Madonna della Melagrana di Sandro Botticelli: analisi completa dell’opera

Sandro Botticelli, nella sua lunga carriera artista, ha realizzato un gran numero di opere d’arte che sono passate alla storia come dei veri e propri capolavori: nel lungo elenco, possiamo ricordare sia la Nascita di Venere che Pallade e il Centauro. Oggi proseguiremo nella conoscenza di questo popolare artista del Quattrocento, andando a studiare da vicino la tempera su tavola intitolata Madonna della melagrana .

Esiste un’altra Madonna del melograno realizzata da Jacopo della Quercia , solo che in quel caso si tratta di una scultura e non di una tempera su tavola. Qui potrete leggere tutto ciò che riguarda il melograno significato , oltre che la storia dell’opera, la datazione, le dimensioni e la descrizione dell’intera composizione.

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“Madonna della Melagrana” Sandro Botticelli

Data di realizzazione: 1487

Dimensioni: 143,5 x 143,5 cm

Dove si trova: Galleria degli Uffizi, Firenze

Questo dipinto madonna venne commissionato nel 1487 dalla magistratura fiorentina dei Massai di Camera, i quali volevano decorare la Sala delle Udienze che si trovava all’interno di Palazzo Vecchio.

Per quanto riguarda la datazione dell’opera, sono state avanzate diverse ipotesi a riguardo: Herbert P. Horne, uno storico d’arte e grande collezionista vissuto tra Ottocento e Novecento, concentrandosi sulla cornice di questo lavoro di Botticelli, ha notato che la decorazione è prevalentemente composta dai gigli di Francia, alludendo di conseguenza ad una possibile alleanza con i francesi.

Secondo altri studiosi, questa Madonna con la melagrana potrebbe essere stata realizzata diversi anni prima del 1487: c’è chi propende per i primi anni Ottanta del Quattrocento e chi ancora prima.

A render più veritiera la datazione del 1487 è la grande somiglianza di questo lavoro con la Madonna del Magnificat, altra opera di Botticelli, conservata attualmente agli Uffizi.

Nella composizione i protagonisti sono vari: al centro si trova la Vergine Maria, che tiene tra le braccia il Bambino, il quale occupa la parte inferiore della composizione.

A circondare i due protagonisti ci sono sei angeli, divisi in due gruppi da tre: questi, hanno tutti lo sguardo diretto in punti diversi.

Gli angeli che occupano le posizioni più esterne nella composizione, sono appoggiati su due festoni di rose bianche e rosse, la cui allusione significato rispettivamente della purezza di Maria e del sangue della Passione di Cristo. Questi due angeli, inoltre, portano con loro anche dei gigli bianchi, i quali alludono al tradizionale attributo verginale di Maria.

Tutti gli angeli sono impegnati in attività diverse: c’è chi spia il libro di un altro angelo (come quello più a destra), chi sussurra nell’orecchio di un altro (quello immediatamente alla destra di Maria), o chi semplicemente rivolge lo sguardo verso lo spettatore, coinvolgendolo all’interno della scena e convogliando l’attenzione dello stesso spettatore verso il centro della composizione.

Il volto di Maria, ovale, ma leggermente allungato, ricorda quello della Madonna del Libro, un altro capolavoro botticelliano.

Il significato melograno che sia la Vergine che il Bambino tengono tra le mani alludono sia alla fertilità e ricchezza, ed inoltre i grani rossi che compongono il frutto indicano il futuro sacrificio di Gesù per la salvezza dell’uomo.

Infine, tutti i chicchi presenti nel melograno sono tutti vicini tra loro, simboleggiando la forte unità della Chiesa.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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