Madonna del Roseto di Sandro Botticelli: analisi completa dell’opera

Sandro Botticelli è stato un celebre artista del Quattrocento, passato alla storia per aver realizzato dei grandiosi capolavori come la Nascita di Venere, ma anche delle opere poco conosciute come ad esempio la Madonna in gloria di Serafini, ed oggi continueremo a conoscere questo artista andando ad analizzare l’opera intitolata Madonna del Roseto .

Qui potrete trovare tutte le informazioni relative a questa tempera su tavola realizzata da Sandro Botticelli, partendo da data di realizzazione, dimensioni e luogo di conservazione per poi passare successivamente all’analisi stilistica del lavoro.

Madonna del Roseto Sadnro Botticelli analisi

“Madonna del Roseto” Sadnro Botticelli

Data di realizzazione: 1469-1470

Dimensioni: 124 x 64 cm

Dove si trova. Galleria degli Uffizi, Firenze

Secondo gli studiosi, questo lavoro è stato attribuito alla produzione giovanile di Botticelli, poiché sono molto evidenti gli influssi della pittura del Verrocchio all’interno di questa composizione.

L’opera è stata ritrovata originariamente all’interno della Camera di Commercio di Firenze, e probabilmente venne commissionata dalla corporazione dell’Arte della Lana, poiché la Camera di Commercio era la loro sede. Un’altra ipotesi invece vede il Tribunale della Mercanzia come committente effettivo dell’opera.

Protagonisti dell’opera, come accade anche in altre composizioni di Sandro Botticelli, sono la Madonna e Gesù Bambino appoggiato sulle ginocchia dela madre.

Entrambi i protagonisti sono racchiusi sotto una loggia con delle colonne, facenti parte di un arco a tutto sesto.

Alle spalle della Vergine si può notare uno spaccato di giardino, dove emergono soprattutto delle rose. Al contrario, sul pavimento, si può notare il marmo specchiato, un eccezionale tocco di stile che dimostra la grande abilità di Botticelli.

Simbolicamente, le rose citate in precedenza simboleggiano un titolo della Vergine, ovvero rosa mystica. Allo stesso modo, il Bambino, sta assaggiando un melograno (presente anche nella Cena in Emmaus di Caravaggio), il quale simboleggia la fertilità ed il potere regale, e nel contempo, il colore rosso del frutto allude anche al sangue della futura Passione di Cristo.

I due protagonisti ricordano molto lo stile del Verrocchio, ma allo stesso tempo, il corpo allungato di Maria dimostra un notevole influsso di Filippo Lippi su Botticelli.

Infine, trattandosi di un lavoro giovanile, non è esente da alcuni errori: lo sfondo dell’architettura infatti è molto piccolo e contiene a fatica la figura di Maria ed anche la rappresentazione delle rose nel giardino che si trova alle spalle dei protagonisti.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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