappresentano la vita, mentre i soldati sono privi dei loro attributi maschili, quasi come fossero delle macchine e non più esseri umani, come si può evincere anche dai loro volti.

Le reazioni davanti all’imminente morte sono diverse: un bambino sulla destra, più vicino ai soldati sta scappando verso la mamma con lo sguardo rivolto ai soldati, un altro più piccolo sembra non essere conscio del pericolo e sta raccogliendo un fiore, mentre più a sinistra un altro si stringe in braccio alla mamma prima della morte.; infine, all’estrema sinistra della scena, un bambino si nasconde dietro alle spalle della madre, terrorizzato.

Il quadro presenta alcune caratteristiche cubiste, rintracciabili nel volto delle due donne più a sinistra nella composizione, ma anche nella composizione di alcuni dei soldati, che come accennato in precedenza sembrano essere più degli automi, privi di emozioni e capaci unicamente di eseguire gli ordini, anche se quest’ultimi implicano la necessità di eliminare degli innocenti.

Le armi che i soldati stanno impugnando sono una sorta di fusione tra delle spade(simbolo di potere) e dei fucili, pronti a fare fuoco sulla folla. Gli stessi soldati non hanno alcuno stemma o bandiera che possa permettere l’appartenenza della truppa ad un qualche schieramento; questa è stata una scelta volontaria da parte di Picasso, il quale non ha voluto schierarsi in questo conflitto, ma semplicemente ha voluto denunciare questo orrore.

I colori utilizzati in “Massacro in Corea” di Picasso sono soprattutto il bianco, nero e grigio (colori che rappresentano la morte) per quanto riguarda i personaggi, in netto contrasto con il paese circostante, colorato con un verde e marrone per enfatizzare il contrasto tra la vita della natura e la distruzione portata dall’uomo.

Il quadro, per tema e composizione, ricorda molto da vicino “3 Maggio 1808” di Francisco Goya.

 

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Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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