Mare tempestoso in Étretat di Monet: analisi completa del quadro

Continuiamo il nostro viaggio in compagnia delle opere realizzate da Claude Monet, pittore impressionista di fine ‘800 che stiamo imparando a conoscere grazie alle analisi quotidiane di alcuni dei suoi quadri più belli; dopo aver visto e studiato un quadro che ricorda molto gli hortus conclusus medievali, oggi è il tempo di analizzare un nuovo quadro intitolato Mare tempestoso in Étretat.

Mare tempestoso in Étretat Monet analisi

Data di produzione: 1883

Dimensioni: 100 x 81 cm

Dove si trova: Musée des Beaux-Arts de Lyon, Lione

Come potrebbe già suggerire il titolo, Mare tempestoso in Étretat rappresenta una scena di vero e proprio mare agitato; il luogo rappresentato nella scena è stato studiato innumerevoli volte da Monet, il quale ha passato l’anno di realizzazione del quadro, ovvero il 1883 a cercare di riprodurre al meglio la scena che aveva davanti ai suoi occhi, dipingendola proprio come la vedeva dalle finestre dell’albergo in cui soggiornava.

Cerchiamo di dare un’occhiata più tecnica al quadro e vediamo quali sono le caratteristiche principali di tale opera: per prima cosa si può dire che il quadro potrebbe essere suddiviso “mentalmente” in ben quattro parti, ognuna delle quali è stata realizzata in modo completamente differente; la parte centrale, per prima cosa, è stata realizzata da piccole sezioni realizzate tutte con la stessa tecnica; nella parte più vicina all’osservatore, ovvero in primo piano, si possono vedere dei dettagli, ossia due vecchie imbarcazioni utilizzate dai pescatori, ma ormai in pessimo stato e ricoperte dalla paglia ed un’altra sulla destra che è prossima oramai è semidistrutta.

Le uniche due persone presenti all’interno del quadro sono proprio i due pescatori i quali stanno guardando la barca di cui abbiamo appena parlato.

Un’altra sezione, invece è rappresentata dalla scogliera di Étretat che si vede sulla sinistra ed è immediatamente riconoscibile poiché quest’ultima è stata realizzata con una pennellata orizzontale, differentemente dalla prima sezione che abbiamo analizzato (ovvero il mare e la parte centrale), tutta realizzata con un altro tipo di pennellata. In ultima istanza, il cielo è stato realizzato in modo ancora diverso, utilizzando un’altra tecnica, e lascia presagire l’arrivo di una perturbazione, cosa già abbastanza prevedibile dato lo stato del mare che fa da protagonista a tutto il quadro.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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