Ma Jolie di Pablo Picasso: analisi completa del quadro

Studiamo un importante olio su tela di Pablo Picasso, pittore eclettico, il quale ha lasciato un segno indelebile con la sua straordinaria carriera costellata di innumerevoli capolavori che hanno scritto la storia del Novecento fino ai giorni nostri. Egli è stato un grande fautore, se non l’artista più popolare legato al movimento cubista, come abbiamo potuto notare nel Ritratto di Ambroise Vollard, avente per soggetto un suo famoso amico gallerista. Nell’articolo odierno andremo a scoprire tutto quello che riguarda il lavoro intitolato “Ma Jolie”.

Qui potrete leggere tutte le informazioni relative al suddetto lavoro di Picasso, trovando data di realizzazione, dimensioni, luogo di conservazione ed ovviamente anche la descrizione dell’olio su tela, così da realizzare una didascalia completa del lavoro di Picasso.

Ma Jolie Pablo Picasso analisi

“Ma Jolie” Pablo Picasso

Data di realizzazione: 1911-1912

Dimensioni: 100 x 65,4 cm

Dove si trova: Museum of Modern Art, New York

La versione a cui faremo riferimento oggi è quella conservata al MoMA di New York, e non l’omonima opera conservata all’Indianapolis Museum of Art dipinta solo due anni dopo. Il titolo del quadro è molto interessante poiché fa riferimento a due elementi del tempo di Picasso: “Ma Jolie” era il ritornello di una canzone molto in voga durante gli anni della realizzazione di questo lavoro, ed inoltre, “Ma Jolie” era anche il soprannome dell’amante al tempo dell’artista, il cui vero nome era Marcelle Humbert.

L’opera appartiene senza dubbio al mondo cubista, e protagonista della composizione è l’amante di Picasso, scomposta in tante piccole parti sulla tela. Il triangolo sottile al centro del quadro è la testa della donna, poi si vede anche un piccolo gruppo di sei linee verticali, che richiamano alle sei corde della chitarra, che sembrano essere strimpellate dalla stessa protagonista.

Nello specifico, questo lavoro mostra appieno le caratteristiche del “cubismo analitico”. I colori utilizzati sono molto scuri e spaziano dal nero fino a giungere a varie sfumature marroni che permettono di dividere perfettamente le varie sezioni del quadro.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *