Madonna di Pasadena di Raffaello Sanzio: analisi completa del dipinto

Siamo quasi giunti al termine del nostro viaggio tra le bellissime opere del pittore cinquecentesco Raffaello Sanzio, il quale già mentre era in vita godeva di un grande prestigio e rispetto presso gli altri artisti, (in particolar modo era stimato da Giorgio Vasari), e anche dopo la sua morte, la sua fama continuò a crescere costantemente, facendolo diventare uno degli artisti più ammirati e studiati nel mondo contemporaneo. Nell’articolo odierno andremo a studiare la “Madonna di Pasadena”.

In questo articolo troverete la descrizione dell’opera e l’analisi stilistica di questo importante dipinto, il quale per la tecnica utilizzata è uno dei lavori più apprezzati del Sanzio. Per tutte le altre opere di questo artista, potete continuare a seguire il nostro blog oppure consultare gli articoli precedenti a questo, o ancora potete acquistare un libro dalla nostra selezione di documenti che abbiamo realizzato su Raffaello nel link qui sotto.

Madonna di Pasadena Raffaello Sanzio analisi

“Madonna di Pasadena” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1503

Dimensioni: 55 x 40 cm

Dove si trova: Norton Simon Museum of Art, Pasadena, California

Abbiamo scarse informazioni riguardo la commissione dell’opera ed abbiamo i primi documenti certificati e verificati unicamente quando la “Madonna di Pasadena” passa nelle mani di Thomas Townend nel 1883, per poi passare di discendente in discendente tra le generazioni inglesi, per poi essere venduta nel 1952 alla Wildenstein & Co., e circa venti anni dopo giunge al Norton Simon Art Foundation, dove risiede attualmente.

L’opera è molto interessante, e come si può notare in prima istanza, ritrae un tema ricorrente nella produzione di Raffaello, dove i protagonisti sono la Vergine Maria ed il Bambino. Raffaello aveva studiato a lungo questo tipo di scena e ha riproposto in tantissime varianti questa particolare scena che vede il forte legame madre e figlio tra Maria e Gesù Bambino.

I colori utilizzati rimandano ancora una volta alle tonalità della terra, i quali erano utilizzati moltissimo da un altro collega di Raffaello, ovvero Leonardo da Vinci, che il Sanzio ammirava e dal quale molto spesso prendeva ispirazione per le proprie opere. Analizziamo per bene la scena: possiamo notare che come al solito l’ambiente che circonda i due protagonisti è bucolico, dove in fondo a sinistra emerge qualche costruzione, le cui sagome si riflettono sulla superficie acquatica, dando forte realismo alla composizione.

La Vergine è vestita con i tradizionali colori rosso e blu, i quali rappresentano rispettivamente la Passione di Cristo e la Chiesa, ed allude all’unione indissolubile di questi due elementi. I due protagonisti formano una sorta di piramide, di cui Maria è la punta; mentre la Vergine guarda al Bambino e teneramente lo abbraccia, con l’altra mano trattiene un libro; allo stesso modo anche Gesù regge il libro e con l’altra mano stringe le dita della madre, mentre guarda verso il cielo.

Il libro è molto interessante, poiché secondo gli studi effettuati, sarebbe aperto sulla pagina de “La Nona”, una preghiera che viene recitata quotidianamente dalle comunità monastiche e che celebra e ricorda il sacrificio di Cristo sulla croce. Allo stesso modo, anche lo sguardo del Bambino verso il cielo mentre regge il libro, potrebbe essere inteso come un richiamo al proprio sacrificio.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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