Madonna dei Garofani di Raffaello Sanzio: analisi completa del quadro

Eccoci anche oggi in compagnia di un altro stupendo quadro di Raffaello Sanzio, il quale continua da diverse settimane ad essere il protagonista indiscusso sul blog, grazie alla sua straordinaria produzione, che ci ha permesso di studiarlo e di approfondire molti dettagli riguardo il suo stile. All’interno dell’articolo odierno, andremo a studiare la “Madonna dei Garofani”.

In questo articolo, prima di tutto andremo a parlare nel dettaglio della storia della commissione e della trasmissione di questo lavoro del Sanzio, poi successivamente passeremo ad un’analisi stilistica di tale lavoro, al fine dia vere un quadro completo dello stupendo dipinto di tale pittore del Cinquecento.

Madonna dei Garofani Raffaello Sanzio analisi

“Madonna dei Garofani” Raffaello Sanzio

Data di produzione: 1506-1507

Dimensioni: 27,9 x 22,4 cm

Dove si trova: National Gallery, Londra

Sentiamo parlare per la prima volta di questo lavoro nel diciannovesimo secolo, presso la collezione del pittore Vincenzo Cammuccini, probabilmente acquistata circa duecento anni prima da un nobile francese. Curiosamente, di questa “Madonna dei Garofani” esistono più di cinquanta copie, ed è ancora tema di discussione se quella originale è proprio quella contenuta al National Gallery di Londra.

L’opera, dalla proprietà di Cammuccini è passata a quella del quarto duca del Northumberlan Agernon Percy nel 1854 (seppur non certo che l’opera in questione fosse un falso o proprio il lavoro originale del Sanzio), e nel 2004 il National Gallery di Londra ha acquistato definitivamente il lavoro.

Passiamo all’analisi stilistica dell’opera: i soggetti sono la Vergine Maria ed il Bambin Gesù, i quali si trovano all’interno di una camera e si scambiano teneramente dei piccoli garofani rossi, che danno il titolo all’opera, e che, simbolicamente rimandano alla Passione di Cristo, ma anche al matrimonio tra Gesù e la Chiesa (di cui anche Maria è simbolo). Questa simbologia è ricorrente all’interno di diverse opere di Raffaello.

Alle spalle di Maria, sulla sinistra della tela, è possibile scorgere un letto a baldacchino, il quale rappresenta la verginità, simbolo che contraddistingue la madre di Gesù. Sulla destra della stanza, c’è una finestra dove si può ammirare una parte di paesaggio, derivante senza dubbio dall’influenza fiamminga (che in quel tempo era molto in voga e rappresentato anche dal suo amico Leonardo da Vinci).

Proprio come in tanti altri lavori del Sanzio, dove i protagonisti sono la Vergine Maria e Gesù Bambino, la bellezza dell’intera opera sta proprio nella serenità e nella semplicità familiare tra i due protagonisti, i quali sembrano aver dimenticato la propria importanza e in virtù di questo, si comportano come una famiglia qualsiasi.

In ultima istanza, grazie agli straordinari strumenti scientifici, è stato effettuato uno studio con gli infrarossi sulla tela, che ha permesso di rintracciare nel lavoro alcuni elementi tipici dello stile del Sanzio, come:

  • Piccole curve per disegnare le mani
  • Il tratteggio per segnalare delle zone d’ombra
  • Utilizzo della punta metallica, strumento utilizzato frequentemente nel lavoro di questo artista
  • Disegno a mano libera sulla base dell’opera

Per qualsiasi informazione aggiuntiva che volete segnalarci su quest’opera, potete lasciare un commento qui sotto e noi provvederemo ad inserirlo quanto prima.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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