La Fontana dell’Indolenza di William Turner: analisi completa del quadro

Analizziamo oggi un importante lavoro di William Turner, pittore dell’Ottocento, che attraverso una tecnica completamente rivoluzionaria, ha lasciato un segno indelebile all’interno della storia dell’arte moderna britannica e non solo. Abbiamo già potuto scoprire qualcosa sullo stile di questo artista, analizzando Pescherecci con venditori che contrattano per il pesce” ed oggi proseguiremo scoprendo tutto quello che riguarda un altro lavoro di Turner pittore, ovvero “La Fontana dell’Indolenza”.

In questo articolo troverete tutti i dettagli legati a questo quadro: qui sotto troverete le informazioni tecniche su tale lavoro, come la data di realizzazione e molto altro, ed ovviamente potrete trovare anche la descrizione dettagliata di questo quadro.

Fontana dell'Indolenza William Turner analisi

“Fontana dell’Indolenza” William Turner

Data di realizzazione: 1834

Dimensioni: 106,5 x 166,4 cm

Dove si trova: Beaverbrook Art Gallery, Fredericton, Canada

Questo quadro di William Turner è stato mostrato al pubblico durante un esibizione alla Somerset House nello stesso anno del completamento del lavoro da parte di Turner pittore, ovvero nel 1834. Il quadro venne apprezzato in modo generale dalla critica, ma poi non si hanno più ulteriori notizie riguardanti questa tela. Nel 1882, l’opera viene venduta alla famiglia Vanderbilt, che la conserva per circa un secolo. L’opera dopo vari prestiti, finisce tra le proprietà di Lord Beaverbrook, che dopo diversi anni entra effettivamente a far parte della Beaverbrook Art Gallery, dove si trova tutt’ora.

La scena rappresentata in questo quadro non è altro che uno spaccato del panorama descritto nel primo canto del “Castello dell’Indolenza”, scritto da James Thomson nel 1748. Le parole di Thomson rispecchiano perfettamente ciò che William Turner ha riportato su tela, dimostrando un effettivo collegamento tra l’opera letteraria e quella artistica.

Grande spazio viene dato alla natura, con il cielo luminoso e sereno che occupa gran parte della tela superiore, mentre in primo piano, sulla destra, possiamo notare alcuni edifici di stampo classico, delle rovine e la grande fontana attorniata da alcune figure alate. I colori che dominano questa “Fontana dell’Indolenza” sono soprattutto alcune gradazioni dorate: il sole è realizzato con un giallo abbastanza denso al suo centro, per poi andare via via schiarendosi man mano che ci si allontana dal nucleo, lasciando intravedere uno sprazzo di cielo azzurro; ancora una volta troviamo il giallo anche per il tempio in primo piano sulla destra, realizzato con colori molto più forti rispetto al resto delle costruzioni.

Sulla destra, la natura è dipinta con dei colori molto scuri, come se fosse in netto contrasto con la civiltà umana e le sue costruzioni sulla destra.

Dario Mastromattei

Sono un blogger curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far conoscere i capolavori della storia dell'arte nell'era digitale.

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