La battaglia di Trafalgar di William Turner: analisi completa del quadro

Analizziamo un importante lavoro di William Turner, pittore dell’Ottocento che attraverso la sua grande abilità pittorica e l’attento utilizzo di colori, è riuscito a realizzare una vasta collezione di capolavori, molti dei quali sono arrivati fino a noi. Abbiamo potuto conoscere molto dello stile e della bravura del Turner pittore attraverso la descrizione del quadro intitolato Il molo di Calais, nato grazie al primo viaggio in Francia effettuato dallo stesso artista. In questo articolo, ci occuperemo dell’analisi di un quadro battaglia Trafalgar, intitolato “La battaglia di Trafalgar”.

Qui potrete trovare tutti i dettagli legati a questa composizione: prima di tutto vi saranno data di realizzazione, dimensioni e luogo di conservazione e successivamente verrà effettuata un’analisi approfondita del quadro di Turner.

Quadro Battaglia Trafalgar Turner analisi

“La battaglia di Trafalgar” William Turner

Data di realizzazione: 1824

Dimensioni: 259 x 365,8 cm

Dove si trova: National Maritime Museum, Greenwich

Questo quadro battaglia Trafalgar è stato commissionato da re Giorgio IV, il quale voleva esaltare un importante momento della storia marittima e bellica inglese. In questo lavoro di Turner rappresentante la battaglia di Trafalgar, vengono mostrati alcuni dettagli molto interessanti e che rendono quest’opera differente dalle tradizionali rappresentazioni del medesimo evento da parte di altri artisti.

Il soggetto è la nave HMS Victory appartenente alla Royal Navy, la quale tra l’altro era l’ammiraglia del comandante in capo Horatio Nelson. Le caratteristiche che rendono questo quadro battaglia Trafalgar di Turner nettamente differente da altre riproduzioni del conflitto bellico è la scarsa (e volontaria) accuratezza storica: nella composizione, infatti, vengono rappresentati ben tre momenti differenti del conflitto navale, tutti uniti come se fossero accaduti nel medesimo istante.

I tre momenti rappresentati nel quadro battaglia Trafalgar sono i seguenti:

  • Il lancio del segnale da parte di Horatio Nelson, avvenuto alle 11:50 durante il conflitto, rappresentato dalle bandiere legate proprio al segnale e che sventolano dall’albero maestro.
  • La caduta dell’albero di gabbia di mezzana (quello sulla destra dipinto sull’imbarcazione principale), avvenuto alle ore 13:00.
  • L’incendio e la distruzione dell’imbarcazione francese chiamata “Achille” sullo sfondo del dipinto
  • Il crollo dell’imbarcazione “Redoutable” che è più visibile in primo piano, la cui effettiva distruzione è avvenuta però nel secondo giorno del conflitto.

Differentemente da molti altri lavori di Turner, all’interno del quale la natura è protagonista indiscussa della composizione, in questo caso è l’uomo che domina tutta la scena: le potenti imbarcazioni che si danno battaglia sembrano quasi occupare tutta la tela, ma il ruolo di protagonista spetta proprio all’HMS Victory, illuminata da una forte luce e che mette in secondo piano alleati e nemici.

In primo piano, sotto la nave di Nelson, si nota una grande scialuppa che batte bandiera inglese, dove vi sono alcuni uomini che stanno cercando di salvarsi; alcuni di loro sono già morti, altri sono caduti in mare, ed altri ancora volgono lo sguardo verso la battaglia. Nonostante la grande confusione che domina il quadro battaglia Trafalgar, Turner riesce a dipingere fino all’ultimo dettaglio tutte le imbarcazioni, senza lasciare nulla al caso.

 

Dario Mastromattei

Sono un blogger assetato di conoscenza curioso ed appassionato di tecnologia. Il mio obiettivo è far scoprire i capolavori e la bellezza dell'arte nell'era digitale.

Una risposta

  1. Prospero Calì ha detto:

    Non si finisce mai di apprendere special modo al di fuori degli studi scolastici e formali. Grazie ai ricercatori che con certosina curiosità intellettuale e culturale riusciamo a richiamare alla nostra memoria ed estendere le nostre conoscenze. Volendo dare un mio contributo suggerisco un ricerca su un piccolo borgo dell’entroterra siciliano Centuripe, l’antica Kentoripa di cui M. T.Cicerone scrisse intorno al 70 a.C: ” Totius Sicliae multo maxima et lucupletissima civitas” (trad: di Sicilia la più grande e ricca città) Cic. In verrem V cap.23)

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