Le Stigmate di San Francesco di Giotto: analisi completa del dipinto

Eccoci nuovamente insieme per scoprire tutti i dettagli su un’opera molto interessante di un’artista che senza dubbio ha dato un notevolissimo supporto all’arte moltissimi anni fa, ovvero Giotto, considerato da molti un precursore dell’arte moderna e che ha gettato le basi per tutti i pittori ed artisti che lo succederanno e che prenderanno grande ispirazione da lui. L’opera che andremo a vedere oggi è intitolata Stigmate di San Francesco.

Qui potrete leggere tutte le informazioni sul Giotto San Francesco, o più precisamente tutto quello che riguarda l’opera che ha per soggetto le stimmate di San Francesco. Qui troverete la data di produzione, le dimensioni, il luogo della conservazione ed un’ottima descrizione dell’opera di Giotto.

 Stigmate di San Francesco Giotto analisi

“Stigmate di San Francesco” Giotto

Data di produzione: 1295-1300

Dimensioni: 313 x 163 cm

Dove si trova: Musée du Louvre, Parigi

L’opera è davvero molto interessante, e non ha nulla a che fare con i pittori impressionisti che abbiamo imparato a conoscere nelle giornate precedenti sul blog. Questo dipinto realizzato con la tempera sulla tavola, è giunto al Louvre durante i saccheggi ad opera di Napoleone, il quale, grande appassionato d’arte e interessato anche a dare grande prestigio ai musei francesi, decise di depredare un grandissimo numero di opere d’arte dai paesi che attaccava, e tra questi, anche l’Italia.

Quest’opera negli ultimi venti anni è stata attribuita dalla critica con sicurezza al maestro toscano Giotto, poiché troviamo addirittura la sua firma nella parte bassa della composizione, il che non lascerebbe spazio a perplessità. In passato, nonostante la presenza della firma, vennero fatti tanti studi per cercare di capire con sicurezza chi fosse l’autore di questo ritratto, ma dopo aver analizzato a fondo la grandiosa qualità dell’opera e aver appurato che la firma era autobiografa, fu deciso che quest’opera fu realizzata proprio da Giotto in persona.

Cerchiamo di scoprire qualcosa in più su le Stigmate di San Francesco. Nella scena principale, possiamo notare che il color oro domina completamente la composizione, proprio come accadeva in numerose opere contemporanee; il momento che viene rappresentato è quello che vede San Francesco ricevere le stigmate da parte di Cristo, il quale viene rappresentato in questo caso con le sembianza di un serafino, mentre sta volando.

Cristo emana dei raggi che colpiscono varie parti del corpo di Francesco, ovvero le zone su cui vi saranno successivamente le stigmate; da notare anche la monumentalità del Santo, il quale è vistosamente più grande rispetto a tutto l’ambiente circostante. A proposito dell’ambiente, bisogna notare anche il forte influsso della tradizione pittorica bizantina, che si può osservare e ritrovare soprattutto negli edifici in prospettiva, alcuni elementi naturali schiacciati e altri piccoli dettagli del genere che solitamente si trovano nelle opere propriamente di tradizione orientale.

Interessante la scelta da parte dell’artista Giotto di voler dare maggiore importanza ad una scena della vita di San Francesco che solitamente viene citata ma che molto spesso non viene considerata importante al punto da essere in primo piano come accade in questo caso.

Nella predella, ovvero la parte bassa di questo ritratto, si possono osservare altre tre scene interessanti legate sempre alla vita di San Francesco, ovvero il Sogno di Innocenzo III, l’Approvazione della Regola francescana San Francesco predica agli uccelli.

All’interno della scena rappresentante il sogno del Papa Innocenzo III, possiamo notare come l’atmosfera sia già ricca di tensione, attraverso la riproposizione di una scena tipica della storia di San Francesco e che si può trovare anche realizzata da altri artisti, ma che questa volta presenta l’aggiunta di due elementi nuovi: San Pietro che sta mostrando al Papa la visione profetica (o meglio, apocalittica), e sul lato sinistro la chiesa con una colonna già spezzata e che incede incede a sprofondare, prossima al tracollo definitivo.

L’Approvazione della Regola francescana invece non si distacca molto dalle altre realizzazioni da parte di ulteriori artisti che hanno ritratto questo momento, se non per il fatto che la tecnica utilizzata per la prospettiva è ben fatta e lo si può notare dalla presenza degli archetti e di altri oggetti all’interno della stanza.

Nell’ultima scena, quella dedicata a San Francesco predica agli uccelli, nonostante quest’ultima sia molto deturpata, si può notare lo sforzo pittorico da parte di Giotto nel realizzare una grandissima varietà di uccelli e la cura nel descrivere i dettagli di quest’ultimi.

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

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