Voglio farti scoprire un capolavoro dell’arte contemporanea. Sono più che sicuro che avrai già visto o sentito parlare delle particolari tele di questo artista, caratterizzate dalla “strana” presenza di manichini al posto delle persone. Sto per parlarti di Giorgio de Chirico, famosissimo pittore esponente dell’arte metafisica. Oggi voglio farti conoscere qualcosa in più a proposito del suo stile raccontandoti di uno dei suoi più celebri lavori intitolato Le Muse inquietanti.
Ci sono alcune cose che devi sapere a proposito di questa tela.
Per spiegarti tutto con chiarezza e nel dettaglio, ho deciso di scrivere questo articolo.
Una volta che avrai finito di leggerlo, posso assicurarti che:
Conoscerai la storia delle Muse inquietanti de Chirico
Capirai qual è il motivo per cui i protagonisti dell’opera sono dei manichini e non degli esseri umani
Scoprirai il significato dell’opera
E molto altro ancora.
Sei pronto per conoscere a fondo questa tela? Cominciamo.
“Le Muse inquietanti” Giorgio de ChiricoData di realizzazione: 1917-1918Dimensioni: 97 x 67 cmDove si trova: Collezione privata, Milano
Devo essere sincero.
Non c’è molto da dire a proposito della storia di questo dipinto di De Chirico.
Per quale ragione?
Perché la sua è una vicenda molto breve.
Tutto ciò che sappiamo è che questa tela è stata realizzata durante la Prima Guerra Mondiale.
Davvero?
Proprio così.
Negli anni del conflitto Giorgio si trova a Ferrara.
Questa è una città italiana diventata famosa per la presenza di fantastici monumenti, come ad esempio il Castello Estense.
Sai perché ti dico questo?
Perché è un dato molto importante per comprendere la tela.
Mi spiego meglio.
Dà un’occhiata allo sfondo del quadro le Muse inquietanti De Chirico.
Particolare del castelloLo hai visto il castello?
Quello è il castello Estense.
Confronto del Castello Estense nel quadro (sinistra) e nella realtà (destra)
La casa del famoso artista metafisico si trova poco distante dall’importante monumento.
Ma in secondo piano si vedono altre strutture che “stonano” con l’inconfondibile architettura del castello.
Più tardi – quando ti parlerò della descrizione dell’opera – ci torneremo su.
Le Muse inquientanti di Giorgio de Chirico oggi si trovano in una collezione privata a Milano.
DESCRIZIONE
Guarda attentamente quest’opera.
“Le Muse inquietanti” Giorgio de Chirico
Voglio rispondere immediatamente ad una domanda molto importante.
Sai per quale motivo Giorgio ha scelto Ferrara e non un’altra città per lo sfondo del suo capolavoro?
Il motivo è semplice.
Per lui Ferrara è un luogo caratterizzato da un’eccellente struttura urbanistica (ed architettonica).
Pensa che questo centro ha cominciato a sviluppare la propria organizzazione interna a cominciare dal Rinascimento.
Ed anche se sono passati i secoli, non ci sono stati dei cambiamenti drastici.
De Chirico ama la geometria che compone Ferrara.
Ed è proprio per questo che si serve più volte di lei per le sue opere.
“I progetti della ragazza” Giorgio de Chirico
Ma c’è dell’altro che devi sapere.
Le Muse inquietanti di De Chirico non è una normale opera d’arte.
In che senso?
Lui considera questa tela il “manifesto” della poetica metafisica.
La metafisica?
Proprio così.
Si tratta di una corrente artistica del 20° secolo.
Ed ha un solo obiettivo.
Rappresentare tutto ciò che si trova oltre la tradizionale apparenza fisica della realtà e che si trova oltre ciò che i sensi possono percepire.
Detto ciò, lascia che ti dica qualche altra cosa a proposito del lavoro di de Chirico le Museinquietanti.
Pensa che in questa composizione il pittore ha riunito tutti gli elementi che caratterizzano il suo stile.
Che vuol dire?
Ora ti spiego.
Se dai un’occhiata ad altre tele realizzate da Giorgio, noterai che ci sono 3 elementi ricorrenti:
Gli spazi urbani vuoti che fungono da ambiente
L’utilizzo di una prospettiva “sbagliata”
I manichini di de Chirico che hanno il ruolo di protagonisti (e che sostituiscono le persone)
Particolare dei manichiniSai perché Giorgio non rinuncia mai a questi strani dettagli?
Perché con le sue opere d’arte vuole mostrarci una realtà diversa da quella che conosciamo.
In che senso?
Mi spiego meglio.
I particolari presenti nelle sue tele fanno parte del nostro mondo (il Castello Estense, per esempio), ma nella sua realtà sono elementi vuoti e privi di vita.
Quindi la morte è la protagonista di questo quadro?
In un certo senso, sì.
Giorgio ritiene che la morte non sia altro che un’eternità immobile e priva di spiegazione.
È un concetto che va oltre la normale apparenza degli oggetti.
Lo stile artistico di Giorgio è caratterizzato da una grande curiosità.
Vuole cercare di scoprire cosa si nasconde dietro le leggi fisiche alla base della nostra realtà.
E questo si vede benissimo nel De Chirico Muse inquietanti.
Ma adesso lascia che ti mostri per bene gli elementi più importanti della composizione.
Cominciamo con l’ambiente.
Particolare dell’ambiente
Siamo in una piazza.
Ma non è una piazza normale.
Al posto dei classici sanpietrini (o di una tradizionale pavimentazione) ci sono degli assi di legno.
Particolare delle assi di legno
Più che una piazza cittadina sembra di trovarsi davanti ad un palco teatrale.
Sullo sfondo c’è il già citato Castello Estense, il quale si riconosce immediatamente.
Particolare del Castello EstenseE le altre strutture?
Sul lato sinistro dell’opera c’è una fabbrica con 2 grandi ciminiere marroni in mattone.
Particolare della fabbrica
È evidente.
Le 2 strutture sono completamente contrastanti.
Cioè?
Il Castello Estense rappresenta l’antico
La fabbrica rappresentà il moderno
Ma non è soltanto questo.
C’è dell’altro che devi sapere.
Che cosa?
All’interno di queste strutture non c’è nessuno.
Sono vuote.
Davvero?
Esatto.
Guarda il castello da più vicino.
Vedrai che non ci sono stanze illuminate da candele o quant’altro.
Particolare del castello disabitato
Anche la fabbrica è abbandonata.
Particolare della fabbrica spenta
Le sue ciminiere non emettono fumo.
Questo vuol dire che dentro non c’è nessuno che lavora.
Detto ciò, devo svelarti qualcosa a proposito della prospettiva presente in questo lavoro.
Cioè?
Per prima cosa, il lavoro di Giorgio de Chirico le Muse inquietanti è divisibile in 2 parti.
Divisione dell’opera in due parti
Nella sezione inferiore ci sono i manichini e la scena è caratterizzata dall’uso di una prospettiva alta.
Particolare della prospettiva usata in primo pianoSai che significa?
È come se il nostro punto di vista fosse più alto rispetto a ciò che stiamo guardando.
In parole povere, siamo più in alto rispetto ai manichini.
Fin qui nulla di strano.
La parte superiore dell’opera (quella con il Castello), invece, è molto interessante.
Per quale motivo?
Perché il punto di vista utilizzato qui è diverso rispetto al precedente.
Particolare della prospettiva in secondo piano
È più basso.
Come avrai capito, nella stessa opera vengono usate 2 prospettive diverse.
Pensi che sia un errore?
No, non è così.
Giorgio non è stato il primo a fare una scelta del genere.
Prima di lui molti pittori tedeschi ed artisti fiamminghi del ‘400 hanno sfruttato questa particolare tecnica.
E de Chirico si è ispirato liberamente a loro.
Ci sono anche altri riferimenti al passato in questa scena.
Ah sì?
Certo.
Ora te li mostro.
Guarda i protagonisti.
Particolare dei manichini
Cominciamo con il conoscere quello sulla sinistra.
Particolare del manichino in piedi
C’è qualcosa di strano nel suo abbigliamento.
Cioè?
Indossa un vestito all’antica che nella parte inferiore cade formando delle linee verticali che ricordano le scalanature di una classica colonna greca (di stile ionico).
Particolare dell’abitoC’è un motivo per questo bizzarro abbigliamento?
Certo che sì.
Ci sono dei riferimenti alla Grecia perché Giorgio ha trascorso parte della sua infanzia lì.
E poi non c’è soltanto questo dettaglio che ha che fare con il mondo greco.
Dopo te ne mostrerò altri.
Adesso dà un’occhiata all’altro manichino seduto.
Particolare del manichino seduto
Diversamente da quello che sta in piedi, questo ha le braccia conserte.
Ha la testa smontata ed appoggiata accanto a sé.
Particolare della testa smontata
Al posto del volto infatti c’è un pomello tipico di un manichino da sartoria.
Particolare del pomello
Aspetta un attimo.
Quella strana testa a terra l’ho già vista da qualche parte.
E dove?
Assomigila molto ad una delle maschere africane che andavano di moda nella Parigi del ‘900.
Pensa che anche Pablo Picasso nella sua opera Les demoiselles d’Avignonha posto una di queste maschere sul volto di alcune delle protagoniste.
Confronto della maschera del manichino (sinistra) e nel quadro di Picasso (destra)
E devo dirti la verità.
Non è un caso che ci sia questa somiglianza con questo lavoro cubista di Picasso.
In che senso?
Ora ti spiego.
La maschera che de Chirico mette a terra in secondo piano rappresenta il rifiuto.
Rifiuto? E di cosa?
Della modernità e di uno stile pittorico così innovativo.
Ma so cosa ti stai chiedendo.
Chi sono questi 2 manichini?
Sono 2 Muse greche:
Quella a sinistra in piedi è Melpomene, la Musa della tragedia
Quella seduta è Talia, la Musa della commedia
Poi hai visto gli altri oggetti a terra?
Particolare dell’asta e della scatola colorata
C’è una scatola colorata e decorata con dei triangoli.
Più a sinistra invece c’è un’asta messa in verticale.
E quella statua in secondo piano nell’ombra cosa rappresenta?Particolare della statua di Apollo
Quella è un’antica statua di Apollo.
Lui è un dio greco.
Ma cosa ci fa qui?
È il capo delle Muse.
Adesso lascia che ti dica qualcosa a proposito dei colori utilizzati.
Avrai sicuramente notato che si tratta di tonalità forti ed intense.
Il primo colore che salta all’occhio è senza dubbio l’arancione.
Giorgio l’ha usato per:
Il palcoscenico
Il Castello Estense (calcando più la mano ed ottenendo un tono più deciso)
La testa del manichino di sinistra
La maschera del manichino di destra
Particolare del colore arancione nell’opera
Guardando con attenzione anche le ciminiere della fabbrica in secondo piano sono state colorate utilizzando l’arancione mischiato al marrone.
Particolare dell’arancione nella fabbrica
Ma non c’è soltanto questo colore.
Guarda attentamente la scatola su cui è seduta Talia.
Particolare della scatola blu
È di colore blu.
Ed è una tonalità talmente forte da risaltare rispetto all’arancione che domina tutta la composizione.
Senza contare che il blu è il colore complementare dell’arancione.
Ma c’è dell’altro.
La scatola che si vede a terra di cui ti ho parlato prima presenta anche altri colori, come il:
Verde
Rosso
Giallo
Particolare della scatola colorataHai visto come sono marcate le ombre? Secondo te da dove arriva la luce?
Te lo dico io.
Arriva da destra e lo si vede dalla direzione delle ombre a terra.
Particolare della luce
SIGNIFICATO
Qual è il significato dell’opera?
Ora te lo spiego.
Prima di tutto, sai il perché questo lavoro è intitolato Le Muse inquietanti?
Facciamo un passo indietro.
Le Muse sono dei personaggi della mitologia greca.
Il loro compito è proteggere le arti.
Nel corso della storia molti poeti ed artisti si sono rivolti a loro per ricevere l’ispirazione necessaria per realizzare dei capolavori.
E se hanno un ruolo positivo perché De Chirico le definisce “inquietanti”?
Perché la realtà concepita da questo artista è diversa dalla nostra.
In questo mondo le Muse non devono più fornire l’ispirazione all’artista.
Loro devono guidarci e portartci oltre le apparenze per farci scoprire la realtà.
E poi ricordi che prima ti ho detto che Giorgio rifiuta il cubismo?
A dirla tutta, non è l’unica cosa da cui prende le distanze.
De Chirico rifiuta la modernità.
Osservando l’opera abbiamo scoperto che ci sono molti riferimenti a stili artistici diversi:
Arte greca
Arte tedesca
Arte fiamminga
Arte cubista
Arte metafisica
Include tutte queste correnti, ma fa bene attenzione ad escludere un dettaglio.
Quale?
Il tempo.
Nella dimensione ideata da Giorgio non c’è né passato né futuro.
Lui rigetta il moderno e tutto ciò che viene proposto come nuovo e che elimina il vecchio.
Per lui il vero senso delle cose va oltre il tempo e la razionalità.
Grazie per l’analisi che mi aiuta a comprendere l’opera, il suo autore e l’epoca in cui è stata realizzata con una chiave di lettura semplice e approfondita nello stesso tempo
Complimenti! Hai realizzato un’ analisi dell’ opera ricca di particolari e colma di spiegazioni. Grazie tante per avermi aiutato nei compiti per scuola. Continua così
Cristiana
Grazie per l’analisi che mi aiuta a comprendere l’opera, il suo autore e l’epoca in cui è stata realizzata con una chiave di lettura semplice e approfondita nello stesso tempo
Dario Mastromattei
Grazie per i complimenti Cristiana.
Marco
Complimenti! Hai realizzato un’ analisi dell’ opera ricca di particolari e colma di spiegazioni. Grazie tante per avermi aiutato nei compiti per scuola. Continua così
Dario Mastromattei
Ciao Marco, grazie per i complimenti. In bocca al lupo per i tuoi studi!
Francesca Comisso
bravissimo, analisi molto coinvolgente e corretta!
Mariangela
L’analisi minuziosa del dipinto mi ha fornito una vera chiave di lettura.