L’anniversario della relazione tra Picasso e il Chicago Art Institute e un segreto

Pablo Picasso- La poltrona Rossa

Picasso, come è ben notissimo, uno dei più prolifici e grandiosi artisti degli ultimi cento anni. Con le sue opere ha creato un nuovissimo movimento artistico e ha fatto da apri strada per moltissimi nuovi talenti che cercavano il loro modo per esprimersi per mezzo dell’arte. 

Anche lui è stato un ragazzo, anche lui ha iniziato come tanti altri, tentando e tentando tantissimi modi per rendere la sua pittura un qualcosa di unico e di speciale, e alla fine c’è riuscito. Una semplice tecnica, banale ma allo stesso tempo geniale, per rendere il suo modo di colorare le opere che realizzava lucide e bellissime.
Infatti quando colorava con il pennello, ovviamente restava visibile il verso del pennello fatto per colorare, e per eliminare del tutto questa scomoda visione ha architettato un semplice “trucchetto“; ebbene, tutto il suo piano era nascosto in un semplice barattolo di vernice, niente di più. Utilizzava la vernice che veniva utilizzata da tutti gli altri imbianchini nel loro lavoro, e per mezzo di questa le pennellate risultavano pienamente uniformi.

Proprio cento anni fa, nel 1913, però era l’anno in cui venne acquistata per la prima volta un’opera di questo futuro talento mondiale da parte del Chicago Art Institute, che poi in seguito sarebbe stata una relazione sempre più proficua. Il segreto di Picasso è stato scoperto nel 2009 dallo stesso Chicago Art Institute in collaborazione con l’Argonne National Laboratory, i quali per mezzo delle analisi ai raggi X e una nanosonda sono riusciti a scoprire l’utilizzo della vernice nel quadro “La poltrona Rossa“.

Per celebrare i cento anni dall’acquisto della prima opera di Picasso da parte del Chicago Art Institute, proprio in questi giorni in questo museo è stata inaugurata una nuova mostra dedicata all’artista.

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Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. Antonietta ha detto:

    Grazie per le informazioni e dell’analisi sintetica e completa delle opere.

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